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Giappone: solo il 30 per cento delle aziende negli Usa prevedono ritorno a normalità (9)

Tokyo, 03 giu 06:19 - (Agenzia Nova) - Nakanishi ha concordato con il primo ministro, affermando che “dovremmo rilocalizzare in Giappone la manifattura ad alto valore aggiunto”, e che “per tutto il resto, dovremmo diversificare verso paesi come quelli dell’Asean”, l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico. Tali dichiarazioni da parte dei vertici della politica e dell’economia giapponesi presentano implicazioni potenzialmente dirompenti: potrebbero infatti tradursi in una rivoluzione a lungo termine per industrie come l’automotive e l’elettronica, che sino ad oggi hanno basato i loro schemi produttivi al massimo sul concetto di “China plus one”: la concentrazione delle operazioni in Cina, con l’aggiunta di un solo altro paese come hub secondario per la diversificazione. Una transizione in questo senso da parte del Giappone e di altri importanti paesi industrializzati, a cominciare dagli Stati Uniti, potrebbe mettere in discussione il modello di crescita economica cinese. Lo scorso 8 aprile, due giorni dopo il varo del primo pacchetto economico emergenziale da parte del governo giapponese, il presidente cinese Xi Jinping ha avvertito il Politburo del Partito comunista che “con la progressiva avanzata globale della pandemia, l’economia globale fronteggia rischi al ribasso sempre più forti”. (Git)
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