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Usa: violenze Minneapolis, il governatore del Minnesota mobilita la Guardia nazionale

New York, 29 mag 07:49 - (Agenzia Nova) - Il governatore dello Stato Usa del Minnesota, Tim Walz, ha mobilitato la Guardia Nazionale ieri, 18 maggio, per soffocare le proteste e i saccheggi a Minneapolis, dove lunedì scorso un afroamericano è stato ucciso da agenti di polizia durante un arresto. Le violenze si sono protratte nelle scorse ore nel quartiere di Longfellow, dove numerosi edifici commerciali e automobili sono stati dati alle fiamme, vandalizzati e saccheggiati. Le proteste della comunità afroamericana seguite all’uccisione di George Floyd, fermato dalla Polizia lo scorso lunedì 25 maggio, si sono protratte per due notti consecutive. Diversi negozi di Minneapolis hanno abbassato le saracinesche in anticipo ieri, in previsione di una nuova notte di violenze. L’amministrazione cittadina ha sospeso i servizi di trasporto pubblico, esprimendo “timore per la sicurezza dei passeggeri e del personale”. Nel pomeriggio di ieri la violenza ha travolto un grande magazzino di Target a St. Paul, dove diverse decine di persone a volto coperto hanno fatto irruzione e tentato di rubare la merce sugli scaffali. I saccheggi si sono poi estesi ai negozi della vicina University Avenue e in altre aree della città.

Centinaia di persone sono scese in strada a Minneapolis ieri, 27 maggio, dopo la morte di George Floyd, l'afroamericano deceduto il 25 maggio scorso mentre era sotto custodia della polizia. Secondo quanto riferito dai media Usa, la polizia ha fatto uso di proiettili di gomma, gas lacrimogeni e granate stordenti contro alcuni manifestanti dopo che la protesta, iniziata pacificamente, è degenerata con la vandalizzazione di esercizi commerciali e di veicoli delle forze dell'ordine. L’uccisione di Floyd, 46 anni, ha destato scalpore dopo la diffusione di un video che mostra l'uomo a terra con un ufficiale di polizia che preme il ginocchio contro il suo collo impedendogli di respirare. Gli agenti di polizia erano intervenuti in risposta a una chiamata da un negozio di alimentari che sosteneva che Floyd avesse utilizzato un assegno contraffatto per pagare la merce acquistata.

Le proteste sono iniziate ieri nella zona sud di Minneapolis, nei pressi del luogo in cui è avvenuto l’arresto dell’uomo, dove i manifestanti si sono seduti sulle strisce pedonali e hanno usato i propri veicoli per bloccare il traffico, e si sono intensificate durante la notte italiana. I manifestanti chiedono in particolare che vengano resi noti i nomi dei quattro agenti accusati dell’omicidio e le incriminazioni mosse nei loro confronti. I quattro sono intanto stati rimossi dall’incarico, come annunciato ieri su Twitter dal sindaco di Minneapolis, Jacob Frey. Inizialmente, gli agenti coinvolti erano stati messi in congedo retribuito, ma il loro status è stato presto cambiato in un vero e proprio licenziamento. Sul caso, oltre all'agenzia investigativa del Minnesota, sta indagando l'Fbi.

La presidente della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, ha detto ieri che George Floyd, l'uomo afroamericano morto a seguito di un violento arresto nel Minnesota, è stato "assassinato". Lo riporta il sito "The Hill". "L'abbiamo visto in televisione - è stato assassinato in televisione", ha detto Pelosi ai giornalisti riuniti in Campidoglio. Pelosi ha anche suggerito che gli ufficiali di polizia coinvolti dovrebbero essere ritenuti responsabili penalmente. "abbiamo visto un omicidio in televisione. E non si trattava di autodifesa". Apparendo all'emittente "Cnn", poco dopo, Pelosi è stata ancora più schietta, definendo la morte di Floyd "un'esecuzione". "L'abbiamo visto e non possiamo negarlo", ha detto Pelosi, aggiungendo che "bisogna fare giustizia." (Nys)
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