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Duda vola negli Usa per ottenere da Trump sostegno militare e politico per la Polonia

Duda vola negli Usa per ottenere da Trump sostegno militare e politico per la Polonia
Varsavia, 24 giu 14:15 - (Agenzia Nova) - Il presidente polacco uscente Andrzej Duda sarà oggi il primo capo di Stato straniero a visitare la Casa Bianca dall’inizio della pandemia di coronavirus. Un “onore” che spetta a un alleato ormai di primaria importanza per Washington nel contesto europeo e negli equilibri transatlantici. La riunione fra Donald Trump e Duda sarà infatti l’occasione per discutere dell’ulteriore rafforzamento del contingente militare statunitense in Polonia, tema di particolare rilievo viste anche le tensioni fra gli Usa e la Germania delle ultime settimane. Trump ha deciso di ritirare dalle basi tedesche circa 9.500 militari, una riduzione consistente rispetto agli attuali 34 mila effettivi dispiegati in Germania. Le autorità di Varsavia, che chiedono da tempo di poter ospitare una nuova struttura Usa sul proprio territorio, il cosiddetto “Fort Trump”, accoglierebbero volentieri le truppe statunitensi che lascerebbero il paese vicino.

Secondo alcuni media polacchi, già nella conferenza stampa odierna dei due presidenti potrebbe arrivare l’annuncio dello stanziamento di altri 2 mila soldati Usa nel paese dell’Europa orientale, un aumento considerevole rispetto a quanto previsto in precedenza. L'accordo prevedrebbe inoltre margini di immunità legale per le truppe statunitensi in Polonia maggiori di quanto accada già in Germania o in Giappone, una condizione che potrebbe anche scatenare dei malumori a Varsavia. Secondo quanto rivelato ieri dal quotidiano "Dziennik Gazeta Prawna", le autorità polacche avrebbero accettato di coprire i costi aggiuntivi legati allo stanziamento dei militari Usa e di acquistare cinque aerei da trasporto C-130H Hercules, che rientrano nel programma di dismissioni statunitensi Eda (Excess Defense Articles). Nell’ambito dei negoziati fra Varsavia e Washington resterebbero poi da definire i piani per la vendita alla Polonia di elicotteri militari nel programma denominato Kruk.

Diversi commentatori hanno quindi evidenziato la strana accelerazione delle trattative fra le due parti dell’Atlantico, a oltre un anno dall’intesa preliminare fra Trump e Duda sul rafforzamento del contingente Usa in Polonia, che prevedeva il coinvolgimento di mille soldati. Resta da individuare il motivo per cui Varsavia avrebbe ora accettato un raddoppiamento della presenza militare statunitense, insieme ad altre clausole non necessariamente vantaggiose per il paese. La particolare situazione politica polacca potrebbe fornire una parziale risposta: le imminenti elezioni presidenziali del 28 giugno pongono delle insidie alla riconferma di Duda, che vede sempre più assottigliarsi il vantaggio rispetto al principale opponente, il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski. Quest’ultimo, candidato scelto da Piattaforma civica (Po) dopo il rinvio delle elezioni e il ritiro di Malgorzata Kidawa-Blonska dalla corsa presidenziale, punterebbe a sconfiggere Duda al secondo turno.

Il capo dello Stato uscente avrebbe quindi necessariamente bisogno di un “asso” da giocare in vista del voto, con l’auspicio che proprio dalla riunione odierna alla Casa Bianca possa arrivare un annuncio in grado di spostare numerosi consensi il 28 giugno e al ballottaggio previsto due settimane dopo. La stessa visita di Duda è stata annunciata con poco preavviso, attirando le critiche di chi la ritiene inopportuna in piena campagna elettorale e i commenti sarcastici di chi la giudica un tentativo estremo di recuperare voti da parte del presidente polacco. Duda punterebbe a rafforzare l’immagine di alleato degli Stati Uniti e di amico personale di Donald Trump, con cui i rapporti sembrano essere da sempre piuttosto buoni - quello odierno sarà l’undicesimo incontro fra i due - vista anche la vicinanza politica e ideologica fra la piattaforma del capo dello Stato Usa e quella del partito polacco Diritto e giustizia (PiS). Indubbiamente, molti cittadini in Polonia vedono con favore l’aumento della presenza militare statunitense sul territorio nazionale, in funzione anti-Russia ma anche come attestato del sempre più importante ruolo di Varsavia negli equilibri atlantici. Difficilmente Duda potrà approfittare dell’annuncio di un raddoppiamento delle truppe Usa per vincere già al primo turno delle presidenziali, ma la speranza è quantomeno di trarne vantaggio in vista del ballottaggio, rafforzando il proprio profilo in politica estera.

Anche Trump mira a ottenere qualcosa dalla riunione odierna alla Casa Bianca. A livello domestico, sfruttare i rapporti con Duda potrebbe rinsaldare l’immagine del presidente statunitense presso gli elettori di origine polacca, numerosi nella regione del Midwest e importanti in diversi “swing states”, considerando anche il profilo “cattolico” del candidato democratico Joe Biden. L’invito a Duda e il probabile annuncio del dispiegamento di 2 mila militari Usa in Polonia suonerebbe inoltre come uno “smacco” verso la Germania e il cancelliere Angela Merkel, che giusto un mese fa ha declinato l’invito di Trump a partecipare al summit del G7 previsto a giugno a Washington. Nel contesto degli equilibri Nato, il leader statunitense metterebbe in evidenza i limiti di alcuni paesi, incapaci di ottemperare alla soglia minima di spesa per la Difesa fissata al 2 per cento del Pil, rafforzando al contrario l’asse con Varsavia. (Vap)
 
 
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