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Di Maio incontra l'omologo Wang, firmati accordi con la Cina nei settori del gas e dell’agroalimentare

 Di Maio incontra l'omologo Wang, firmati accordi con la Cina nei settori del gas e dell’agroalimentare
Roma, 25 ago 2020 18:39 - (Agenzia Nova) - Il coordinamento nella risposta alla pandemia di Covid-19 e le relazioni “millenarie” fra Roma e Pechino, ma anche il rilancio del multilateralismo nelle relazioni internazionali, il ruolo della cooperazione in ambito Ue e lo sviluppo di progetti congiunti. Senza dimenticare la questione di Hong Kong e i principali dossier dell’agenda internazionale. Sono questi i temi principali affrontati dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dall’omologo cinese Wang Yi nel loro incontro avvenuto oggi a Villa Madama. Quella in Italia, come ricordato dallo stesso Wang, è stata la prima tappa di un viaggio in Europa con il quale il titolare della diplomazia di Pechino vuol provare a rafforzare i rapporti con il Vecchio continente in un momento di crescenti tensioni con gli Stati Uniti di Donald Trump. Si tratta inoltre della prima volta che Wang viaggia all’estero dall’inizio della pandemia di Covid-19. “La collocazione geopolitica dell'Italia non cambia e resta più salda che mai”, ha dichiarato il ministro Di Maio nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del suo incontro con l'omologo cinese. “L'Italia intrattiene con la Cina un confronto costante fondato sulla franchezza e la trasparenza ma la nostra collocazione internazionale è ben chiara a tutti, inclusa la nostra appartenenza all'Ue e alla Nato, che è più solida che mai. Le relazioni con la Cina non sono dell'ultima ora ma vengono da lontano”, ha detto Di Maio, che ha definito l'incontro "molto proficuo".

A testimonianza di ciò, le due parti hanno firmato accordi nel settore del gas e dell'export agroalimentare, come annunciato dallo stesso Di Maio. Gli accordi firmati, ha detto Di Maio, sono un esempio della necessità di rilanciare la cooperazione economica con Pechino. "L'Italia è da sempre schierata a favore di un approccio aperto e inclusivo nella lotta al Covid, che garantisca un accesso equo e universale al vaccino. Ora però è prioritario rilanciare la nostra partnership economica con la Cina, e gli accordi firmati oggi (con Snam nel gas e per l'export dell'agroalimentare Made in Italy) ne sono un esempio. Sono segnali importanti che danno fiducia ai nostri sistemi economici", ha detto Di Maio. Nello specifico, l’accordo è stato firmato da Snam e Pipechina (China Oil and Gas Piping Network Corporation), la neo-costituita società cinese di infrastrutture energetiche, e prevede che Snam, attiva in Cina da circa due anni, potrà fornire a PipeChina supporto tecnico per la realizzazione, gestione e manutenzione di infrastrutture di trasporto, rigassificazione e stoccaggio di gas naturale. Snam e PipeChina, inoltre, potranno effettuare attività congiunte di ricerca e sviluppo nella transizione energetica in Cina nonché sperimentazioni nel settore dell’idrogeno, facendo leva sulla leadership di Snam, tra le prime aziende infrastrutturali al mondo a immettere idrogeno al 10 per cento in volume nella rete di trasporto di gas naturale. Le due società, infine, valuteranno eventuali investimenti congiunti in Cina, dove Snam sarà partner privilegiato di PipeChina, e a livello globale. Quello con Snam è il primo accordo industriale internazionale firmato da PipeChina.

Quanto alle relazioni bilaterali, il ministro Wang ha sottolineato come Italia e Cina godano di un'amicizia "millenaria" e si siano sempre “rispettate e comprese a vicenda”, e ora intendono rafforzare e sviluppare le relazioni bilaterali per i prossimi 50 anni. "Il rapporto tra Cina e Italia ha resistito alla pandemia, durante la quale la Cina è stata al fianco dell'Italia fin dall'inizio donando materiali medici e protettivi, oltre a inviare tre gruppi di esperti medici. Si tratta di aiuti che non hanno a che fare con la politica o con gli interessi privati", ha assicurato Wang, secondo il quale la "cooperazione rafforzata rappresenta un buon esempio per il contrasto globale alla pandemia". La Cina, ha poi ricordato il capo della diplomazia cinese, "è il primo partner commerciale dell'Italia in Asia e l'Italia è il quarto partner della Cina in Ue, dove ha investito più di 10 miliardi di dollari". Nell'ambito delle relazioni sino-italiane, ha quindi aggiunto Wang, l'iniziativa della Nuova via della seta "resta una componente essenziale" poiché l'Italia rappresenta un partner "naturale" per approfondire questa partnership. "Ora bisogna proseguire su questa strada", ha aggiunto il ministro cinese, sottolineando infine la necessità di salvaguardare il multilateralismo.

