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Tunisia: chi è Hichem Mechichi, il primo ministro designato dal presidente Saied

Tunisia: chi è Hichem Mechichi, il primo ministro designato dal presidente Saied
Tunisi, 20 ago 2020 17:13 - (Agenzia Nova) - Mancano solo cinque giorni alla scadenza costituzionale per formare un nuovo governo in Tunisia. Il 25 luglio scorso, infatti, il presidente tunisino Kais Saied ha nominato Hichem Mechichi come capo del governo (primo ministro) designato. La Costituzione concede 30 giorni di tempo al premier incaricato di formare un governo. In caso contrario, il capo dello Stato può sciogliere l’Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp) e indire elezioni anticipate entro 90 giorni. Ministro dell’Interno dal febbraio 2019, Mechichi è un alto funzionario pubblico senza affiliazioni politiche. Nato nel 1974 a Bou Salem, nella regione nord-occidentale di Jendouba, e cresciuto nel sobborgo tunisino di Ezzahra, Mechichi ha conseguito una laurea in giurisprudenza e un master in amministrazione pubblica presso la Scuola nazionale di amministrazione tunisina e il suo equivalente in Francia. Dopo la rivoluzione del 2011, è stato membro della Commissione nazionale per le indagini sulla corruzione e l'appropriazione indebita e investigatore capo presso l'Autorità nazionale anticorruzione. In seguito ha servito come capo del personale nel ministero delle Donne, della famiglia e dei bambini; nel ministero dei Trasporti; e nel ministero degli Affari sociali.

A febbraio, Saied ha nominato Mechichi come suo consulente legale e, poco dopo, è diventato ministro dell’Interno del governo di Elyes Fakhfakh. Nessun grande partito ha proposto Mechichi come primo ministro; era la scelta di Saied. La Costituzione prevede che il presidente si “consulti” con i partiti in parlamento, ma non specifica che debba scegliere tra i candidati proposti dai maggiori partiti (in questo caso Fadhel Abdelkafi e Khayam Turki, entrambi proposti dal partito islamico Ennahda e dai liberali di Qalb Tounes). Saied ha sfruttato l’ampio margine di manovra a disposizione per presentare Mechichi, creando a tutti gli effetti un "governo del presidente", piuttosto che un esecutivo di stampo parlamentare. Annunciando la nomina, Saied ha osservato: "Rispettiamo la legittimità (del parlamento), ma è giunto il momento di rivederla in modo che (...) sia un'espressione sincera e completa della volontà della maggioranza". Si tratta di un chiaro riferimento all'impopolarità dell'Arp, teatro di proteste, risse e spettacoli a dir poco avvilenti e disdicevoli agli occhi dei cittadini tunisini.

Mechichi incarna come lo stesso Saied il ruolo di outsider. Tecnocrate indipendente, l’ex ministro dell’Interno vanta una vasta esperienza nella lotta contro la corruzione, preludio al fatto che questo argomento potrebbe essere al centro dell’azione del suo governo. Del resto, le personalità proposte da Ennahda e Qalb Tounes sono state accusate di corruzione, la stessa accusa che ha fatto cadere il governo del Fakhfakh. Infine, Mechichi sarebbe il primo capo del governo tunisino originario del nord-ovest del paese, una zona relativamente povera rispetto all’area metropolitana di Tunisi e il secondo - dopo Ali Laarayedh - a provenire dalle zone interne del paese e non dalle ricche aree costiere che hanno prodotto la maggior parte dell'élite politica tunisina. Sulla sua popolarità, tuttavia, pesa la scelta di usare il pugno duro contro i disoccupati e i manifestanti nelle zone rurali e industriali della Tunisia.

Come detto, Mechichi ha tempo fino al 25 agosto per formare un governo e ottenere l'approvazione parlamentare. L’ex ministro dell’Interno ha espresso la sua preferenza per un governo tecnocratico, piuttosto che politico, e le prime consultazioni sono state con le organizzazioni nazionali - come il sindacato generale tunisino del lavoro - e non con i partiti. Un governo tecnocratico rifletterebbe l'atteggiamento antipartitico di Saied e avrebbe maggiori possibilità di sostegno parlamentare e di successo, poiché non sarebbe bloccato da lotte intestine partigiane nei momenti di tesa polarizzazione. Se i legislatori non garantiranno la fiducia al governo Mechichi entro la scadenza del 25 agosto, Saied ha il diritto di sciogliere il parlamento e indire una nuova elezione entro 90 giorni. Secondo il quotidiano panarabo edito a Londra “Asharq al Awsat”, le tensioni dei partiti sulla forma e sulla natura del nuovo governo si sono allentate: è alto, infatti, il rischio di andare alle elezioni anticipate che, secondo gli ultimi sondaggi, premierebbero il Partito dei costituzionalisti liberi (Pdl) della populista Abir Moussi. (Res)

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Emanuela Del Re
Rappresentante Speciale dell'Unione Europeaper il Sahel
20 luglio 2021


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