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Slovenia: parlamento respinge proposta per referendum contro aumento spese difesa

Lubiana, 27 ott 2020 20:35 - (Agenzia Nova) - Il parlamento di Lubiana ha respinto la proposta dell'opposizione per indire un referendum consultivo sul piano di spese aggiuntive per la difesa presentato dal governo sloveno. Nonostante la maggior parte dei partiti dell'opposizione abbia sostenuto la proposta della Sinistra per indire un referendum, nel parlamento sloveno ha prevalso la linea del governo guidato dal premier Janez Jansa per la necessità di maggiori investimenti nella difesa nel rispetto degli impegni internazionali. Il parlamento di Lubiana dovrebbe quindi votare nelle prossime settimane l'approvazione del piano di spesa che prevede investimenti da 780 milioni di euro nella difesa per il periodo 2021-2026. Si tratta di un piano presentato dalla Slovenia nell'ottica di avvicinare le spese nel settore fino all’obiettivo del 2 per cento del Pil posto dalla Nato.

Secondo quanto spiegato nei giorni scorsi dal ministro della Difesa di Lubiana, Matej Tonin, in un'intervista ad "Agenzia Nova", "il nostro governo sta facendo tutto il possibile" per raggiungere l'obiettivo del 2 per cento del Pil in spese per il settore. "In primavera ho presentato un piano per nuovi investimenti nelle forze armate slovene, un pacchetto speciale che prevede 780 milioni di euro per nuovi investimenti nei prossimi sei anni. Ora il documento è in procedura nel parlamento di Lubiana e il voto finale si terrà nel mese di novembre", ha dichiarato Tonin secondo cui il governo sta preparando il bilancio 2021-2022 e questo documento è già integrato nel piano di spesa. "In accordo con questo documento spenderemo oltre 100 milioni di euro ogni anno per investimenti nella difesa, nell’arco dei prossimi sei anni. Siamo concentrati sullo sviluppo di veicoli armati, aerei, elicotteri, strutture che ospitano i militari, ed equipaggiamento per i soldati”, ha detto. Secondo il ministro Tonin, “sarà il più grande pacchetto di investimenti dell’ultimo decennio in Slovenia”.

La pandemia del Covid-19, secondo quanto confermato dal ministro, sta creando alcuni “malumori” nel parlamento sloveno, in particolare nell’opposizione che sostiene come quello caratterizzato dalla crisi sanitaria non sia il momento giusto per questo tipo di investimenti e la “sinistra radicale” che intende indire un referendum sul tema. “Ma io credo che il settore militare abbia pagato il peso più grande dopo la crisi finanziaria del 2008, il nostro bilancio della difesa è stato dimezzato dopo il 2010 ed è stato l’unico ad essere colpito così duramente”, ha sottolineato Tonin il ministro chiarendo: “Dobbiamo decidere: vogliamo i militari? se li vogliamo allora questo pacchetto di investimenti è assolutamente necessario”. “I nostri militari – insiste Tonin – hanno calcolato che servirebbero 3 miliardi di euro per coprire quelli che sono gli impegni nel documento di pianificazione strategica sulla difesa. A causa del Covid-19, non abbiamo questo denaro per cui abbiamo deciso di tagliare gli investimenti nei prossimi sei anni da 3 miliardi di euro a 780 milioni di euro”. (Lus)
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