SIRIA

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Siria: il Caesar Act statunitense colpisce l'economia di Damasco con conseguenze anche in Libano

Damasco, 15 giu 16:35 - (Agenzia Nova) - L’entrata in vigore del Caesar Syria Civilian Protection Act (meglio noto semplicemente come Caesar Act) il prossimo 17 giugno darà probabilmente il colpo di grazia a un’economia siriana già in ginocchio dopo anni di conflitto, i cui effetti si riverbereranno anche a livello di un sistema regionale fortemente interconesso. Promosso dall’amministrazione statunitense di Donald Trump, il Caesar Act include nuove sanzioni sia contro il governo siriano, innanzitutto il presidente Bashar al Assad, per crimini di guerra sulla popolazione, che contro singoli individui e società che lo hanno sostenuto economicamente. Parti del provvedimento sono già state incorporate nel National Defense Authorization Act per l’anno fiscale 2020. Nelle scorse settimane, l’economia siriana ha già iniziato a subire le conseguenze del Caesar Act, registrando un crollo della sua valuta, in vista dell’entrata in vigore della legge. A partire da aprile, infatti, la lira siriana ha perso oltre il 70 per cento del proprio valore, in un processo di deprezzamento a fronte del dollaro che si è aggravato ulteriormente nel corso della settimana passata. Negli ultimi giorni, infatti, il tasso di cambio è passato da 2.300 lire per un dollaro a 5 mila lire, ben lungi dal cambio ufficiale di 700 lire e ancor di più dalle 47 lire che venivano scambiate per un biglietto verde prima dell’inizio del conflitto nel paese mediorientale nel 2011. La vertiginosa svalutazione della moneta nazionale ha contribuito all’innesco di una dinamica inflattiva che ha portato nel giro di un mese i prezzi dei beni di maggior consumo ad aumentare di oltre il 50 per cento. L’impennata dei prezzi ha colpito ulteriormente la popolazione che secondo le Nazioni Unite vive per l'80 per cento in condizioni di povertà, con 9,3 milioni di siriani soggetti a insicurezza alimentare in base a dati del Programma alimentare mondiale (erano 7,9 milioni alla fine del 2019). La situazione economica è stata aggravata dalle misure di contenimento del coronavirus e dal conseguente blocco di gran parte delle attività, in particolar modo quelle informali. (segue) (Res)
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