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Giappone: coronavirus, banca centrale apre a estensione termini aiuti per le aziende

Tokyo, 23 set 11:33 - (Agenzia Nova) - Il governatore della Banca del Giappone (Boj), Haruhiko Kuroda, ha dichiarato che la banca centrale è pronta ad estendere i termini dei programmi per l’agevolazione del credito alle aziende colpite dalla pandemia di coronavirus, che dovrebbero scadere alla fine del 2020. Kuroda ha dichiarato che la decisione deriva dallo stato di protratta incertezza economica causata dalla crisi sanitaria globale. “C’è la possibilità di estendere la scadenza dei programmi se necessario, a seconda dell’impatto della Covid-19”, ha spiegato Kuroda nel corso di una conferenza stampa a margine di un incontro con personalità del mondo dell’impresa a Osaka oggi, 23 settembre. Il governatore ha anche ribadito la determinazione della Boj a coordinarsi con il governo per far fronte agli ostacoli esterni alla ripresa economica del paese, a cominciare dalle tensioni protezionistiche tra Stati Uniti e Cina.

La Banca del Giappone (Boj) ha confermato il 17 settembre la politica monetaria ultra-espansiva e i programmi di credito emergenziali per l’economia colpita dal coronavirus, all’indomani dell’elezione a primo ministro di Yoshihide Suga, il primo cambio di leadership in quel paese da quasi otto anni a questa parte. La decisione della Boj giunge anche in concomitanza col ritorno del mercato azionario ai livelli pre-pandemia, mentre le esportazioni hanno registrato la terza espansione su base mensile ad agosto. La Boj ha migliorato il proprio giudizio sullo stato della terza economia mondiale, evidenziando che “l’attività economica è ripresa gradualmente, e sta accelerando il proprio ritmo di crescita”. A luglio la banca centrale aveva descritto lo stato dell’economia come “estremamente grave”. La banca ritiene che le esportazioni e la produzione industriale, pilastri della crescita economica nazionale, siano ora tornati ad una fase espansiva, ma evidenzia anche un deterioramento degli utili e della fiducia aziendali, e un conseguente calo degli investimenti in immobilizzazioni.

Le esportazioni del Giappone hanno registrato il sesto calo a due cifre consecutivo nel mese di agosto, con una contrazione del 14,8 per cento rispetto allo stesso mese del 2019. L’export della terza economia mondiale continua a scontare gli effetti del calo della domanda globale causato dalla pandemia di coronavirus. Il calo registrato nel mese di agosto è inferiore alle previsioni formulate dagli economisti, che attendevano una contrazione del 16,1 per cento. Le esportazioni giapponesi sono in calo da 21 mesi consecutivi, la serie negativa più lunga da quella di 23 mesi a cavallo tra il 1986 e il 1987. A pesare sulle spedizioni in uscita, il mese scorso, sono state soprattutto le automobili e i combustibili fossili. Secondo Tom Learmouth, diversi comparti dell’export giapponese iniziano ad esibire segnali di ripresa, ma il ritorno ai livelli precedenti la crisi pandemica potrebbe non giungere prima del 2022.

Nonostante la forte contrazione registrata nel secondo trimestre del 2020, legata in particolare al crollo del volume delle esportazioni (meno 18,5 per cento) e dei consumi privati (meno 8,2 per cento), l’economia del Giappone dovrebbe assistere a una solida crescita nel prossimo trimestre, pari al 4,5 per cento rispetto al periodo aprile-giugno. Lo indica l’agenzia di rating Fitch nel suo ultimo Global economic outlook. La contrazione del Pil giapponese nel secondo trimestre 2020 è stata pari al 7,8 per cento rispetto al periodo gennaio-marzo, in linea con le aspettative del rapporto pubblicato lo scorso giugno. A pesare, in particolare, sono stati lo stato d’emergenza nazionale imposto nel periodo aprile-maggio e il collasso della domanda da parte dei principali partner commerciali. A partire da luglio, poi, vi è stata una recrudescenza dei casi di contagio da coronavirus, superiori al livello registrato nel periodo aprile-maggio. Tuttavia, gli ultimi dati mostrano un drastico calo del numero di pazienti con sintomi gravi e un recente declino delle nuove infezioni. Alcune delle restrizioni imposte nel corso dell’estate, inoltre, sono già state nuovamente sospese.

Per questo, Fitch prevede un rimbalzo del Pil del 4,5 per cento nel terzo trimestre 2020, sebbene inferiore a quello atteso a giugno. La produzione industriale e il volume delle esportazioni hanno già fatto registrare una forte crescita nel mese di luglio. La ripresa dovrebbe successivamente rallentare, in particolare a causa dei deboli investimenti aziendali. Nel complesso, per il 2020 Fitch stima una contrazione del Pil del 5,3 per cento, superiore di 0,3 punti percentuali rispetto a quella prevista a giugno. In questo quadro, le dimissioni del premier Shinzo Abe per ragioni di salute aumentano l’incertezza politica in vista delle prossime elezioni generali, in programma nell’ottobre del 2021, nonostante non siano previsti cambiamenti radicali alle attuali politiche da parte del successore, che sarà scelto tra i leader del Partito liberaldemocratico (Ldp). (Git)
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