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Cipro: ballottaggio presidenziali nel nord, sfida tra due visioni contrapposte sul futuro dell'isola

Nicosia, 18 ott 09:40 - (Agenzia Nova) - Il rilancio dei negoziati sulla questione cipriota passa anche per l'esito del ballottaggio delle elezioni presidenziali nell’autoproclamata repubblica turca di Cipro del nord. A sfidarsi nel ballottaggio odierno, come emerso dal voto del primo turno di domenica scorsa, saranno due candidati con visioni contrapposte della questione cipriota, in particolare riguardo i rapporti tra l'isola e Ankara: da una parte il presidente uscente Mustafa Akinci, esponente del centro sinistra e sostenitore di un accordo con i greco ciprioti per la costituzione di un'entità federale unica; dall’altra il nazionalista Ersin Tatar, leader del Partito di unità nazionale (Ubp), molto vicino al presidente turco Recep Tayyip Erdogan e sostenitore dei due Stati sull'isola di Cipro e di una maggiore vicinanza alla Turchia. Gli equilibri politici nell’autoproclamata repubblica, non riconosciuta dalla comunità internazionale se non dalla Turchia, rappresentano infatti un elemento importante nella dinamica dei negoziati sulla riunificazione di Cipro. Tatar ha vinto il primo turno con il 32,3 per cento dei voti, mentre Akinci è giunto secondo con il 29,8 per cento. Ma i rapporti di forza tra i due sembrano destinati a invertirsi nel ballottaggio odierno, in quanto sul presidente uscente Akinci dovrebbero convogliare i voti del leader del partito di centro sinistra Ctp (Partito repubblicano turco), Tufan Erhurman, giunto terzo nel voto di domenica scorsa. Per oggi, quindi, si profila lo stesso scenario già verificatosi alle elezioni presidenziali del 2015 nella parte nord di Cipro: in quell’occasione Akinci, dopo aver ottenuto al primo turno meno voti dello sfidante nazionalista dell’Ubp Dervis Eroglu, nel ballottaggio aveva ribaltato la situazione ottenendo oltre il 60 per cento dei voti.

Il presidente Akinci, se confermato per un nuovo mandato di cinque anni, dovrebbe conciliare i propri programmi con un governo locale “ostile”, in quanto guidato proprio dall’Ubp del premier Tatar affermatosi nel 2018. Akinci, d’altra parte, vedrebbe la sua autorità rafforzata proprio dall'eventuale successo contro l’attuale capo del governo nazionalista e potrebbe perorare la causa di un rilancio dei negoziati sulla questione cipriota, del cui ultimo tentativo rivelatosi poi fallimentare, è stato protagonista nel 2017 a Crans Montana insieme al presidente della Repubblica di Cipro Nikos Anastasiades. Secondo il quotidiano "Kathimerini", il primo test per il vincitore nelle elezioni a Cipro nord potrebbe essere un incontro ospitato dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, alla presenza delle tre potenze garanti nell'isola del Mediterraneo orientale - Grecia, Turchia e Regno Unito - per valutare la possibilità di un rilancio dei negoziati sulla questione cipriota dopo lo stallo che si protrae dal 2017. La comunità internazionale fa pressioni per il rilancio di un nuovo tentativo di confronto tra le due comunità dell’isola - nonostante le tensioni crescenti tra Grecia, Turchia e Cipro - e una riaffermazione del candidato moderato del centro sinistra nella parte nord rappresenterebbe un buon viatico per questi piani.

Le speranze di vittoria di Tatar fanno leva certamente sull’elettorato nazionalista, galvanizzato nei giorni appena prima del voto dall’annuncio fatto ad Ankara insieme al presidente turco Erdogan sulla riapertura dopo 46 anni della spiaggia abbandonata di Varosha a Famagosta. Secondo il quotidiano turco-cipriota "Kibris Postasi", un totale di 2.332 persone sono entrate mercoledì 7 ottobre nell'area della spiaggia di Varosha, riaperta dopo 46 anni di chiusura voluta dall'Onu a seguito dell'occupazione turca del 1974. Il "premier" di Cipro nord Tatar ha visitato l'area sostenendo che la riapertura di questa spiaggia sotto protezione dell’Onu non è stata solo una mossa elettorale bensì un’azione legata agli sviluppi nel Mediterraneo orientale. Secondo Tatar, altri passi seguiranno anche per quanto riguarda la questione delle proprietà degli immobili abbandonati a Varosha. Quest’area, ha aggiunto, contribuirà allo sviluppo economico di Famagosta grazie al rilancio del turismo in quanto l'attuale situazione non porta benefici a nessuno.

