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Cina: magnate Ren Zhiqiang condannato a 18 anni per corruzione, aveva criticato Xi Jinping

Cina: magnate Ren Zhiqiang condannato a 18 anni per corruzione, aveva criticato Xi Jinping
Pechino , 22 set 08:45 - (Agenzia Nova) - Il magnate cinese del settore immobiliare Ren Zhiqiang è stato condannato oggi a 18 anni di carcere per corruzione e altri reati, a qualche mese dalla pubblicazione di un suo articolo che criticava la gestione dell'epidemia di coronavirus da parte del presidente della Cina, Xi Jinping. Già presidente di Huayuan Property, l'imputato è stato condannato con accuse tra cui corruzione e abuso di potere dopo essersi dichiarato colpevole durante il processo, secondo quanto reso noto dal Tribunale intermedio del popolo di Pechino.

In particolare, è stato condannato per l'appropriazione illegale di oltre 49,7 milioni di yuan (9,9 milioni di dollari), per aver accettato più di 1,25 milioni di yuan (184 mila dollari) in tangenti e sottratto fondi pubblici per un valore di 61,2 milioni di yuan (oltre nove milioni di dollari) tra il 2003 e il 2017. Ren è un blogger molto seguito sul social cinese Sina Weibo con oltre 37 milioni di seguaci: soprannominato "Big Cannon Ren", è noto per le sue critiche esplicite al Partito comunista cinese (Pcc). Ren ha criticato il presidente cinese Xi, assunto posizioni in contrasto col vertice del partito e pubblicato articoli contro "i quattro principi cardinali", un riferimento allo stato di leadership incontrastata del Pcc. Nonostante la sua appartenenza al partito, era un critico di vecchia data.

Il suo articolo più recente, che circola su internet da marzo, ha criticato non solo i passi iniziali del governo nella gestione dell'epidemia di coronavirus, ma anche i modi in cui Pechino ha cercato di promuovere i suoi successi e l'espansione del potere di Xi. Secondo quanto riferisce il quotidiano "South China Morning Post", Ren, che fino al 2011 era presidente e capo del partito del gruppo Huayuan, un'impresa statale con sede a Pechino, è stato accusato di utilizzare denaro pubblico per scopi personali e causando "enormi perdite" allo Stato. Ren è stato anche accusato di "diffamare" l'immagine del Pcc e di essere stato "disonesto" nel corso delle indagini interne del partito. Secondo il giornale, gli amici affermano di aver perso i contatti con Ren a marzo e il mese successivo l'organismo anti-corruzione cinese ha annunciato che Ren era sotto inchiesta. A luglio è stato espulso dal Partito comunista. (Cip)
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