LIBIA

 
 
 

Libia: la Turchia risponde ai raid aerei di Al Watiya?

Roma, 07 lug 16:59 - (Agenzia Nova) - La situazione di stallo militare e di calma relativa che vige in Libia da diverse settimane rischia di precipitare in poche ore. Notizie contrastanti arrivano da Jufra, nella Libia centrale, sede di una base aerea controllata dall’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar. Una forte esplosione è stata udita nel villaggio di Sukna, poco distante dalla base, secondo quanto riferito da una fonte locale ad "Agenzia Nova". La fonte parla di un raid aereo condotto da droni turchi, spiegando che il frastuono è stato udito in diverse aree di Al Jufra. Si ritiene siano stati presi di mira siti militari delle forze di Khalifa Haftar, mentre si susseguono le voci di un imminente avvio delle operazioni militari delle forze di Tripoli per attaccare la base. La fonte ha anche sottolineato che se le forze pro-turche iniziassero ad attaccare l'area di Al Jufra, strategica per il controllo della Mezzaluna petrolifera, gli scontri tornerebbero anche a Sirte dopo la relativa calma registrata nelle ultime settimane. D’altro canto, fonti dell’Lna hanno negato di aver subito un attacco. “Non c'è assolutamente nulla di vero in ciò che i media libici filo-turchi hanno detto riguardo al presunto raid nella regione che va da Sukna a Waddan: questa false voce è stata diffusa dai sostenitori locali della Turchia risposta allo schiaffo che che hanno ricevuto Al Watiya".

Secondo l'emittente televisiva "Libya al Ahrar" con sede in Turchia e vicina al Governo di accordo nazionale libico (Gna), un raid aereo ha distrutto un sistema di difesa aerea Pantsir di fabbricazione russa. Altre fonti locali parlano anche della morte di tre uomini del personale della compagnia russa Wagner e di altri sette feriti tra le persone che si trovavano vicino al Pantsir. Il ministero della Difesa nel Governo di accordo nazionale della Libia aveva promesso ieri una “risposta adeguata e proporzionata” ai raid a opera di “aerei non identificati” avvenuti la mattina di sabato 4 luglio contro la base aerea di Al Watiya, circa 130 chilometri a ovest di Tripoli, controllata dalle forze alleate al Gna. A giugno, invece, il presidente dell'Egitto, Abdel Fatah al Sisi, aveva definito la base di Al Jufra e la città di Sirte come "linee rosse" la cui violazione potrebbe condurre Il Cairo a intervenire militarmente in Libia.

Il dossier libico è stato peraltro discusso quest’oggi dal ministro della Difesa della Turchia, Hulusi Akar, con il collega dell’Italia, Lorenzo Guerini, in missione ufficiale ad Ankara. L’esponente del governo di Roma, riferisce il ministero turco, è stato accolto con una cerimonia militare presso il dicastero della Difesa. Le immagini e un video dell’incontro sono stati pubblicati sul sito web del ministero turco. Secondo la stampa locale, le parti hanno discusso di temi regionali e della cooperazione bilaterale nell'ambito della difesa e della sicurezza. Non è tutto. Per l'emittente televisiva libica "218 Tv", con sede in Giordania e considerata vicina alle istanze di Haftar, il ministro della Difesa "ad interim" del Governo di accordo nazionale libico, Salah Al Din Al Namroush, sarebbe atteso oggi a Roma. Secondo questa fonte, il ministro libico sarebbe salito a bordo di un Falcon italiano decollato oggi dall'aeroporto di Mitiga a Tripoli e diretto nel nostro Paese. Questa mattina, secondo il sito "Itamilradar.com", un Falcon 900 è decollato da Ciampino alla volta dell'aeroporto della capitale libica per poi ripartire 30 minuti dopo per una probabile missione "Vip".

Salah Al Din Al Namroush, uomo forte del Gna considerato vicino alla Turchia, riveste ufficialmente il ruolo di sottosegretario alla Difesa dell'esecutivo di Tripoli. Il ruolo di ministro della Difesa della Libia, infatti, è vacante dal luglio 2018 dopo le dimissioni di Mahdi al Barghathi, sospetto di responsabilità nel massacro di Brak al Shati. Al Namroush ha incontrato lo scorso primo luglio il generale di corpo di armata Luciano Portolano, comandante del Comando operativo di vertice interforze, già capo di Stato maggiore del Comando alleato interforze di Napoli, ex comandante della Brigata Sassari e della Forza di interposizione in Libano delle Nazioni Unite (Unifil). “Finalmente abbiamo ricevuto rassicurazioni sull’avvio di azioni concrete, andando oltre i tavoli tecnici e le riunioni svoltesi finora”, avevano riferito ad “Agenzia Nova” fonti della difesa libica dopo l'incontro. (Asc)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE