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Cina-Pakistan: premier Khan incontra il presidente Xi, sottolinea difficoltà finanziarie di Islamabad

Pechino, 02 nov 2018 11:16 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro neoeletto del Pakistan, Imran Khan, ha incontrato oggi il presidente cinese Xi Jinping, nella prima giornata del suo viaggio ufficiale in Cina. Durante l’incontro, Khan ha sottolineato la situazione economica “molto difficile” del suo paese: le riserve di valuta estera di Islamabad sono crollate del 42 per cento dall’inizio dell’anno, e attualmente ammontano a circa 8 miliardi di dollari, sufficienti a coprire appena due mesi di importazioni. Il mese scorso il Pakistan ha ottenuto un pacchetto di soccorso da 6 miliardi di dollari dall’Arabia Saudita, ma Islamabad punta comunque a rivolgersi al Fondo monetario internazionale, per scongiurare l’imminente crisi della bilancia dei pagamenti. Durante l’incontro con Xi, presso la Grande Sala del Popolo di Pechino, Khan ha detto di aver visitato la Cina per apprenderne il modello di sviluppo: “Il mio partito è al potere da appena due mesi. Sfortunatamente, abbiamo ereditato una situazione economica molto difficile”, ha spiegato Khan. Il presidente cinese Xi dichiarato di attribuire “grande importanza alle relazioni Cina-Pakistan”, e di volerle elevare allo stato di “partnership strategica ognitempo, ed edificare una nuova era e un nuovo destino” per le relazioni bilaterali.

Il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, intrapreso oggi la sua prima visita ufficiale in Cina. Khan si recherà in visita al paese su invito del ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Oltre agli incontri con il presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang, il premier pakistano parteciperà anche alla China International Import Expo (Ciie), dove il Pakistan sarà ospite d'onore. Secondo quanto riportato da “China.org”, durante la sua visita in Cina, Khan comunicherà ai vertici cinesi che il nuovo governo di Islamabad sta portando avanti un ambizioso programma di riforme strutturali, ed è disposto ad apprendere dall'esperienza della Cina in vari ambiti fra cui la riduzione della povertà, lo sviluppo economico, la lotta alla corruzione e lo sviluppo agricolo, oltre a confermare il sostegno al progetto del Corridoio economico Cina-Pakistan (Cpec).

Khan tenterà di ottenere dalla Cina ulteriore sostegno finanziario per far fronte al deficit di bilancio da 10 miliardi di dollari di Islamabad. Negli ultimi quattro anni, il Cpec, componente di primo piano dell’iniziativa cinese della nuova Via della seta, ha aiutato il Pakistan ad alzare il tasso di crescita economica dal 3 al 5,2 per cento, che ha aperto la strada al rilancio delle industrie, colpite dalla crisi energetica. L'agenda e la visione di Imran Khan per riportare l'economia pakistana su un percorso di crescita sostenuta è rilevante per il quadro bilaterale Cpec, che mira a fornire prosperità non solo al popolo pakistano ma all'intera regione.

Per la Cina, la collaborazione del Pakistan è cruciale anche sul fronte del contrasto al terrorismo di matrice islamica, e per placare il mondo islamico a fronte delle misure di rieducazione e sorveglianza di massa adottate da Pechino nei confronti dei musulmani uiguri. Cina, Pakistan e Afghanistan hanno concordato lo scorso marzo il rafforzamento della cooperazione trilaterale per il contrasto al terrorismo, a seguito di un incontro tra i viceministri degli Esteri dei tre paesi tenutosi lunedì a Pechino. “Le parti hanno concordato di rafforzare la cooperazione nella lotta al terrorismo, per il contrasto al Movimento islamico del Turkestan Orientale (composto da combattenti uiguri) e altre forze terroristiche”, recita la nota ministeriale cinese. Durante l’incontro, i tre paesi hanno anche stabilito l’attuazione di una serie di accordi di scambio umanitario e formazione delle risorse umane precedentemente concordati, oltre a discutere l’estensione del Corridoio economico Cina-Pakistan al territorio afgano. I tre viceministri hanno discusso infine i preparativi in vista del secondo incontro tra i ministri degli Esteri dei tre paesi, che si terrà quest’anno in Afghanistan. La prima ministeriale trilaterale si è tenuta lo scorso dicembre.

Pechino è determinata ad avvalersi dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) e della cooperazione trilaterale con Kabul e Islamabad per arginare i flussi transfrontalieri di combattenti ed estremisti, e in particolare degli insorti separatisti nella regione autonoma turcofona di Xinjiang, dove è concentrata la minoranza musulmana uigura. Le autorità cinesi si sono mobilitate ormai da anni su più fronti, per impedire il rientro dei combattenti uiguri dai teatri di guerra in Siria e Iraq - e il loro reinsediamento non solo in Cina, ma nell’intera regione dell’Asia Centrale, dove a lungo termine potrebbero dar vita a una diaspora simile a quella tibetana, come paventato il mese scorso da fonti governative cinesi citate da “Eurasia Review”. L’approccio di Pechino pare poggiare, tra le altre cose, anche sull’inclusione dell’Afghanistan nell’ambizioso progetto della nuova Via della seta, realizzandovi forse la prima base militare terrestre cinese sul suolo straniero, una prospettiva che era già stata oggetto di indiscrezioni nei mesi scorsi. (Cip)
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