LIBIA

 
 
 

Libia: le differenze e i punti di incontro tra Saleh e Sarraj

Tripoli, 21 ago 13:54 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk (l’organo legislativo della Libia eletto nel 2014 che si riunisce in Cirenaica), Aguila Saleh, e il presidente del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia, Fayez al Sarraj, hanno diffuso oggi due comunicati distinti per chiedere l’immediata cessazione delle ostilità e la riattivazione della produzione petrolifera. Su questi ultimi due punti, infatti, sembra esserci una convergenza pressoché totale tra i due leader libici. Entrambi hanno fatto riferimento alla sovranità libica e all’espulsione di forze straniere e di mercenari dal territorio del paese. Tuttavia, nella dichiarazione di Saleh è presente anche un passaggio sullo smantellamento delle milizie, in un chiaro riferimento ai gruppi armati che sostengono il Gna. Totale unità d’intenti – e questa è una novità – per quanto riguarda la ripresa della produzione petrolifera: i due comunicati parlano entrambi dell’apertura di un conto presso la Libyan Arab Foreign Bank dove saranno versati i proventi delle esportazioni petrolifere, in attesa di un accordo politico nell’ambito dei negoziati portati avanti dalle Nazioni Unite. “Agenzia Nova” aveva già anticipato lo scorso 30 giugno che la bozza che dell’intesa che prevedeva, appunto, il versamento dei fondi un conto all’interno del paese bloccato per quattro mesi.

Le maggiori divergenze delle due iniziative annunciate da Sarraj e Saleh sono politiche e riguardano, in particolare, lo svolgimento delle elezioni e la forma di governo. Il capo del Consiglio presidenziale di Tripoli ha lanciato un appello per lo svolgimento di elezioni presidenziali e parlamentari il prossimo mese di marzo, su una base costituzionale “adeguata” e “concordata fra i libici”. Nulla di tutto ciò, invece, è presente nel comunicato di Saleh. Al contrario, il leader della Cirenaica insiste nel portare avanti la Dichiarazione del Cairo, che prevede un nuovo Consiglio presidenziale “ristretto” con tre membri in rappresentanza di Tripolitania, Fezzan e Cirenaica. Le elezioni non vengono menzionate, anche perché porterebbero al superamento dell'organo legislativo eletto ormai nel 2014. Non solo. Saleh ha avanzato l’ambiziosa proposta di fare della città di Sirte, attuale linea del fronte del conflitto armato che per la verità è congelato da due mesi, una sorta di capitale temporanea della Libia che ospiti il nuovo organo legislativo in grado di “riunire tutti i libici”. Quest'ultimo riferimento è invece assente nel comunicato del Consiglio presidenziale: l'idea di Saleh, del resto, porterebbe alla fine dell'organo esecutivo nato con gli accordi di Shkirat del 2015.

Secondo Jalel Harchaoui, research fellow del think tank olandese Clingendael Institute, “Saleh chiede da mesi un nuovo Consiglio presidenziale e lo ha fatto anche oggi. Questo, insieme a un Consiglio presidenziale fisicamente situato a Sirte, fa parte di un processo che trasformerebbe gradualmente Sirte nella capitale amministrativa della Libia. Questo garantirebbe che le leve del potere nazionale verrebbero sottratte a Tripoli, compresa ovviamente la Banca centrale”. Quanto alle elezioni, secondo Jalel, “è possibile organizzare le presidenziali, al contrario invece delle consultazioni presidenziali che la Francia aveva chiesto fin dal 2018”. Il riferimento di Saleh allo smantellamento delle milizie, infine, “è solo una pugnalata: non è una richiesta realistica”, ha concluso Harchaoui.

Un'altra differenza tra i due approcci riguarda lo status dell'area di Sirte. Sarraj ha parlato in particolare di una zona smilitarizzata "nelle regioni di Sirte e Jufra", andando incontro così alle richieste delle Nazioni Unite, peraltro recentemente reiterate dal ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, in una recente visita a Tripoli. Saleh, invece, non ha parlato di zona demilitarizzata, ma ha chiesto che la protezione di Sirte venga affidata a una forza di sicurezza ufficiale composta da personale proveniente dalle varie regioni della Libia, "in preparazione dell'unificazione delle istituzioni statali, (...) a condizione che gli accordi militari siano completati in conformità con il percorso negoziale 5+5 sotto gli auspici della missione Onu". (Asc)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE