INDIA-CINA

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India-Cina: incontro tra delegazioni militari, mentre eserciti rafforzano posizioni (2)

Nuova Delhi, 30 giu 09:13 - (Agenzia Nova) - Il 15 giugno una squadra indiana di circa 50 uomini, guidata dal colonnello Santosh Babu, e una cinese si sono contrapposte in un sito noto come punto di pattugliamento 14 in un corpo a corpo durato alcune ore con pietre e mazze (i soldati non erano armati, in base a un protocollo esistente tra i due paesi); l’Esercito indiano ha reso noto di aver perso 20 militari, tra cui Babu, riferendo al tempo stesso di perdite da entrambe le parti, mai ammesse ufficialmente invece da Pechino. Le parti hanno attribuito la responsabilità l’una all’altra. Il 17 giugno i ministri degli Esteri dei due paesi, l’indiano Subrahmanyam Jaishankar e il cinese Wang Yi, hanno avuto un colloquio telefonico. Wang, secondo quanto riferito dal suo ministero, ha esortato l’India a cessare immediatamente le azioni “provocatorie” al confine, a indagare “accuratamente” sulle cause dello scontro e a punire severamente i responsabili. Secondo Wang, le truppe indiane hanno “sfacciatamente” violato le intese raggiunte dai leader dei due paesi. “Quando la situazione sul terreno nella Valle del Galwan si era già stabilizzata, (gli indiani) hanno provocato ancora una volta e persino attaccato violentemente ufficiali e soldati della parte cinese che erano in procinto di negoziare”, ha accusato il capo della diplomazia di Pechino. Jaishankar, stando al comunicato del suo ministero, a sua volta, ha trasmesso all’omologo la protesta per la condotta cinese: “La parte cinese ha cercato di erigere una struttura nella Valle del Galwan sul nostro lato della Lac. Mentre ciò è diventato motivo di contrasto, la parte cinese ha intrapreso un’azione premeditata e pianificata che è stata direttamente responsabile della violenza e delle perdite che ne sono risultate. Ciò è stato il riflesso dell’intento di cambiare i fatti sul terreno in violazione di tutti i nostri accordi di non cambiare lo status quo”. (segue) (Inn)
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