Il presidente cipriota Anastasiades ha condannato la riapertura di Varosha denunciando violazioni del diritto internazionale e delle risoluzioni 550 e 789 del Consiglio di sicurezza Onu, che prevedono la chiusura dell'area dopo l'occupazione turca del 1974. "La Repubblica di Cipro non è rimasta e non rimarrà inattiva", ha dichiarato Anastasiades. Questa riapertura è fortemente criticata dal governo di Nicosia, che considera il quartiere abbandonato di Varosha come proprietà della comunità greco-cipriota fuggita dopo l'occupazione turca nel 1974. Il Consiglio di sicurezza Onu, riunitosi in una sessione d’emergenza, ha condiviso la posizione di Nicosia condannando l’azione unilaterale della parte turca. Nel comunicato al termine della riunione è stato ribadito l'impegno per un accordo duraturo e comprensivo alla questione cipriota basato sulla creazione di una federazione con due comunità. Il Consiglio di sicurezza Onu ha ribadito inoltre la validità delle risoluzioni 550 del 1984 e 789 del 1992 sullo status di Varosha e ha invitato le parti al dialogo.

A difesa della riapertura di Varosha si è pronunciata invece la Turchia: secondo il ministero degli Esteri di Ankara, l'affermazione che la decisione viola le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu "non riflette la realtà". Ankara ha affermato che la comunità internazionale dovrebbe tenere conto delle realtà dell'isola: "Sostenere la continuazione dello status quo non gioverà ai due popoli che sono i comproprietari dell'isola di Cipro, né aiuterà la soluzione della questione cipriota", si legge nel comunicato. Il premier della parte nord di Cipro Tatar ha definito come "una vittoria" i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali, che lo ha visto avere la meglio sull'attuale presidente, Akinci. Il leader dell'Ubp ha affermato di credere che "più cittadini si recheranno alle urne al ballottaggio e esprimeranno la propria volontà. Voglio lanciare un appello a tutti i miei cittadini. (...) L'autentica vittoria sarà nostra il 18 ottobre". La chiamata al voto di Tatar segue un'affluenza bassa ai seggi, con solo il 55 per cento degli aventi diritto di voto che ha votato al primo turno. Akinci, invece, si è detto convinto di continuare con il proprio incarico con il sostegno popolare sin dalla mattina del 19 ottobre. Decisivo per Akinci potrebbe essere il sostegno espresso dal leader del Ctp Erhurman, che guida una forza politica di centrosinistra il cui appoggio all'attuale presidente si colloca in chiave di contenimento del nazionalista Tatar.

Mentre la stampa turca si è finora perlopiù limitata a riportare semplicemente i risultati delle urne, le testate di Cipro nord si sono avventurate in analisi del verdetto dei seggi. Il quotidiano "Yeni Duzen" ha evidenziato il ruolo di "tensione, conflitto ed emozioni" nel voto piuttosto che quello di "visione, progettualità e logica", con la contrapposizione tra Tatar, fedele "al verbo di Ankara", e Akinci, che "ha raggiunto il punto di rottura totale con Ankara". Sami Ozuslu, autore dell'articolo di "Yeni Duzen", identifica quindi nelle tensioni tra Turchia e Repubblica turca di Cipro nord l'elemento determinante nella direzione del voto, mentre della questione di Cipro in sé in pochissimi si sono preoccupati. La stessa testata ha pubblicato l'articolo dal titolo "Ricordiamocene: il paese è nostro", con riferimento all'influenza di Ankara sulle questioni nord-cipriote. L'autore del pezzo, Cenk Mutlukayali, ha commentato che Akinci vincerà al secondo turno perché il popolo di Cipro nord ha imparato a reagire alle pressioni e alle imposizioni quando alle urne. (Gra)
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