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Brasile: Br Distribuidora registra utile di 29,5 milioni di euro nel secondo trimestre

Brasilia, 13 ago 20:33 - (Agenzia Nova) - La società di distribuzione del petrolio Br Distribuidora ha registrato un utile netto di 188 milioni di real (29,5 milioni di euro) nel secondo trimestre del 2020, il 19,7 per cento in meno rispetto al primo trimestre del 2020 e il 37,7 per cento in meno rispetto al secondo trimestre del 2019, registrando tuttavia un incremento dello 0,4 per cento della quota di mercato rispetto al primo trimestre. Lo ha reso noto la stessa compagnia che ha sottolineato tuttavia quanto gli utili al lordo di interessi, imposte, ammortamenti (Ebitda) siano cresciuti del 47,7 per cento rispetto al primo trimestre e del 61,3 per cento rispetto al secondo trimestre del 2019. "L'azienda ritiene che questo risultato sia un effetto dell'attuazione di misure per aumentare l'efficienza e ottenere plusvalenze fiscali che compensino lo scenario atipico e gli effetti del calo dei prezzi e del consumo di petrolio".

Inoltre la Br Distribuidora sottolinea infatti di aver generato un flusso di cassa positivo, mantenendo la sua leva finanziaria (o rapporto d'indebitamento) a livelli sani anche in un periodo difficile". Nella nota, la Br Distribuidora afferma infatti che "la diminuzione delle spese nel secondo trimestre rispetto al primo grazie al consolidamento delle attuali iniziative di gestione delle spese e delle misure di emergenza adottate durante la pandemia, ha raggiunto 81 milioni di real (12,7 milioni di euro), mitigando il impatto della diminuzione del volume delle vendite". Inoltre l''azienda osserva una progressiva ripresa dei volumi venduti in linea con la cripresa della circolazione delle persone nelle principali capitali del Paese".

La Br Distribuidora non è più controllata dallo Stato dopo che la Petrobras ha venduto il 32,8 per cento delle proprie quote nella società lo scorso luglio. A seguito della cessione delle azioni in borsa, attraverso l'operazione di follow up, la Petrobras aveva ufficialmente perso il controllo della società. Alla compagnia energetica statale resta una fetta comunque consistente delle azioni della ex controllata pari al 37,5 per cento del capitale. La vendita aveva fruttato 9,6 miliardi di real (2,3 miliardi di euro) alla Petrobras. L'annuncio dell'intenzione di cedere quote fino a perdere il controllo della società era stato fatto dalla nuova governance della società statale subito dopo l'insediamento del governo Bolsonaro. Tuttavia la Br Distribuidora non era più una società puramente statale da quanto nel dicembre 2017, l'allora presidenza su impulso del governo di Michel Temer quotò la compagnia nel listino Ibovespa della Borsa di San Paolo. L'Offerta pubblica iniziale (Ipo) fruttò 5 miliardi.

La vendita delle quote della Br distribuidora è stato uno dei più importanti tasselli della la strategia della società di migliorare la propria operatività e costruire un ambiente favorevole all'ingresso di nuovi investitori nel settore del gas naturale. A questo fine, la società ha avviato sin dall'inizio del 2019 un processo di disinvestimento attraverso la liquidazione di società e partecipazioni all'estero e in attività marginali e secondarie per potersi concentrare esclusivamente sull'estrazione petrolifera di petrolio pre-sal acque profonde e ultra profonde. Il nuovo modello di business è stato presentato lo scorso 28 novembre dalla società in occasione dell'approvazione da parte del Consiglio di amministrazione della compagnia del piano aziendale 2020-2024 che prevede investimenti per 75,7 miliardi di dollari nel quinquennio.

Il primo piano aziendale annunciato dalla società nel corso della nuova gestione di Roberto Castello Branco è basato su un "programma di trasformazione volto a eliminare il divario di prestazioni che ci separa dalle migliori compagnie petrolifere del mondo, creando un valore sostanziale per i nostri azionisti", ha affermato la società statale nella nota. In particolare grande spazio avranno i disinvestimenti previsti nel periodo 2020-2024 stimati tra i 20 e i 30 miliardi di dollari, che saranno tuttavia concentrati nel biennio 2020-21. Anche attraverso questo processo la società prevede di ridurre il debito lordo a 60 miliardi "già nel 2021" e di mantenerlo a quel livello nel quinquennio, che secondo Petrobras genererà un "maggiore compenso per gli azionisti". Nel piano strategico la società statale confermava di voler uscire dall'attività di distribuzione e trasporto del gas, oltre che dall'attività di produzione di fertilizzanti e trasporto di Gpl e biodiesel e di volersi concentrarsi sulla raffinazione e il commercio di derivati del petrolio. "Saremo una compagnia dedicata all'esplorazione e alla produzione di petrolio di acque profonde, meno indebitata", dichiarava il presidente di Petrobras, Roberto Castello Branco, in una nota.

In questo ambito, lo scorso anno, dopo aver ceduto il 32,8 per cento delle proprie quote nella società di distribuzione del carburante Br Distribuidora (Petrobras Distribuidora S.A.), perdendone il controllo, ha anche annunciato la riapertura del processo di vendita della sua partecipazione nella società di distribuzione di gas Petrobras Gas S.A. (Gaspetro). Petrobras detiene attualmente una partecipazione del 51 per cento in Gaspetro. Il restante 49 per cento è di proprietà di Mitsui Gas e Energia do Brasil. Inoltre, la Corte dei conti del Brasile (Tribunal de Contas da Uniao, Tcu) ha espresso parere favorevole alla vendita di alcune raffinerie da parte della compagnia energetica statale brasiliana Petrobras. La società, attualmente responsabile di quasi il 100 per cento della capacità di raffinazione in Brasile, aveva ufficialmente iniziato le operazioni per la cessione di quattro delle sue 13 raffinerie di petrolio lo scorso anno.

La Tcu sostiene che "dal punto di vista economico-finanziario e nel contesto della necessità di cedere parte del parco di raffinazione in conformità con l'accordo raggiunto davanti al Consiglio amministrativo di difesa economica (Cade, antitrust Brasiliano) non sono state individuate irregolarità nelle procedure adottate da Petrobras", ha affermato il relatore Walton Alencar Rodrigues, esprimendo parere favorevole alla continuità del processo. La cessione era diventata oggetto di scontro politico quando il senatore Jean-Paul Prates aveva presentato un esposto presso la Corte suprema (Stf), adducendo irregolarità nelle operazioni di vendita di beni statali a imprese private. A sua volta i giudici del Stf avevano chiesto un parere consultivo alla Corte dei conti. (Brb)
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