GIAPPONE-COREA DEL SUD

 
 
 

Giappone-Corea del Sud: Tokyo respinge proposta di confronto presso l’Omc

Tokyo, 30 giu 06:47 - (Agenzia Nova) - Il governo del Giappone ha respinto la proposta della Corea del Sud di istituire una camera di risoluzione delle controversie presso l’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) per discutere una soluzione ai vincoli alle esportazioni tecnologiche varate da Tokyo ai danni del paese vicino, e dopo mesi di infruttuosi negoziati in sede bilaterale. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Kyodo”, che cita funzionari governativi a conoscenza della questione. Il Giappone ha espresso la propria posizione nel corso di un incontro dell’organo di conciliazione dell’Omc: Tokyo sostiene che in vincoli all’esportazione di materiali per i semiconduttori verso la Corea del Sud siano giustificati dai regolamenti dell’Omc relativi al potenziale impiego a fini militari. Il governo giapponese ha anche respinto l’accusa di Seul di aver agito a fini politici. La rappresentanza Usa presso l’organo di conciliazione avrebbe sostenuto la posizione espressa dal Giappone.

Lo storico antagonismo tra Giappone e Corea del Sud si è riacceso questo mese: il 19 giugno il governo sudcoreano ha chiesto all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) di aprire formalmente una camera di risoluzione delle controversie per discutere i vincoli commerciali imposti al paese dal Giappone, entrati in vigore a luglio dello scorso anno. L’annuncio segue di due settimane la decisione di Seul di riaprire il contenzioso tra i due paesi presso l’Omc, in risposta all’assenza di progressi apprezzabili sul fronte dei negoziati diretti tra i due vicini asiatici. Seul aveva rinunciato a proseguire il contenzioso presso l’Omc, come segno di buona volontà per una risoluzione amichevole della controversia, innescata al culmine delle rinnovate tensioni tra i due paesi in merito a controversie storiche risalenti all’occupazione coloniale giapponese della Penisola coreana. La scorsa estate Tokyo ha bloccato l’esportazione verso la Corea del Sud di materiali come fotoresist e poliimmidi vitali per l’industria elettronica di Seul. Nei mesi successivi Tokyo ha aperto al dialogo, ma si è dimostrata poco propensa ad una effettiva revoca dei vincoli all’export.

Sempre questo mese, la Corea del Sud ha deciso di riprendere le ostilità con il Giappone sul fronte delle annose dispute di natura storica risalenti al periodo dell’occupazione coloniale giapponese della Penisola coreana. Seul ha annunciato l’intenzione di chiedere all’Unesco la rimozione dei siti giapponesi di epoca bellica dalla lista dei patrimoni dell’umanità. Il governo sudcoreano aveva già contestato l’esibizione giapponese di presentazione dei siti storici, incluso il complesso industriale presso l’isola di Hashima, a Nagasaki, meglio noto come “Gunkajima” (“Isola della nave da guerra”, per la somiglianza della sua forma alla corazzata giapponese di epoca imperiale Tosa). Seul sostiene che quello ed altri siti giapponesi di epoca bellica siano in parte il frutto del lavoro forzato di sudcoreani. Il ministero della Cultura e dello sport giapponese ha inviato una lettera all’Unesco alla fine di questo mese, secondo quanto riferito da parlamentari del Partito democratico, la formazione politica del presidente sudcoreano Moon Jae-in.

Il ministero degli Esteri sudcoreano ha già contestato in diverse occasioni presunte “distorsioni complete della storia” nella presentazione dei siti in questione da parte delle autorità giapponesi. Il Giappone ha aperto al pubblico la scorsa settimana il centro informazioni dei “Siti della rivoluzione industriale giapponese Meiji”. L’esibizione cita effettivamente il ricorso al lavoro di cittadini coreani in diversi dei siti in questione, ma incorpora testimonianze di coreani di seconda generazione abitanti in Giappone secondo cui presso i siti in questione non era praticata alcuna discriminazione o forma di lavoro forzoso: una chiave di lettura che secondo Seul è in aperto contrasto con la realtà storica.

Il Giappone è contrario all’ingresso della Corea del Sud nel gruppo delle maggiori economie industrializzate del Globo (G-7). Lo scrive il quotidiano “Nikkei”, secondo cui il governo giapponese ha espresso agli Usa la propria opposizione ad una partecipazione di Seul al prossimo summit del Gruppo, in programma proprio negli Stati Uniti entro la fine di quest’anno. A ipotizzare l’ingresso della Corea del Sud nel G-7 era stato, nelle scorse settimane, il presidente statunitense Donald Trump. Tokyo avrebbe però obiettato tramite i canali diplomatici tra Washington e Tokyo, citando le sostanziali divergenze della diplomazia di Seul nei confronti di paesi come Cina e Corea del Nord. L’ingresso della Corea del Sud nel G-7 comporterebbe inoltre la perdita per il Giappone dello status di unica economia asiatica del Gruppo. Oggi, 29 giugno, il segretario capo di Gabinetto giapponese, Yoshihide Suga, ha sottolineato durante una conferenza stampa l’importanza di mantenere “l’attuale impianto del G-7”, pur precisando che l’organizzazione del summit di quest’anno è esclusiva competenza degli Stati Uniti. (Git)
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