L’AMBASCIATORE DELLA CINA IN ITALIA SCRIVE A NOVA

 
 
 

L’ambasciatore della Cina in Italia scrive a Nova: "Ecco il segreto per sconfiggere l’epidemia"

L’ambasciatore della Cina in Italia scrive a Nova:
Roma, 14 giu 11:23 - (Agenzia Nova) - Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Junhua, dal titolo “Il segreto per sconfiggere l’epidemia: rispetto per la vita e per la scienza, con mutua cooperazione”. Le opinioni espresse dall'autore non riflettono necessariamente il punto di vista di “Agenzia Nova”.

“L’operato della Cina nel contrasto al Covid-19, grazie al grandissimo impegno profuso, ha raggiunto risultati positivi, riconosciuti a livello internazionale. Nei giorni scorsi, la Cina ha pubblicato un Libro Bianco dal titolo ‘Le azioni della Cina per il contrasto dell’epidemia da Covid-19’. Si tratta di un documento che documenta la storia straordinaria della lotta per fermare, contenere e prevenire l’epidemia in Cina. Il Libro Bianco illustra le posizioni, le filosofie e le azioni della Cina nella lotta mondiale al Covid-19. C’è chi si domanda: qual è il segreto che ha permesso alla Cina di contenere l’epidemia nell’arco di un tempo relativamente breve? Ritengo che ci siano alcuni punti che vale la pena condividere. 1. Le persone prima di tutto, la vita al di sopra di tutto: questa è stata la nostra logica centrale. Di fronte allo scoppio dell’epidemia, il presidente Xi Jinping ha sottolineato che la sicurezza e la salute delle persone dovessero essere al primo posto. Nella lotta all’epidemia, dall’inizio alla fine, abbiamo profuso il massimo impegno per salvare ogni singola vita umana; che si trattasse di un neonato appena venuto al mondo, oppure di un anziano centenario, non abbiamo mai mollato. Soltanto nella provincia dello Hubei abbiamo salvato più di 3 mila pazienti ultraottantenni e 7 pazienti ultracentenari. La Cina ha garantito cure mediche gratuite per tutti i casi accertati di Covid-19. Fino al 31 maggio, il costo totale delle degenze dei pazienti affetti da Covid-19 in Cina ammontava a 1,35 miliardi di renminbi; un costo che è stato sostenuto interamente dallo Stato. Inoltre, abbiamo predisposto una piattaforma per la telemedicina a sostegno dei cinesi d’oltremare e abbiamo inviato loro i dispositivi di protezione individuale, noti come ‘Pacchetto per la salute’.

2. Prevenzione, terapia scientifica e massima precisione nell’attuazione delle misure: queste sono state le direttive da rispettare. Dopo lo scoppio dell’epidemia, il presidente Xi Jinping ha attribuito grande attenzione al nuovo coronavirus, e ha preso in mano le redini della situazione, mettendo l’ultima parola sulle decisioni politiche e creando un sistema di linee guida top-down. Per fermare la diffusione dell’epidemia, la Cina ha chiuso completamente, da un momento all’altro, la città di Wuhan, mettendo in quarantena i suoi 11 milioni di abitanti. Inoltre, ha controllato in modo ferreo gli spostamenti interni al Paese. La Cina, ponendo attenzione soprattutto sui casi confermati, su quelli sospetti, sulle persone con sintomi influenzali e su tutti coloro che avevano avuto contatti con le persone contagiate, ha adottato un approccio nella gestione dell’emergenza epidemiologica basata sui seguenti principi: ‘individuare, riportare, isolare e curare tempestivamente’ e ‘accettare i casi da accettare, curare quelli da curare, eseguendo tamponi quando necessario e isolando chi c’era da isolare’. Tutto questo ha reso possibile ridurre in modo evidente il tasso di contagio. In questo processo, da un lato abbiamo ampliato le cure e la capacità di ricezione all’interno delle strutture ospedaliere; accelerato la costruzione di nuovi ospedali; raccolto personale e dispositivi medici per aiutare le zone maggiormente colpite. Dall’altro lato, abbiamo sviluppato kit diagnostici e selezionato farmaci efficaci; inoltre abbiamo utilizzato i Big Data, l’Intelligenza Artificiale e altre nuove tecnologie nella prevenzione e nel contenimento dell’epidemia.

