COSTA RICA

 
 
 

Costa Rica: Alvarado propone creazione fondo per prestiti agevolati a paesi in via di sviluppo

New York, 23 set 12:40 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Costa Rica, Carlos Alvarado, ha proposto la creazione di un fondo da 500 miliardi di dollari finanziato dalle maggiori economie mondiali per concedere prestiti agevolati ai paesi in via di sviluppo nel contesto della crisi generata dalla pandemia del nuovo coronavirus. Il capo dello stato ha parlato al dibattito generale della 75ma Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York. L’iniziativa, chiamata Fondo contro l’economia della Covid-19 (Face), verrebbe finanziata grazie a un apporto pari allo 0,7 per cento del Pil delle economie “più grandi e forti del mondo”, che insieme rappresentano l’80 per cento della produzione mondiale, ha detto Alvarado. Le risorse potrebbero essere amministrate da una o più banche multilaterali di sviluppo, con prestiti a lungo termine e a tassi fissi.

L'emergenza sanitaria fa sì che il dibattito, per la prima volta nella storia, si svolga in un Palazzo di Vetro deserto. Gli interventi in formato virtuale dei capi di Stato e di governo si susseguiranno fino al al 29 settembre, con una sospensione da domenica 27 a lunedì 28. Quella inaugurata ieri è la settimana di alto livello della 75ma sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Unga), apertasi lo scorso 15 settembre. Lo scorso 6 settembre l'Onu aveva incoraggiato i leader a mandare discorsi pre-registrati. Oltre al segretario generale, Antonio Guterres, sono presenti fisicamente i rappresentanti delle varie agenzie Onu e i diplomatici delle missioni permanenti con base a New York. Dopo il General Debate, per la fine di settembre e i primi di ottobre sono previsti altri eventi di alto livello: il Summit sulla biodiversità (mercoledì 30 settembre), l'incontro sul 25esimo anniversario della Quarta conferenza mondiale sulle donne di Pechino (giovedì primo ottobre), l'incontro plenario sulla commemorazione della Giornata internazionale per l'eliminazione totale delle armi nucleari (venerdì 2 ottobre). Farà seguito l'inizio dei lavori veri e propri delle sei Commissioni dell'Unga.

Come da tradizione, il primo degli interventi dei capi di stato e di governo è spettato al Brasile. Si tratta di una tradizione che risale al 1947, anno in cui la prima Assemblea Generale Onu venne aperta dal discorso di Osvaldo Aranha, allora capo della delegazione brasiliana. Aranha, già ambasciatore negli Stati Uniti e fino al 1945 ministro degli Esteri del paese amazzonico, si era rituffato a pieno nell'attività politica proprio per accompagnare i lavori della nascente organizzazione internazionale. Sua era stata la presidenza della seconda Assemblea generale, quella che votò il piano che avrebbe portato alla creazione dello stato di Israele. Storici e analisti hanno sempre segnalato che il privilegio di aprire il dibattito generale è legato ad almeno altri due possibili motivi: da un lato la posizione di "terzietà" occupata dal Brasile rispetto a Usa e Unione Sovietica aiutava a risolvere l'imbarazzo per chi dovesse avere per primo la ribalta. Dall'altro, al paese sudamericano sarebbe stato concesso il primo diritto di parola per riconoscerne il ruolo fondante dell'Onu, nonostante gli fosse stato negato un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza, ruolo cui aspira tutt'oggi. (Nys)
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