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Tessuti creati con plastica recuperata in mare e mais, l’invenzione di Fiscatech nata durante la serrata

Tessuti creati con plastica recuperata in mare e mais, l’invenzione di Fiscatech nata durante la serrata
Milano, 24 lug 2020 11:52 - (Agenzia Nova) - Tessuti spalmati ultra leggeri nati da fibre prodotte con plastica recuperata dal mare e le parti del mais non destinate all’uso alimentare: è questa l’ultima invenzione green di Fiscatech, storica azienda vigevanese del gruppo Pellan Italia. Un’invenzione resa possibile proprio dalla chiusura forzata di marzo e aprile: “Il lockdown ha cambiato i ritmi: ci ha tolto la frenesia quotidiana del produrre e del fare e ci ha permesso di aprire un po’ la mente, di chiederci che cosa avremmo potuto mettere sul piatto nel momento della riapertura”, ha spiegato ad Agenzia Nova Marco Musuruana, responsabile R&D Fiscatech e direttore dello stabilimento di Vigevano. “Sfruttando la condizione obbligata delle call - ha proseguito - ci siamo confrontati con una serie di fornitori e clienti. Abbiamo cercato di capire cosa intendessero per sostenibilità ed economia circolare applicata ai materiali. Ognuno aveva una propria visione, ma il punto comune è che ci doveva essere da una parte il minor utilizzo possibile di petrolio e dall’altra l’utilizzo di materiale da riciclo”. Così è nata all’interno dell’azienda l’idea di creare un connubio tra i due prodotti sostenibili di Fiscatech: “Rinnova”, una collezione prodotta con polimeri derivanti da mais senza ogm non destinato all’alimentazione umana e “Circular”, un tessuto non tessuto prodotto con fibre di poliestere ottenute dal recupero di bottiglie di Pet dal mare, garantite dal percorso di tracciabilità “global recycle standard”.

Il risultato si chiama “Ultrawear”. Si tratta - ha spiegato il responsabile R&D Fiscatech e direttore dello stabilimento di Vigevano - di “un materiale molto più morbido e leggero rispetto a ‘Circular’ e ‘Rinnova’. Personalizzabile superficialmente con stampe ed effetti, si può utilizzare per la pelletteria, per la calzatura e per l’accessorio. Inoltre la sua leggerezza lo rende adatto anche ad alcuni comparti del settore abbigliamento, come la giubbotteria”. Un’idea in cui l’azienda ha creduto subito, tanto da riuscire a commercializzare il nuovo prodotto in appena due mesi, dopo la riapertura a maggio. “Siamo arrivati addirittura al punto di fare gli ordini quando eravamo chiusi. Da metà di maggio in poi, quando abbiamo potuto riaprire a ranghi ridotti, abbiamo prototipato ‘Ultrawear’. Abbiamo fatto le prime campagne di industrializzazione nel mese di giugno e da luglio il materiale è effettivamente disponibile tra le forniture Fiscatech”, ha raccontato Musuruana. Per promuovere il nuovo tessuto sostenibile l’azienda ha scelto di rifarsi alla storia di Alice, che anziché in “Wonderland”, vive in “Sustainland” e appoggiata su un tessuto soffice stampato con le onde del mare, gioca con chicchi di mais e bottigliette di plastica. Un’immagine evocativa che ha convinto anche i clienti di Fiscatech: nonostante le incertezze del periodo, la commercializzazione di “Ultrawear” “in questo momento sta andando bene, perché è un prodotto che ha un interesse notevole. Ce l’hanno campionato quasi tutti i clienti”, ha rivelato il responsabile R&D Fiscatech e direttore dello stabilimento di Vigevano, fiducioso che “a settembre si possa ripartire con un bell’entusiasmo”.

“Ultrawear” è solo l’ultima novità “green” di Fiscatech, azienda che da oltre 10 anni ormai aveva deciso di rilanciarsi, puntando sulla sostenibilità. Una direzione indicata anche dalla giovane presidente del gruppo Pellan Italia, Carlotta Pignatti Costamagna. “Già la linea del biologico nel food andava molto bene, per questo motivo io, che appartengo alla generazione millennials, ho spinto perché s’investisse in un progetto di creazione di una finta pelle sostenibile”. Da qui prima “Rinnova”, poi “Circular” e adesso “Ultrawear”, nato dal loro connubio. Prodotti che si stanno affermando anche nel mondo della moda, più attento ai temi della sostenibilità. “Sostenibilità - sottolinea Pignatti Costamagna - che va di pari passo con innovazione, perché richiede comunque di innovare i processi, il modello di business e i materiali. E questa è una linea che io seguo in tutte le aziende del gruppo. Non solo Fiscatech, ma anche Cerere81 - l’azienda agricola, in cui un anno fa abbiamo iniziato la conversione al biologico - e soprattutto e BeDimensional, l’azienda che industrializza il grafene”. (Rem)
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