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Mediterraneo orientale: il governo di Atene è pronto a qualsiasi scenario con la Turchia

Mediterraneo orientale: il governo di Atene è pronto a qualsiasi scenario con la Turchia
Atene , 07 set 10:19 - (Agenzia Nova) - La Grecia si prepara a ogni possibile scenario per quel che riguarda i rapporti con la Turchia e l'evolvere della situazione nel Mediterraneo orientale. Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha deciso di non rispondere alle provocazioni di Ankara e di attendere l'apertura di un dialogo, coadiuvato dalla Germania. Il quotidiano di Atene "Kathimerini" scrive che la prossima data da tenere d'occhio è quella del 12 settembre quando dovrebbero terminare le attività della nave turca Oruc Reis, inviata dal governo di Ankara per la ricerca sulla presenza di idrocarburi in acque contese. Il campanello d'allarme potrebbe suonare qualora il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, decida di prolungare le operazioni nelle acque circostanti l'isola greca di Castelrosso.

Il governo greco procede intanto al potenziamento della sua difesa e si prepara alla possibilità che il ministero dell'Energia turco conceda alla Turkish Petroleum Corporation (Tpao) la licenza di esplorare la zona al confine marittimo con la Libia, nei pressi delle isole greche di Rodi, Kasson, Karpathos e Creta. La testata riporta che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, è già al lavoro per chiarire le intenzioni di Erdogan in attesa del prossimo vertice dei leader dell'Unione europea, che si terrà il 24 e 25 settembre, durante il quale si discuteranno eventuali sanzioni contro Ankara. Qualora il presidente turco apra al dialogo, resta il nodo delle tempistiche. Prima di avviare i negoziati, il governo di Atene chiede che trascorra almeno un mese dal ritiro delle navi turche. Per "Kathimerini", Berlino e Washington premono invece per accorciare i tempi a due settimane e per chiudere l'accordo entro quattro mesi. Nel caso in cui i tempi debbano allungarsi, il caso passerebbe nelle mani della Corte internazionale di giustizia dell'Aia.

Intervenuto sulla questione, il portavoce del governo di Atene, Stelios Petsas, ha detto che l'Unione europea potrebbe introdurre ulteriori sanzioni contro la Turchia se non diminuiranno le tensioni nel Mediterraneo orientale. Secondo Petsas, se la Turchia non farà passi concreti verso la diminuzione delle tensioni, "le cose diventeranno molto difficili per (il presidente Recep Tayyip) Erdogan al (prossimo) Consiglio europeo". Alla domanda su un possibile incontro tra il primo ministro Kyriakos Mitsotakis e il presidente francese Emmanuel Macron, il portavoce ha detto che nessuna data è stata confermata in tal senso nel corso di un'intervista concessa sabato 5 settembre all’emittente televisiva “Skai”. Petsas ha sottolineato che i due paesi hanno cercato di rafforzare la cooperazione a tutti i livelli, sia nel settore della difesa che della sicurezza.

Il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha intrattenuto il 5 settembre una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri di Atene su Twitter, le due parti hanno discusso degli sviluppi nel Mediterraneo orientale e della necessità di misure nei confronti della Turchia per allentare le tensioni nella regione. La telefonata arriva dopo il lancio dell’iniziativa da parte di Stoltenberg di avviare i colloqui tra Grecia e Turchia sulla "creazione di un meccanismo” per ridurre il rischio di incidenti militari nel Mediterraneo orientale. (Gra)
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