INFRASTRUTTURE

 
 

Infrastrutture: Tanchum (Aies) a “Nova”, porto di Hamdania progetto win-win per Algeria e Cina

Roma , 07 ott 2020 10:30 - (Agenzia Nova) - La costruzione del porto in acque profonde di El Hamdania, uno degli scali marittimi più grandi del mondo con un costo stimato di sei miliardi di dollari e un processo di costruzione che dovrebbe durare circa sette anni, è un progetto potenzialmente “win-win” per Algeria e Cina. Lo ha detto ad “Agenzia Nova” il professor Michael Tanchum, senior fellow presso l'Istituto austriaco per la politica europea e di sicurezza (Aies). “Il Marocco ha recentemente superato la Spagna come maggiore capacità di container nel Mediterraneo. Rabat sta sfruttando i suoi porti e la sua rete ferroviaria ad alta velocità in via di sviluppo per creare un corridoio di transito commerciale dall'Africa all'Europa”, afferma Tanchum, che è anche docente di relazioni internazionali del Mediterraneo e del Medio Oriente presso l'Universidad de Navarra. La struttura algerina, difatti, fungerà da hub commerciale del Mediterraneo, in competizione con il porto di Tanger-Med in Marocco. “Il porto di Hamdania contribuirà a garantire che l'Algeria non venga emarginata nella corsa per la connettività commerciale euro-africana”, aggiunge l’accademico.

Si stima che il porto di El Hamdania, una volta completato, sia in grado di ospitare la nave più grande del mondo con una capacità di 240 mila tonnellate, mentre la capacità dei porti attuali non è in grado di ospitare navi con un carico di 30.000 tonnellate. “Per la Cina, si tratta di un'opportunità di sviluppare catene di valore dall'Africa all'Europa invece di svolgere un ruolo secondario nella filiera produttiva a guida francese che si estende dal Marocco all'Europa”, spiega Tanchum. Non solo. Il porto di El Hamdania potrebbe competere anche con la Tunisia, anch’essa interessata ad utilizzare i suoi scali marittimi come hub di trasporto chiave per un ipotetico corridoio commerciale Africa-Europa. L’ambizione degli algerini di fare di El Hamdania lo snodo costiero mediterraneo di un corridoio commerciale che si estende fino a Lagos, in Nigeria, “dipende anche dallo stato dell'autostrada transafricana”, avverte il professore. “Se il porto di Hamdania riuscirà ad attrarre i produttori stranieri per stabilire stabilimenti in Algeria, come è stato nel caso del Marocco, l'economia dell'Algeria e le sue relazioni estere potrebbero essere trasformate”, conclude Tanchum.

L'Algeria ha registrato il porto di El Hamdania nel 2012 e ha avviato il processo di localizzazione dei siti e delle strutture logistiche ad esso collegate, ma non ha fatto molti progressi. Questo ritardo "è costato all'economia algerina pesanti perdite", ha detto il presidente Abdelmajid Tebboune durante un Consiglio dei ministri tenuto a fine settembre. Il processo di completamento che dovrebbe iniziare all'inizio del prossimo anno e richiederà circa sette anni, secondo quanto riferito domenica 4 ottobre dal quotidiano nazionale "Al Chaab". Il processo di completamento si svolgerà in tre fasi, ma entro il quarto anno parte del progetto potrebbe essere già completata. Secondo uno studio pubblicato nel 2018, il porto occuperà un'area di 310 ettari, mentre circa 1.916 ettari saranno destinati alle aree logistiche, ovvero porti asciutti e aree di transito terrestre temporaneo per container, che saranno poi trasportati nei paesi del Sahel africano attraverso l'autostrada trans-sahariana che collega l'Algeria alla città di Lagos, in Nigeria, passando per una serie di paesi africani. (Asc)
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