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Trump: "Dopo l'intesa di Israele con Bahrein ed Emirati, Washington prepara altri 9 accordi di pace"

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New York, 16 set 08:39 - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che la sua amministrazione è al lavoro per agevolare nuovi accordi di pace tra Israele e altri paesi del Medio Oriente. “Ci sono altri paesi che vogliono unirsi a noi, e che lo faranno presto. Credo ne avremo sette, otto o nove”, ha dichiarato Trump poche ore dopo la firma degli storici accordi tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, che sono valsi al presidente Usa la candidatura al premio Nobel per la Pace. Ad oggi 44 Paesi del Globo, inclusi 30 paesi membri delle Nazioni Unite, non riconoscono la statualità di Israele. Trump non ha precisato quali paesi stiano negoziando tale riconoscimento con Washington e Tel Aviv, ma ha parlato di “grandi paesi, almeno un grande paese”. Il presidente Usa ha definito la firma del duplice accordo di pace “un grande momento storico”, ma ha aggiunto che “ne giungeranno altri piuttosto rapidamente”.

Israele ha firmato gli accordi di normalizzazione delle relazioni con Emirati Arabi Uniti e Bahrein. La cerimonia ufficiale per la firma di quelli che sono stati denominati "Accordi di Abramo" ha visto la presenza del presidente statunitense, Donald Trump, del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, del ministro degli Esteri emiratino, Abdullah bin Zayed al Nahyan e del capo della diplomazia bahreinita, Abdullatif bin Rashid Al Zayani. I documenti dell'intesa sono stati siglati a South Lawn presso la Casa Bianca, teatro della firma degli Accordi di Oslo del 1993 con i palestinesi. Quello con gli Emirati Arabi Uniti è un "trattato di pace" mentre con il Bahrein è stata sottoscritta una "dichiarazione di pace" separata. Il primo è un trattato con valore giuridico internazionale, che deve essere approvato dal parlamento, mentre il secondo è semplicemente una dichiarazione congiunta che sposa un impegno per la pace.

Durante il suo intervento, l'inquilino della Casa Bianca ha evidenziato che gli accordi firmati oggi rappresentano un risultato straordinario. Si tratta dei primi firmati da Israele con paesi arabi da oltre un quarto di secolo, ha detto Trump. Solo due accordi simili erano stati firmati in precedenza, ha detto il presidente in riferimento a quelli con Egitto e Giordania, e ora altri due sono stati conclusi in un solo mese, mentre "seguiranno altri accordi". Secondo Trump, Emirati, Bahrein e Israele stabiliranno ambasciate nei rispettivi paesi, scambieranno personale diplomatico e coopereranno in vari settori, come turismo, commercio, e sicurezza. Gli accordi aprono anche le porte ai musulmani nel mondo che vogliono visitare i siti storici in Israele e pregare pacificamente nella moschea Al Aqsa, il terzo luogo sacro dell’Islam. Gli accordi serviranno a consolidare la pace nell'intera regione, "qualcosa che non credevamo possibile", ha dichiarato il presidente Usa.

Parlando di "svolta storica", il primo ministro israeliano Netanyahu si è detto convinto che "questa pace si espanderà, includerà altri Stati arabi e alla fine aiuterà a porre fine al conflitto arabo-israeliano una volta per tutte". Ricordando le "numerose sfide e difficoltà che tutti noi dobbiamo affrontare", Netanyahu ha invitato a "fermarsi per apprezzare questo momento straordinario" e "mettere da parte ogni cinismo". Da parte sua, il ministro emiratino Al Nahyan ha sostenuto: "Stiamo assistendo a un grande cambiamento nel cuore del Medio Oriente, un cambiamento che infonderà speranza a tutto il mondo". Al Nahyan ha poi ringraziato anche il primo ministro di Israele per "aver scelto la pace" e "per aver bloccato l’annessione dei Territori palestinesi". Dal canto suo, il ministro degli Esteri del Bahrein, Al Zayani, ha parlato di un "passo storico sulla strada per una pace autentica e duratura" in tutta la regione. "Per troppo tempo, il Medio Oriente è stato frenato da conflitti e sfiducia, provocando indicibili distruzioni" e vanificando le speranze dei "più giovani e brillanti" della regione, ha proseguito. "Ora sono convinto che possiamo cambiare la situazione".

Mentre la cerimonia per la firma degli accordi tra lo Stato ebraico e i due paesi del Golfo si concludeva, le sirene delle città meridionali israeliane di Ashkelon e Ashdod hanno risuonato per il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza. Le forze di difesa israeliane stanno esaminando la situazione sul terreno, ma finora non si registrano vittime. Nel pomeriggio proteste da parte dei palestinesi sono divampate nella Striscia e in Cisgiordania. A Nablus e Hebron manifestanti con bandiere palestinesi e mascherine blu si sono radunati per protestare contro gli accordi. A Gaza i manifestanti hanno calpestato e incendiato manifesti raffiguranti il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa e il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed al Nahyan. (Nys)
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