VENEZUELA

 
 
 

Venezuela: Corte suprema Capo Verde non si pronuncia su estradizione Alex Saab negli Stati Uniti

Bogotà, 21 ott 2020 17:39 - (Agenzia Nova) - La Corte suprema di Capo Verde si è dichiarata non competente a pronunciarsi sulla richiesta di estradizione negli Stati Uniti di Alex Saab, l'uomo d'affari colombiano arrestato a metà giugno a Capo Verde con l'accusa di aver fatto da intermediario in presunte trame di corruzione che fanno capo al presidente del Venezuela Nicolas Maduro. La Corte, si legge in un comunicato diffuso dalla difesa di Saab, ha rimesso il caso al tribunale di appello affinché riesamini nuovamente le misure cautelari sollecitate dagli avvocati di Saab. “La Corte suprema ha emesso una decisione che ammonisce la Corte d'appello per aver ignorato i principi di base del giusto processo”, ha detto Rutsel Silvestre J Martha, uno dei legali della difesa, secondo quanto riferisce il quotidiano “El Espectador”. Lo scorso agosto il tribunale di appello di Barlovento aveva approvato l'estradizione di Saab negli Usa

L'imprenditore colombiano, naturalizzato venezuelano, è stato arrestato lo scorso giugno dall'Interpol durante una sosta tecnica dell'aereo venezuelano sul quale viaggiava, diretto in Iran. A maggio del 2019, nell'ambito di indagini condotte sull'attività delle sue imprese, la procura colombiana aveva formalizzato l'apertura di un fascicolo su Saab basato su numerosi reati: riciclaggio del denaro, associazione a delinquere, arricchimento illecito, esportazioni e importazioni fittizie, e truffa aggravata. Dal settembre del 2018 si considera un ora un profugo della giustizia colombiana, alle cui convocazioni non ha mai risposto.

Saab è stato anche sanzionato dal governo degli Stati Uniti, insieme ai suoi figli Isham Alí e Shadi Naim e ad altri due cittadini colombiani, per il loro presunto coinvolgimento in casi di corruzione legati, tra le altre cose, alle forniture alimentari al Venezuela. Secondo quanto riferisce il dipartimento del Tesoro, “Saab è uno sfruttatore che ha orchestrato una vasta rete di corruzione", che ha permesso all'amministrazione del presidente Maduro "di beneficiare in modo significativo dell'importazione e della distribuzione di cibo in Venezuela". In particolare, Saab avrebbe ottenuto contratti "gonfiati" con il governo venezuelano dal 2009, che includono la costruzione di 25 mila abitazioni nel paese e forniture ai Comitati locali di approvvigionamento e produzione. “Attraverso una sofisticata rete di società fantasma, partner commerciali e familiari, Saab ha riciclato centinaia di milioni di dollari provenienti da guadagni illeciti", denunciava il Tesoro Usa.

L'arresto di Saab è stato duramente condannato dal governo di Caracas. Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, aveva denunciato in un comunicato la “detenzione arbitraria” di Saab, “un cittadino venezuelano”. “Quest’azione che viola le leggi e le norme internazionali corrisponde chiaramente agli atti di aggressione e molestia contro il popolo venezuelano, portati avanti dal governo degli Stati Uniti con l’obiettivo di interrompere bruscamente gli sforzi del governo bolivariano di garantire il diritto all’alimentazione, alla salute e altri diritti fondamentali del popolo venezuelano”, si legge nel comunicato. Arreaza ha sostenuto che Saab è “un agente del governo bolivariano del Venezuela” ed era in viaggio “con l’obiettivo di garantire l’acquisizione di cibo per i Comitati locali di approvvigionamento e produzione (Clap) oltre a farmaci, forniture mediche e altri beni umanitari usati nell’ambito della pandemia di Covid-19”.

Più di recente il governo del Venezuela ha chiesto alle autorità di Capo Verde di concedere a Saab gli arresti domiciliari. Il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, ha denunciato all'Unione africana e al governo capoverdiano azioni di presunto maltrattamento e tortura ai danni di Saab. "Chiediamo che si permetta la visita immediata di un medico legale, nei confronti dell'inviato speciale Alex Saab, così come quella di un magistrato della pubblica accusa e del nostro ambasciatore a Capo Verde. Fino ad ora queste visite non sono state autorizzate", ha scritto Arreaza sul proprio profilo twitter parlando di una richiesta "giusta e opportuna". La procura di Capo Verde, che indaga sulle possibili violazioni dei diritti umani, ha da parte sua fatto sapere che non ha rilevato prove di maltrattamento sul corpo di Saab. Al contrario, avrebbe riscontrato segni di automutilazione. "L'oggetto personale con il quale si feriva è stato ritirato dalla cella", ha riferito una fonte della procura ai media locali.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno congelato circa 700 milioni di dollari su conti bancari intestati ad Alex Saab. Lo riferisce il quotidiano colombiano "El Tiempo", citando fonti federali secondo cui i conti erano depositati presso istituti del Liechtenstein. Gli inquirenti, prosegue la testata, cercano ora di "stabilire se il denaro sequestrato è legato al pagamento delle cosiddette Clap", i pacchi contenenti generi alimentari di prima necessità "che il regime compra a imprese di Saab. Gran parte della distribuzione di queste casse si concentra in Turchia", paese che in questo sostituisce il Messico. Le stesse fonti assicurano a "El Tiempo" che nel prossimo futuro sono previste nuove requisizioni sul patrimonio di Saab. (Mec)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE