DECRETO RILANCIO

 
 
 

Decreto Rilancio: Cdp vincolata nell'utilizzo del fondo "Patrimonio destinato", soddisfatti Leu e Pd

Decreto Rilancio: Cdp vincolata nell'utilizzo del fondo
Roma, 29 giu 18:55 - (Agenzia Nova) - Cassa depositi e prestiti (Cdp) sarà vincolata, nell’utilizzo del fondo "Patrimonio destinato" previsto dal decreto Rilancio, alle priorità di politica industriale definite nel Piano nazionale di riforme, mentre il ministero dell’Economia e Finanze dovrà sottoporre al Parlamento il decreto per i requisiti di accesso e criteri degli interventi del Patrimonio destinato. Lo ha disposto un emendamento del Partito democratico (a prima firma Enrico Borghi), al quale è stato abbinato un identico di Leu (a firma Stefano Fassina), che è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Nello stesso emendamento, si stabilisce inoltre che il Mef, entro il 31 gennaio di ogni anno, trasmetterà alle Camere una relazione sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall’uso del Patrimonio destinato da parte di Cassa depositi e prestiti e sul programma degli interventi e delle operazioni di sostegno e di rilancio del sistema economico-produttivo che si intende attuare.

Raggiunto da "Agenzia Nova", l'ex viceministro all'Economia e deputato di Liberi e uguali, Stefano Fassina, ha commentato che si tratta "è un bel passo avanti" e ha espresso soddisfazione "per due ragioni sostanziali: la prima è che l’attività del 'Patrimonio destinato' è orientata verso gli obiettivi previsti appunto dal Piano nazionale di riforme, in un capitolo dedicato alla programmazione economica; la seconda ragione è che abbiamo inserito la valutazione del Parlamento sulle scelte di fondo che effettuerà sempre il 'Patrimonio destinato', sia in termini di programmazione economica che in quelli della funzione svolta da entrambe le Camere". E' un risultato "importante", ha spiegato, "perché si tratta di un fondo di 44 miliardi di euro, decisivo per la politica economica, per la conversione ambientale e per la riqualificazione del tessuto produttivo del Paese".

Dello stesso avviso Enrico Borghi, esponente del Partito democratico, anch'egli membro della commissione Bilancio della Camera per il quale l'emendamento tratta di "una misura doverosa", che, "da un lato assicura che gli investimenti del consistente fondo previsto da questo decreto vadano nella direzione di sostenere filiere produttive coerenti con lo sforzo di ammodernamento del Paese previsto nel Piano nazionale delle riforme (penso ad esempio allo sviluppo tecnologico, alle infrastrutture critiche e strategiche materiali e immateriali, alle filiere produttive strategiche, alla sostenibilità ambientale delle imprese e delle produzioni)", e dall’altro, garantisce che "vi sia l’indispensabile azione di indirizzo e di controllo da parte del Parlamento". In sintesi ha concluso Borghi, "un passo importante per la possibilità di accedere ai fondi europei del Recovery fund, che richiede l’elaborazione di piani di riforma credibili ed efficaci". (Rin)
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