3. Aiutarsi a vicenda e affrontare insieme le avversità: questa è la retta via per l’umanità. Il virus non conosce confini nazionali, non distingue tra gruppi etnici, anzi: nessun Paese può esserne esente. Nella lotta all’epidemia, così come la Cina non può fare a meno del resto del mondo, allo stesso modo la lotta all’epidemia del resto del mondo non può fare a meno di quella cinese. La Cina ha fin da subito fatto rapporto all’Organizzazione mondiale della sanità e agli altri Paesi, inviando informazioni sull’epidemia e condividendo la sequenza genica del virus. La Cina non dimentica il supporto e l’aiuto che ha ricevuto dalla comunità internazionale mentre si trovava nel momento più difficile della lotta contro l’epidemia. Al contempo, la Cina ha contribuito al contrasto all’epidemia a livello internazionale con la sua sapienza e con la sua forza. Al 31 maggio, la Cina ha inviato 29 team di esperti medici in 27 Paesi, Italia compresa, e ha sostenuto le azioni di contrasto all’epidemia con donazioni di dispositivi in più di 150 Paesi. Inoltre, la Cina ha donato all’Oms 50 milioni di dollari ha dichiarato di essere pronta ad aggiungere altri 2 miliardi di dollari nei prossimi due anni da destinare agli aiuti internazionali. La Cina ha garantito che se dovesse trovare un vaccino ne farebbe ‘un bene pubblico mondiale’.

In molti paesi, l’epidemia sta ancora registrando una crescita dirompente. Sono due le grandi prove che questi Paesi si trovano ad affrontare: da un lato, contenere e prevenire la diffusione dell’epidemia; dall’altro, affrontare la ripresa economica. La Cina ritiene che, a prescindere da quale delle due sfide si abbia davanti, il contrasto e l’opposizione sono comunque vie sbagliate, mentre la cooperazione e l’unione delle forze sono le giuste vie da seguire. Da un lato, è necessario lavorare tutti uniti per migliorare in modo razionale il sistema sanitario mondiale. Tutte le parti dovrebbero sostenere il ruolo guida dell’Oms nella lotta all’epidemia e promuovere il coordinamento multilaterale, costruendo un meccanismo mondiale che rinsaldi l’alleanza nella prevenzione e nel controllo; rafforzare la condivisione delle informazioni e delle esperienze; avviare progetti di cooperazione internazionale sui metodi diagnostici, sulle terapie, sulla ricerca su farmaci e sui vaccini per promuovere la creazione di una comunità dalla sanità condivisa. Dall’altro lato, è necessario dare impulso all’economia mondiale post-Covid. Tutte le parti devono tutelare il sistema del commercio multilaterale che ha come pietra angolare l’Organizzazione mondiale del commercio, e promuovere in modo costante la globalizzazione economica, al fine di creare vantaggi per tutti. Al contempo, occorre rafforzare le politiche macroeconomiche con gli altri Paesi per tutelare congiuntamente la stabilità, la sicurezza e la fluidità delle catene di approvvigionamento e di produzione mondiale, promuovendo così la ripresa stabile dell'economia mondiale. La strada di fronte a noi è piena di rischi e difficoltà, ma sono convinto che la Cina e l’Italia non si tireranno indietro, ma continueranno, insieme alla comunità internazionale, a impegnarsi insieme, a riunire i consensi, a promuovere la cooperazione, con l’obiettivo di essere responsabili e impegnarsi per fortificare la salute e accrescere la ricchezza del proprio popolo e di quelli di tutti gli altri Paesi”. (Res)
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE