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Egitto: cosa è in gioco nei rapporti con l’Italia

Roma, 03 lug 13:01 - (Agenzia Nova) - Settemila cittadini italiani residenti, quasi mezzo milione di turisti ogni anno, un interscambio commerciale che nel 2019 ha superato quattro miliardi di euro, circa 1.200 aziende registrate (investitori inclusi) con diecimila addetti e gruppi industriali di prima fascia come Eni e Fca per un fatturato di 4,4 miliardi di euro: questi sono solo alcuni numeri che danno l’idea di cosa è in gioco nei rapporti tra Italia ed Egitto. L’omicidio di Giulio Regeni continua ad avvelenare le relazioni due Paesi che hanno diversi dossier in comune: dallo sfruttamento delle risorse energetiche sul Mediterraneo Orientale, alla collaborazione nel settore della difesa, fino alla cooperazione per risolvere il caos in Libia. Eppure, a oltre quattro anni dalla barbara uccisione del ricercatore italiano di Fiumicello, rapito nei pressi della metropolitana del Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato senza vita e con segni di tortura sul corpo il successivo 3 febbraio nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziane, l’Egitto sembra continuare a non capire che far luce sulla vicenda è anche nel proprio interesse. Il vertice in teleconferenza tra la procura di Roma e di quella del Cairo dello scorso primo luglio, infatti, non ha dato i frutti sperati. I genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, ritengono che il richiamo dell'ambasciatore, Giampaolo Cantini, sia “l'unica strada percorribile”. Se così fosse, tuttavia, i 7.000 italiani presenti nel paese delle piramidi sarebbero privi di copertura diplomatica, così come le centinaia di migliaia di turisti che, pandemia permettendo, visitano ogni anno l’Egitto. (segue) (Res)
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