VENEZUELA

 
 
 

Venezuela: Saab, difesa ripete accusa di abusi e nega collegamento con soldi sequestrati

Caracas, 19 set 19:18 - (Agenzia Nova) - La difesa di Alex Saab, l’uomo d’affari arrestato a metà giugno a Capo Verde con l’accusa di aver fatto da intermediario in presunte trame di corruzione che fanno capo al presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha denunciato di nuovo presunti abusi fisici nei suoi confronti in una comunicazione al quotidiano colombiano “El Tiempo”. Secondo i suoi legali, Saab, che viene definito un agente speciale del governo venezuelano, ha 26 tagli e 200 segni di lesioni sul corpo. I difensori, inoltre, hanno negato un collegamento con i 700 milioni di dollari recentemente congelati negli Stati Uniti e l’esistenza di un conto bancario di sua proprietà in Liechtenstein. I presunti abusi erano già stati segnalati precedentemente e il governo del Venezuela, attraverso il ministero degli Esteri, era intervenuto per chiedere alle autorità di Capo Verde di concedere a Saab gli arresti domiciliari e di consentire la visita di un medico legale. La procura di Capo Verde, che indaga sulle possibili violazioni dei diritti umani, ha reso noto di non aver rilevato prove di maltrattamento e di aver ispezionato la sua cella e sequestrato un oggetto usato dal detenuto per automutilarsi.

L'imprenditore colombiano, naturalizzato venezuelano, è stato arrestato dall'interpol durante una sosta tecnica dell'aereo venezuelano sul quale viaggiava, diretto in Iran. A maggio del 2019, nell'ambito di indagini condotte sul'attività delle sue imprese, la procura colombiana aveva formalizzato l'apertura di un fascicolo su Saab basato su numerosi reati: riciclaggio di denaro, associazione a delinquere, arricchimento illecito, esportazioni e importazioni fittizie, e truffa aggravata. Dal settembre del 2018 si considera un un profugo della giustizia colombiana, alle cui convocazioni non ha mai risposto.

Saab è stato anche sanzionato dal governo degli Stati Uniti, insieme ai suoi figli Isham Alí e Shadi Naim e ad altri due cittadini colombiani, per il presunto coinvolgimento in casi di corruzione legati, tra le altre cose, alle forniture alimentari al Venezuela. Secondo quanto riferito il dipartimento del Tesoro, “Saab è uno sfruttatore che ha orchestrato una vasta rete di corruzione", che ha permesso all'amministrazione del presidente Maduro "di beneficiare in modo significativo dell'importazione e della distribuzione di cibo in Venezuela". In particolare, Saab avrebbe ottenuto contratti "gonfiati" con il governo venezuelano dal 2009, che includono la costruzione di 25 mila abitazioni nel paese e forniture ai Comitati locali di approvvigionamento e produzione (Clap). “Attraverso una sofisticata rete di società fantasma, partner commerciali e familiari, Saab ha riciclato centinaia di milioni di dollari provenienti da guadagni illeciti", secondo il Tesoro Usa.

L'arresto di Saab è stato duramente condannato dal governo di Caracas. Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha denunciato in un comunicato la “detenzione arbitraria” di Saab, “un cittadino venezuelano”. “Quest’azione che viola le leggi e le norme internazionali corrisponde chiaramente agli atti di aggressione e molestia contro il popolo venezuelano, portati avanti dal governo degli Stati Uniti con l’obiettivo di interrompere bruscamente gli sforzi del governo bolivariano di garantire il diritto all’alimentazione, alla salute e altri diritti fondamentali del popolo venezuelano”, si legge nel comunicato. Arreaza ha sostenuto che Saab è “un agente del governo bolivariano del Venezuela” ed era in viaggio “con l’obiettivo di garantire l’acquisizione di cibo per i Comitati locali di approvvigionamento e produzione oltre a farmaci, forniture mediche e altri beni umanitari usati nell’ambito della pandemia di Covid-19”. (Vec)
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