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Diga della rinascita, Egitto e Sudan abbandonano i negoziati “per consultazioni interne”

Diga della rinascita, Egitto e Sudan abbandonano i negoziati “per consultazioni interne”
Il Cairo , 05 ago 12:27 - (Agenzia Nova) - L'Egitto ha deciso di ritirarsi dall'ultima tornata di negoziati tripartiti sulla Grande diga della rinascita etiope (Gerd) “per consultazioni interne” dopo che Addis Abeba ha proposto una nuova bozza di linee guida per il riempimento. È quanto reso noto dal ministero delle Risorse idriche de Il Cairo in una nota, secondo cui la bozza presentata dall'Etiopia non fa menzione dei criteri per il funzionamento della diga né di un meccanismo legale per la risoluzione delle controversie. “L'Egitto e il Sudan hanno chiesto la sospensione delle riunioni per consultazioni interne sulla proposta etiope, che contravviene a quanto concordato durante il vertice dell'Unione africana”, si legge nella dichiarazione. Nel frattempo, anche il ministero dell'Irrigazione del Sudan ha affermato che l'ultima proposta etiope presentata durante i colloqui di ieri ha sollevato nuovi timori circa il buon esito dei negoziati e ha minacciato anche il ritiro di Karthum dai colloqui.

Il ministro per l'Acqua e l'irrigazione sudanese, Yasser Abbas, ha dichiarato di aver ricevuto una lettera dalla sua controparte etiope secondo cui “l'accordo in discussione si limiterà al riempimento della diga e qualsiasi accordo relativo alla sua gestione sarà collegato alla questione della condivisione delle acque del Nilo Azzurro. La nuova posizione etiope - ha proseguito Abbas - minaccia i negoziati sotto l'egida dell'Unione africana e il Sudan non parteciperà ai negoziati che includano il tema della condivisione delle acque del Nilo Azzurro. Il Sudan non permetterà che le vite di 20 milioni di cittadini che vivono lungo il Nilo Azzurro siano legate a un accordo sulla condivisione dell'acqua di questo fiume”, ha aggiunto.

Egitto e Sudan invocano dei diritti “storici” sul fiume garantiti da trattati stipulati nel 1929 e nel 1959, tuttavia l'Etiopia fa riferimento all’accordo di Entebbe firmato nel 2010 da sei paesi – Etiopia, Kenya, Ruanda, Tanzania, Uganda e Burundi – e boicottato da Egitto e Sudan. Secondo la dichiarazione diffusa al termine della riunione di ieri, i colloqui - a cui hanno partecipato osservatori provenienti da Sudafrica, Unione europea Stati Uniti e Unione africana - sono stati dunque sospesi e riprenderanno lunedì 10 agosto, come proposto dalla delegazione egiziana. Le dichiarazioni giungono dopo che sono ripresi ieri i colloqui tra i ministri dell’Irrigazione di Egitto, Etiopia e Sudan per dirimere la controversia in merito al riempimento e al funzionamento della diga Gerd. Nelle scorse settimane l'ufficio del primo ministro etiope Abiy Ahmed ha annunciato il raggiungimento del primo livello di riempimento della diga. “L'attuale situazione delle piogge e del deflusso nella regione ha contribuito a riempire la diga”, ha affermato l'ufficio in una dichiarazione rilasciata dopo l'incontro convocato dal capo di Stato sudafricano e presidente di turno dell'Unione africana, Cyril Ramaphosa.

Al termine della riunione, che si è svolta a livello di capi di Stato e di governo, le tre parti hanno concordato di tenere ulteriori discussioni tecniche sul riempimento della diga nell'ambito del processo guidato dall'Unione africana per raggiungere un accordo globale. Nel corso della riunione, prosegue la dichiarazione, il premier Ahmed ha ribadito il suo impegno per una negoziazione “equilibrata e vantaggiosa” per tutte le parti e ha elogiato il processo guidato dall'Ua per sostenere i tre paesi nell'affrontare le divergenze e raggiungere un accordo. Al termine della riunione, il portavoce presidenziale Bassam Radi ha dichiarato da parte sua che l'Egitto ha concordato con l'Etiopia e il Sudan di stabilire le priorità per il raggiungimento di un accordo giuridicamente vincolante sul riempimento e sul funzionamento della diga (Res)
 
 
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