TURCHIA

 
 
 

Turchia: miliardario alleato di Erdogan lavora a gare d'appalto per Canale di Istanbul

Ankara, 06 lug 15:12 - (Agenzia Nova) - La Ronesans Holding, di proprietà di Erman Ilicak, sta lavorando alle gare d'appalto per il progetto del Canale di Istanbul, in Turchia. Lo riferisce il quotidiano turco "Sozcu". Il miliardario Erman Ilicak intrattiene legami stretti con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e la sua Ronesans Holding è impegnata nel settore delle costruzioni e dello sviluppo immobiliare in 28 paesi. In Turchia, la società di Ilicak ha edificato il palazzo presidenziale di Ankara e ha un contratto da 4,3 miliardi di dollari con il governo per la costruzione e l'affitto allo Stato di dodici ospedali di grandi dimensioni. La costruzione del Canale di Istanbul è stata proposta dall'allora premier Recep Tayyip Erdogan nell’aprile del 2011 definendolo il “progetto del secolo”. Il nuovo canale che la Turchia vorrebbe realizzare a ovest della città di Istanbul sarà lungo tra i 45 e i 50 chilometri, largo tra i 145 e i 150 metri e profondo 25. Consentirà il passaggio di 160 navi al giorno, anche di grandi dimensioni, e dovrebbe essere completato entro il 2023, anno del centenario della fondazione della Repubblica turca. Per Erdogan il nuovo canale servirà a facilitare il transito delle petroliere e delle altre imbarcazioni che attualmente congestionano lo stretto del Bosforo. Il suo costo si aggira intorno ai 10 miliardi di dollari, ma 1,6 miliardi l’anno potranno essere risparmiati riducendo il traffico navale sullo stretto del Bosforo. Media turchi hanno riferito che una società legata all'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, avrebbe acquistato terreni lungo il tracciato del futuro canale visto che in caso di completamento di progetto questi acquisirebbero un notevole valore. Il progetto del Kanal Istanbul ha riscontrato la forte opposizione di larga parte dell'opposizione anti-Erdogan, in particolare del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu. Secondo i contrari all'opera, questa sottrarrebbe a Istanbul le ultime aree boschive a scopo di speculazione immobiliare e danneggerebbe la fauna e la flora nel mar di Marmara, oltre a costituire una spesa non sostenibile dalla Turchia in questa fase storica. (Tua)
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