Un altro dei temi discussi durante l’incontro è stato quello riguardante le relazioni tra Cina e Ue. "In vista del vertice Ue-Cina abbiamo ribadito che l'Italia sostiene un'agenda ambiziosa. Auspichiamo l'adozione di un'agenda strategica che contenga un riferimento ad aspetti come il rispetto delle condizioni di effettiva parità di accesso al mercato e i progressi nella tutela della proprietà intellettuale, in ambito energetico e ambientale e nel rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali", ha detto Di Maio. "La Cina è uno dei nostri principali partner economici ed è un attore ineludibile per affrontare qualsiasi sfida di dimensione globale. L'incontro di oggi rappresenta anche un'importante opportunità per coordinarci in vista della presidenza italiana del G20 e della vicepresidenza della conferenza Cop 26 sull'ambiente", ha aggiunto il ministro. Sulla stessa lunghezza d’onda Wang, il quale ha ribadito che Pechino continuerà a sostenere l'integrazione europea poiché un'Europa “unita, stabile e prospera” è importante per tutto il mondo. "Cina e Unione europea si sostengono a vicenda e il loro è un buon esempio di cooperazione internazionale. Non abbiamo mai dimenticato gli aiuti dell'Ue nel nostro momento più difficile della pandemia e ora non vogliamo restare a guardare e negli ultimi anni abbiamo rafforzato la fiducia e la cooperazione reciproca in diversi settori. Purtroppo – ha proseguito Wang – le nostre relazioni subiscono provocazioni e danni da forze esterne, per questo dobbiamo impegnarci a far sì che le relazioni restino buone. Cina e Ue sono due grandi potenze internazionali e attualmente il nostro mondo ha di fronte diverse minacce come l'unilateralismo e i venti di guerra fredda, per questo occorre aumentare e rafforzare il dialogo Cina-Ue".

Proprio sul tema dell’unilateralismo e dei “venti di guerra fredda” che spirano fra Cina e Stati Uniti, Wang ha poi precisato: “La Cina non vuole una nuova guerra fredda, che rappresenterebbe una marcia indietro nello sviluppo della storia, e non è disposta a consentire ad altri di metterla in atto, danneggiando le relazioni con altri Paesi”. Un altro tema “caldo” affrontato durante i colloqui è stato quello di Hong Kong, con Di Maio che ha ribadito la posizione italiana di rispettare il cosiddetto principio “Un Paese, due sistemi”, con un’attenzione rivolta alla tutela della libertà e dell'autonomia dei cittadini. "Seguiremo con molta attenzione i risvolti dell'introduzione della Legge sulla sicurezza", ha aggiunto il titolare della Farnesina. Sull’argomento, il ministro degli Esteri cinese ha replicato invocando il principio di “non interferenza” tanto caro a Pechino. "La Legge sulla sicurezza mira a colmare le falle nella sicurezza nazionale di Hong Kong e a prevenire atti violenti in favore dell'indipendenza (della città). Ribadiamo la necessità di applicare lo schema ‘Un Paese, due sistemi’ al fine di garantire lo sviluppo liscio e lungimirante di questo sistema, essenziale per lo sviluppo socio-economico di Hong Kong e per salvaguardarne l'autonomia", ha detto Wang.

In concomitanza con la visita di Wang a Roma, nella capitale è giunto oggi anche l’attivista democratico di Hong Kong Nathan Law, ex leader studentesco del Movimento degli ombrelli del 2014, su invito dell’Alleanza interparlamentare sulla Cina (Ipac). “Sento la responsabilità di parlare a nome del popolo di Kong Kong e di parlare mentre è in vigore la legge sulla sicurezza. Questa è la ragione per cui oggi sono qui: io devo dire liberamente la verità sul popolo di Hong Kong e far sì che non sia rappresentato da questo regime autoritario”, ha affermato l’attivista poche ore prima dell’incontro tra i ministri, aggiungendo di voler “fermare la campagna di disinformazione qui”. Law, che in seguito all’approvazione della controversa Legga sulla sicurezza si è trasferito a Londra, nel Regno Unito, ha poi detto di non essere in contatto con l’attivista Agnes Chow, sua ex compagna nel disciolto partito Demosisto, arrestata il 10 agosto e rilasciata su cauzione il 12, perché ciò la metterebbe in pericolo. Secondo Law, comunque, la sua vicenda è “una ritorsione alle sanzioni del governo statunitense e alla crescente pressione internazionale contro il regime autoritario cinese e fornisce un esempio di quanto arbitraria e oppressiva sia la legge”. (Res)
 
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