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Presidenziali in Polonia, l'opposizione spera nel ballottaggio per battere Duda

Presidenziali in Polonia, l'opposizione spera nel ballottaggio per battere Duda
Varsavia, 29 giu 14:36 - (Agenzia Nova) - Il presidente polacco uscente Andrzej Duda non è riuscito a ottenere la riconferma al primo turno delle elezioni per il capo dello Stato tenutesi ieri: con il 43,67 dei consensi quando siamo ormai giunti quasi a fine scrutinio, il candidato del partito di governo Diritto e giustizia (PiS) sarà costretto a vedersela al ballottaggio con il sindaco di Varsavia e esponente di Piattaforma civica (Po), Rafal Trzaskowski. Quest’ultimo ha superato il 30 per cento dei consensi al primo turno, un risultato che attesta la validità della scelta di Po di cambiare il proprio candidato dopo aver inizialmente puntato su Malgorzata Kidawa-Blonska per le presidenziali. Trzaskowski potrà provare a raccogliere i consensi andati agli altri candidati, primo fra tutti l’indipendente Szymon Holownia, che ieri si è piazzato terzo con il 13,85 per cento dei voti, in vista del ballottaggio del 12 luglio. La forbice che distanzia Duda e Trzaskowski sembra comunque piuttosto ampia: il candidato di Po ha ottenuto un risultato piuttosto notevole, considerata la possibilità di fare campagna elettorale per poche settimane e le difficoltà in cui si trovava il principale partito di opposizione, con Kidawa-Blonska letteralmente precipitata nei sondaggi a maggio, scendendo fino al 4 per cento.

Trzaskowski ha risollevato le speranze di Piattaforma civica e probabilmente dato voce a molti cittadini polacchi, soprattutto gli abitanti delle grandi città, che volevano mandare un segnale contro PiS e Duda. L’alta affluenza alle urne è stata del resto il dato più interessante della tornata del 28 giugno: il 64,4 per cento degli aventi diritti ha votato al primo turno, una cifra vicina al record segnato alle presidenziali del 1995 (64,7 e poi 68,2 al ballottaggio). Si tratta di cifre sorprendenti viste anche il contesto attuale, con delle elezioni inizialmente fissate al 10 maggio e poi inevitabilmente rinviate, dopo settimane di feroci polemiche politiche, a causa delle misure di restrizione imposte per l’epidemia di coronavirus in Polonia. Il tentativo di PiS di tenere egualmente il voto per via postale, sostanzialmente “sventato” per l’opposizione, a tale scenario di Jaroslaw Gowin, esponente della coalizione di governo, non ha penalizzato la formazione di destra.

I sondaggi che vedevano assottigliarsi il vantaggio di Duda nelle ultime settimane si sono rivelati troppo negativi per il presidente uscente, che pure ha tentato fino all’ultimo di dare nuovo slancio alla propria campagna elettorale, prima inserendo nel dibattito il tema della cosiddetta “ideologia” Lgbt e degli attacchi ai valori morali della Polonia e poi ottenendo il soccorso statunitense con l’invito alla Casa Bianca da parte del presidente Donald Trump. Quella che in molti in patria hanno definito come una “passerella” a Washington non ha portato a risultati importanti per Varsavia da un punto di vista strategico, ma potrebbe aver fornito ai cittadini polacchi un’immagine di Duda come leader globale. Il capo dello Stato uscente ha anche lavorato molto per aumentare i propri consensi personali nelle aree rurali del paese, da sempre bacino di voti per PiS, nella consapevolezza che una maggiore mobilitazione nelle comunità locali più piccole sarebbe stata a suo vantaggio.

In vista del ballottaggio, riuscire a eguagliare o superare le percentuali di partecipazione di ieri potrebbe essere fondamentale per Trzaskowski, che altrimenti difficilmente potrà recuperare i circa 13 punti percentuali che attualmente lo separano da Duda. Il candidato di Po ha già cominciato il “corteggiamento” degli elettori di Holownia. "Ci sono molte proposte programmatiche, soprattutto da parte di Szymon Holownia, con le quali siamo d'accordo al 100 per cento. Vale la pena di parlarne. Discuterò io stesso con Holownia e il suo comitato di quello che è più importante per loro", ha affermato Trzaskowski. Per quanto riguarda i voti andati invece a Wladyslaw Kosiniak-Kamysz (Partito popolare polacco - Psl) e Robert Biedron (Lewica), che hanno raccolto rispettivamente il 2,37 e il 2,21 per cento, è possibile che al secondo turno vengano conquistati in buona parte dal candidato di opposizione. Differente invece il discorso per quel che riguarda il 6,75 dei consensi andati a Krzysztof Bosak, esponente della formazione di estrema destra Konfederacja. Trzaskowski ha evidenziato come "molte questioni ci separano" da Bosak, ma anche che "se si parla di Stato oppressivo, di tasse, di aiuti alle imprese e di altri temi, c'è spazio per un'intesa".

Da parte sua Duda ha detto di essere convinto che gli elettori di Bosak siano più vicini a lui che non all’avversario al ballottaggio. Il capo dello Stato uscente ha messo in evidenza come nel suo programma e in quello di Bosak ci siano "valori comuni" e similitudini in merito alla visione del futuro della Polonia. Tra questi elementi condivisi figurerebbero i valori e il sostegno alla famiglia tradizionale così come riconosciuta dalla Costituzione polacca. "Credo che quegli elettori che hanno votato per Bosak possano ora guardare a me e a Trzaskowski e decidere che sono sicuramente più vicini a me che a quel candidato di sinistra", ha affermato Duda. Resta la possibilità che i consensi andati a Konfederacja si trasformino al secondo turno in un voto contro le istituzioni polacche, rappresentate non solo dal presidente uscente ma anche e soprattutto da Diritto e giustizia. Al contempo, il sindaco di Varsavia nelle prossime settimane sarà chiamato a bilanciarsi fra il mantenimento delle istanze progressiste, in netto contrasto con Duda, e la necessità di rassicurare una parte dell’elettorato conservatore del Psl e di Konfederacja: una difficile opera di equilibrismo politico, dopo il già notevole risultato conseguito al primo turno. (Vap)
 
 
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