ITALIA-FRANCIA

 
 
 

Italia-Francia: il bilaterale Di Maio-Le Drian conferma l'amicizia e la vicinanza fra i due paesi

Roma, 03 giu 20:44 - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri francese, Jean Yves Le Drian, ha effettuato oggi in Italia la sua prima visita ufficiale all’estero dopo la pandemia del Covid-19. Una scelta significativa quella di Roma nell’ottica dei rapporti bilaterali, come emerso dal colloquio alla Farnesina con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, anche considerando che l’ultimo appuntamento di rilievo per entrambi i paesi a livello internazionale prima dell’emergenza Covid-19 era stato proprio il 35mo vertice intergovernativo Italia-Francia di fine febbraio a Napoli. Di Maio e Le Drian hanno anche visitato insieme la sede della Protezione civile, a testimonianza del successo degli sforzi congiunti per fare fronte alla pandemia. Oltre ai rapporti bilaterali, i temi centrali nella visita sono stati la crisi in Libia e i flussi turistici nell’Ue alla luce della fine delle restrizioni nell’area Schengen il 15 giugno. “Oggi 3 giugno ci stiamo rialzando. L’Italia torna a camminare da sola sulle proprie gambe”, ha dichiarato Di Maio osservando che “se l’Italia si sta rialzando è anche grazie ai propri paesi amici e tra questi vi è la Francia”. Il ministro degli Esteri ha sottolineato come la Francia si sia dimostrata un partner affidabile durante la crisi del coronavirus. Sia sul fronte del turismo, che nel quadro della risposta comune dell’Ue per il rilancio economico dopo la pandemia.

“Quando Italia, Francia e Germania lavorano insieme per un obiettivo si portano a casa i risultati in Europa”, ha dichiarato Di Maio. Secondo Di Maio, il risultato ottenuto in questo "primo tempo" riguardo il Recovery Fund con i 750 miliardi di euro previsti dall'Ue è “molto positivo”: “Adesso il tema è che dobbiamo portare a casa il risultato in questo secondo tempo e per questo dobbiamo essere uniti”, ha ribadito. “L’Italia è il primo paese beneficiario di questi fondi”, ha fatto notare Di Maio sottolineando che “utilizzeremo tutte le risorse che servono per aiutare la nostra gente”. Riguardo il tema della ripresa del turismo, Di Maio ha ringraziato la Francia “perché sostanzialmente le frontiere francesi sono sempre state aperte". Il titolare della Farnesina ha invece invocato il principio di reciprocità quale asse che dovrebbe guidare la ripresa dei flussi turistici in Europa dopo la pandemia. Secondo Di Maio, l’Italia ha oggi “l’obiettivo di sbloccare alcune misure che con rammarico continuiamo a riscontrare da alcuni paesi”. L’Italia, come indicato dal ministro, crede fermamente nei valori europei per cui condanna ogni approccio individualistico sugli spostamenti. Per il rilancio del turismo, a modo di vedere di Di Maio, servono regole e criteri uniformi “per garantire in Europa viaggi sicuri e senza interruzioni”, e con l’obiettivo di “non frammentare il mercato turistico europeo”.

“È ora di lavorare insieme per uscire dalla crisi, per sviluppare il coordinamento necessario per riaprire le frontiere”, ha detto da parte sua Le Drian, parlando di frontiere interne ed esterne. “Credo che sia importante giungere a un buon coordinamento a livello europeo e credo che il 15 giugno sia la data in cui si potrà decidere questa apertura. Non dico che sarà proprio quella la data, ma intorno a quella scadenza dovremo decidere l’apertura delle frontiere esterne”, ha aggiunto il titolare della diplomazia francese. In merito al piano di rilancio dell’Ue, Le Drian ha affermato che c’è la volontà di “lavorare insieme, anche ad altri partner, per fare in modo che le proposte della Commissione vengano approvate rapidamente”. Il ministro Le Drian, rispondendo ad una domanda nella conferenza stampa alla Farnesina, ha dichiarato che il bilaterale di oggi tra Italia e Francia testimonia la volontà di rafforzare le relazioni nello spirito del cosiddetto “Trattato del Quirinale”. “Il 27 febbraio a Napoli (data del vertice italo-francese) il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il capo dello Stato francese Emmanuel Macron si erano messi d’accordo sulla necessità di attuare il Trattato del Quirinale affinché possa costituire una nuova base giuridica delle nostre relazioni”, ha detto il ministro parlando dell'accordo bilaterale proposto per la prima volta nel 2017. Le Drian ha spiegato che, dalla data del 27 febbraio lo stallo nelle relazioni è stato provocato dalla pandemia di coronavirus, e ha quindi confermato che la bontà delle relazioni bilaterali emerge nell’incontro odierno con l’omologo Di Maio. Si tratta di un documento “molto ampio”, ha detto Le Drian, “un nuovo elemento della collaborazione franco-italiana”.

Sintonia tra Roma e Parigi è emersa nella conferenza stampa anche sul dossier della Libia. Secondo Di Maio, l’operazione Irini per fermare il traffico di armi in Libia è fondamentale e deve ricevere contributi adeguati. “L’afflusso di armi dall’estero in violazione dell’embargo deve cessare”, ha dichiarato il ministro sottolineando l’importanza fondamentale dell’operazioni europea Irini: “Ci auguriamo che riceva contributi adeguati in termini di assetti aerei e navali” e che “le capacità satellitari siano rapidamente attivate” per garantire la “neutralità del mandato" che per l’Italia è "un elemento imprescindibile”. Di Maio ha aggiunto che la produzione petrolifera deve riprendere immediatamente in Libia. Il dialogo politico nel quadro del Processo di Berlino, secondo il ministro, è l’unica opzione credibile per cessate il fuoco permanente e per un percorso di riconciliazione credibile nel paese nord africano.

“Ogni volta che Francia e Italia parlano della Libia c’è una convergenza; siamo sulla stessa linea e ciò è necessario per la sicurezza nel Mediterraneo”, ha detto Le Drian. “Il futuro della Libia non deve essere oggetto di strumentalizzazione di potenze esterne, il futuro della Libia dovrebbe appartenere innanzitutto ai libici e la sicurezza dei nostri paesi è interessata direttamente dalla sicurezza in Libia. C’è stato un processo istituito a Berlino a gennaio cui abbiamo partecipato e contribuito entrambi. C’è una roadmap per consentire ai libici di ritrovare serenità e riavviare un processo democratico”, ha detto Le Drian. “Siamo molto determinati entrambi per fare in modo che tutte le parti rispettino gli accordi assunti a Berlino”, ha proseguito. Nella capitale tedesca “si è espressa la necessità di un cessate il fuoco dopo l’istituzione di un comitato tecnico 5+5 e il fatto che ora questo comitato si riunisca lo riteniamo un passo avanti, ma è solo un punto di partenza. Dobbiamo andare avanti per sbloccare le attività petrolifere; avviare un processo interlibico sulle modalità della transizione politica; e porre fine alle ingerenze straniere e alle forniture di armi da parte di paesi partner alle fazioni sul terreno. È stato deciso a Berlino di istituire una missione militare di messa in sicurezza per fare in modo che l’embargo venga rispettato”, ha ricordato Le Drian. (Pav)
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