LIBIA

Mostra l'articolo per intero...
 
 
 

Libia: Al Sisi, accordo tra Haftar e Saleh per cessate il fuoco in vigore dall'8 giugno

Il Cairo, 06 giu 16:00 - (Agenzia Nova) - Un cessate il fuoco su tutto il territorio libico entrerà in vigore alle sei di dopodomani, 8 giugno, come da accordo raggiunto al Cairo da Khalifa Haftar, comandante dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), e Aguila Saleh, presidente della Camera dei rappresentanti libica. Lo ha annunciato il presidente egiziano Abdelfattah Al Sisi nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso il palazzo presidenziale del Cairo alla presenza di vari ambasciatori tra cui l'ambasciatore d'Italia in Egitto, Giampaolo Cantini. Il capo di Stato egiziano ha dichiarato di avere "invitato entrambi - Haftar e Saleh - al Cairo per cercare una soluzione alla crisi libica. Dopo due giorni di incontri, si sono accordati per lanciare la dichiarazione del Cairo, la quale include un'iniziativa intra-libica nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite in merito e delle conferenze di Parigi, Roma e Berlino. L'iniziativa lancia un appello per il rispetto di tutti gli sforzi internazionali e onusiani precedenti attraverso un cessate il fuoco in vigore dalle sei dell'8 giugno". Al Sisi ha aggiunto di essere "profondamente preoccupato" dall'insistenza di alcuni attori sullo scenario libico per il ricorso a una soluzione militare della crisi.
Nel corso della conferenza stampa, Khalifa Haftar, comandante dell'autoproclamato Lna, ha affermato che le forze a lui fedeli stanno combattendo per espellere dalla Libia i "colonizzatori" turchi. Haftar ha aggiunto che l'intervento turco in Libia ha contribuito alla polarizzazione interna al paese e internazionale, dovuta ai differenti interessi dei paesi coinvolti nel conflitto. Haftar, rivolgendosi ad Al Sisi, ha espresso la speranza che l'Egitto "si impegni immediatamente per obbligare la Turchia a interrompere totalmente il trasferimento di armi e mercenari in Libia e a rimpatriare questi ultimi". Haftar ha ribadito il proprio sostegno all'iniziativa del Cairo sulla Libia e ha avallato la formazione di un governo di unità nazionale e l'eliminazione dei gruppi terroristi dal paese nordafricano.
Quanto al presidente della Camera dei rappresentanti libica, Aguila Saleh, anche questi ha criticato l'intervento turco, dicendo che l'Lna si è mobilitato per combattere il terrorismo a Tripoli. "Come da suoi doveri costituzionali, l'Lna si è mosso per liberare il paese delle milizie che stanno saccheggiando i libici. Quando l'Lna era sul punto di liberare Tripoli, la Turchia è intervenuta con oltre 10 mila terroristi per impedire la liberazione della capitale dal terrorismo", ha dichiarato Saleh. "In risposta all'appello dei paesi arabi, l'Lna ha accettato una tregua che la controparte non ha tuttavia rispettato", ha aggiunto Saleh accusando Ankara di sponsorizzare il terrorismo e lodando il ruolo egiziano e l'impegno di Al Sisi per ristabilizzare la situazione in Libia. Stamani era stato annunciato un incontro al Cairo tra Saleh e Haftar dopo che ieri, 5 giugno, i due avevano già interloquito alla ricerca di una soluzione concordata per porre fine alla crisi nel paese nordafricano.
Il raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco e l'espulsione delle forze straniere dalla Libia arriva dopo due colloqui tra Haftar e Saleh tenutisi il 5 e il 6 giugno su invito del mediatore egiziano in una fase in cui l'Lna sta subendo pesantissime sconfitte sulla scena libica. Le forze de
Gna, infatti, hanno riconquistato negli scorsi giorni il controllo sulla capitale Tripoli e su Tarhuna, ponendo fine all'assedio avviato nell'aprile 2019 dalle milizie fedeli a Haftar. Il Gna ora punta a Sirte e ai campi petroliferi nel sud del paese come ai prossimi obiettivi della propria azione militare. (Cae)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE