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Medio Oriente: Fmi rivede al ribasso previsioni Pil Medio Oriente e Asia Centrale

Washington, 13 lug 16:44 - (Agenzia Nova) - Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulla contrazione del Prodotto interno lordo (Pil) della regione del Medio Oriente e Asia Centrale (che comprende circa 30 paesi che vanno dalla Mauritania al Kazakistan) del 2 percento, al 4,7 percento nel 2020 a causa dell'impatto della pandemia di Covid-19 e la volatilità del mercato petrolifero. "Il forte calo dei prezzi del petrolio, il calo della produzione petrolifera e le interruzioni degli scambi commerciali hanno aggiunto ulteriori ostacoli per le economie della regione”, si legge nel rapporto sulle prospettive regionali del Fondo monetario internazionale (Fmi). La regione più colpita è quella del Medio Oriente, la cui contrazione dovrebbe attestarsi intorno al 5,7 per cento. “Il livello insolitamente alto di incertezza sulla lunghezza della pandemia e il suo impatto sulle chiusure delle imprese, i conseguenti rischi al ribasso (compresi disordini sociali e instabilità politica) e la potenziale rinnovata volatilità nei mercati petroliferi globali dominano le prospettive", precisa il rapporto.

In particolare secondo l’Fmi la recessione in Medio Oriente aumenta il rischio di disordini sociali a causa della perdita di posti di lavoro, l'aumento della povertà e la disuguaglianza. Il Fondo stima che l'economia della regione si ridurrà del 5,7 per cento nel 2020, in netto calo rispetto alle previsioni di aprile che prevedevano una contrazione del 3,3 per cento. Gli esportatori di petrolio in Medio Oriente, come l'Arabia Saudita, il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti, sono stati colpiti dal doppio colpo della pandemia di coronavirus e dal crollo dei prezzi del greggio, con un calo del Pil reale del 7,1 per cento nel 2020, in calo rispetto alle previsioni di aprile del 3 per cento, ma comunque inferiore rispetto alla contrazione del 7,6 per cento prevista dall’Fmi alla fine di giugno. "Alcuni degli indicatori ad alta frequenza che sono emersi hanno mostrato un secondo trimestre migliore per alcuni Paesi e pertanto abbiamo adeguato le nostre proiezioni al rialzo. Ciò è dovuto a qualche miglioramento nel settore non petrolifero", ha dichiarato Jihad Azour, responsabile regionale dell’Fmi. Il calo del Pil nella regione del Caucaso e Asia Centrale (Cca) è stata rivista al ribasso dello 0,5 per cento e per l’Fmi la media della contrazione si attesterà intorno all’1,5 per cento, con un impatto minore della crisi rispetto ad altre regione a causa di una migliore risposta di alcuni Paesi alla pandemia e tagli contenuti della produzione petrolifera per quanto riguarda gli Stati produttori di petrolio. (Res)
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