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Egitto: cosa c'è in gioco nei rapporti con l’Italia

Egitto: cosa c'è in gioco nei rapporti con l’Italia
Roma, 03 lug 2020 13:34 - (Agenzia Nova) - Settemila cittadini italiani residenti, quasi mezzo milione di turisti ogni anno, un interscambio commerciale che nel 2019 ha superato quattro miliardi di euro, circa 1.200 aziende registrate (investitori inclusi) con diecimila addetti e gruppi industriali di prima fascia come Eni e Fca per un fatturato di 4,4 miliardi di euro: questi sono solo alcuni numeri che danno l’idea di cosa è in gioco nei rapporti tra Italia ed Egitto. L’omicidio di Giulio Regeni continua ad avvelenare le relazioni tra i due Paesi che hanno diversi dossier in comune: dallo sfruttamento delle risorse energetiche sul Mediterraneo Orientale, alla collaborazione nel settore della difesa, fino alla cooperazione per risolvere il caos in Libia. Eppure, a oltre quattro anni dalla barbara uccisione del ricercatore italiano di Fiumicello, rapito nei pressi della metropolitana del Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato senza vita e con segni di tortura sul corpo il successivo 3 febbraio nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziane, l’Egitto sembra continuare a non capire che far luce sulla vicenda è anche nel proprio interesse. Il vertice in teleconferenza tra la procura di Roma e di quella del Cairo dello scorso primo luglio, infatti, non ha dato i frutti sperati. I genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, ritengono che il richiamo dell'ambasciatore, Giampaolo Cantini, sia “l'unica strada percorribile”. Se così fosse, tuttavia, i 7.000 italiani presenti nel paese delle piramidi sarebbero privi di copertura diplomatica, così come le centinaia di migliaia di turisti che, pandemia permettendo, visitano ogni anno l’Egitto.

In base alle informazioni disponibili sul sito Ice del Cairo, il 2019 si è chiuso con un valore complessivo dell’interscambio Italia-Egitto pari a 4,34 miliardi di euro (dati Istat), con una sensibile flessione rispetto al 2018, dovuta sia alle esportazioni italiane (-10 per cento) sia alle importazioni dall’Egitto (-8,4 per cento). Il nostro export ha avuto una flessione in particolare nei seguenti settori: la meccanica strumentale (principale voce dell’export italiano), che ha segnato un -15,9 per cento; i prodotti della raffinazione (pesante flessione da 269 a 190 milioni di euro, proseguendo nel trend negativo degli ultimi anni); della chimica (-6,3 per cento); delle apparecchiature elettriche (-12,4 per cento). Il comparto della meccanica, che rappresenta circa il 35 per cento delle esportazioni totali italiane verso l’Egitto, risente peraltro dell’effetto di elementi contingenti, come il verificarsi di grandi commesse pubbliche. Questo vale, ad esempio, per le tecnologie per il settore lapideo, che nel 2018 sono state trainate dalla realizzazione in Egitto di mega impianti per la lavorazione del marmo, alimentando l’export di 80 milioni di euro di macchinari italiani. L’effetto si è esaurito nel 2019.

Si conferma invece la crescita generalizzata dei prodotti dell’industria manifatturiera, il Made in Italy, che rappresentano circa il 17 per cento dell’export totale (industria alimentare, tessile-abbigliamento-moda, pelle, mobili, arredamento, carta, illuminotecnica, plastica e gomma). Tali prodotti, a partire dal 2016, erano stati fortemente penalizzati dall'apposizione da parte egiziana di barriere non tariffarie (obbligo di registrazione del marchio) e avevano risentito della svalutazione della lira egiziana di fine 2016 e della conseguente perdita di potere d’acquisto dei consumatori. Nel 2019 l’industria alimentare ha superato il livello del 2015, raggiungendo 48 milioni di euro di export; il tessile-abbigliamento e pelle sale a 88 milioni di euro; cresce l’industria della carta e degli imballaggi (73 milioni di euro); in crescita l’industria della plastica (63 milioni di euro) e l’industria del mobile (da 22 a 31 milioni di euro nel 2019). Un dato positivo si registra anche per i prodotti dell’agricoltura e della pesca. L'export italiano di prodotti dell'agricoltura verso l'Egitto nel 2019 è stato pari a 61,7 milioni di euro, di cui 58,5 frutta. L'export di mele, in particolare, ha raggiunto 51 milioni di euro, dato più che raddoppiato rispetto al 2018.

Secondo i dati Istat, sul versante delle importazioni alimentari, l'import totale italiano di prodotti agricoli dall'Egitto è stato pari a 100 milioni di euro. La serie storica dal 2010 mostra un valore delle importazioni italiane all'interno di una forchetta con il dato minimo pari a 75 milioni nel 2018 e il massimo di 108 milioni nel 2013. Tra i prodotti provenienti dall'Egitto, oltre ai legumi (6 milioni di euro), si segnalano le patate e i semi oleosi, entrambi con il valore di 25 milioni di euro; gli ortaggi (21,5 milioni di euro); la frutta (12 milioni); il pesce (6,5 milioni). I dati di fonte egiziana (Capmas) sull’interscambio permettono di effettuare un’analisi comparata tra i principali paesi partner dell’Egitto. Va rilevato peraltro il consistente scostamento tra i dati di fonte Campas e quelli di fonte Istat/Eurostat.

Secondo i dati Capmas aggiornati a dicembre 2019 vi è una sostanziale corrispondenza tra i primi dieci partner commerciali dell’Egitto nel 2019 e nel 2018. La Cina si conferma ampiamente il primo partner, con una quota che si avvicina al 12 per cento sull'interscambio totale dell’Egitto. Si riscontra peraltro un netto sbilanciamento tra le importazioni di prodotti cinesi (poco meno del 16 per cento dell’import totale egiziano) e le esportazioni verso la Cina, pari solo al 2 per cento del totale, in decisa flessione nel 2019. L’Arabia Saudita è il secondo partner commerciale, seguita da Stati Uniti e Turchia. In tutti questi casi si verifica un forte deficit commerciale da parte egiziana. L’Italia, quinto partner, scende di una posizione, confermandosi peraltro primo partner commerciale tra i paesi europei. Esaminando i dati sui principali paesi fornitori dell’Egitto, il dato più rilevante è la perdita di quota di mercato dell’Italia, che nel 2019 risulta al settimo posto, superata oltre che dalla Russia anche dalla Turchia. Il valore delle esportazioni italiane supera di poco i 3 miliardi di euro, con una flessione del 19,5 per cento.

Per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri (Ide), secondo i dati dell’Agenzia egiziana per gli investimenti, a giugno 2019 l’Italia si posiziona come quarto paese di provenienza di stock degli Ide, guadagnando due posizioni rispetto al precedente anno fiscale; a giugno 2019 sono censite 1.229 società italiane in Egitto, inclusi gli investitori italiani. Gli uffici di rappresentanza sono 42. Il totale degli investimenti italiani in Egitto ha raggiunto 27,7 miliardi di dollari, mentre lo stock degli Ide è stato pari a 4,3 miliardi di dollari, per il 78 per cento nel settore oil & gas. A giugno 2019 il valore degli Ide è cresciuto rispetto a dicembre 2018 del 15 per cento. L’andamento dei flussi di investimenti diretti dall'Italia dal 2010 al 2019 segue un andamento a “U”, partendo da 250 milioni di dollari nel 2010, scendendo a 17 milioni di dollari nel 2014 e risalendo costantemente fino a 253 milioni di dollari nel 2019. Nel 2019 si registrano 50 nuove società partecipate da capitale italiano per circa 1,5 milioni di dollari. (Res)
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