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Usa: continua lo scontro Twitter-Trump, “censurato” nuovo messaggio del presidente

New York, 29 mag 09:49 - (Agenzia Nova) - Prosegue lo scontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la sua piattaforma social preferita, Twitter. Questa mattina il capo della Casa Bianca si è visto censurare un nuovo messaggio a proposito delle violenze di Minneapolis dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte di un agente di polizia. Questa notte manifestanti hanno dato fuoco alla centrale di polizia della città del Minnesota. “Non posso restare a guardare quello accade a una grande città americana, Minneapolis. Un’assenza totale di leadership. O il debolissimo sindaco radicale Jabob Frey riporta la città sotto controllo, o invierò la Guardia nazionale e farò io il lavoro”, ha commentato Trump. Nella seconda parte del suo messaggio, poi censurata da Twitter, il presidente scrive: “Questa teppaglia sta disonorando la memoria di George Floyd, e io non lascerò che accada. Ho appena parlato con il governatore Tim Walz e gli ho detto che l’esercito è al suo fianco. Se ci saranno difficoltà assumeremo il controllo, ma quando il saccheggio inizia, le armi sparano”. Twitter ha deciso di moderare quest’ultimo tweet, lasciando tuttavia agli utenti la possibilità di visualizzarlo: “Questo Tweet ha violato le Regole di Twitter sull'esaltazione della violenza. Tuttavia, abbiamo deciso di non oscurarlo poiché potrebbe essere di pubblico interesse”.

La bufera tra le due parti è iniziata martedì 26 maggio, quando Twitter ha posto un “disclaimer” a corredo di un messaggio di Trump contro il voto per corrispondenza, rimandando ad articoli sul tema pubblicati da testate progressiste come la “Cnn” e il “Washington Post” e bollando quelle del presidente statunitense come “affermazioni senza fondamento”. La vicenda, inevitabilmente, ha fatto infuriare Trump che, il giorno dopo, è arrivato a minacciare (sempre su Twitter) la chiusura dei social network. Ieri Trump ha invece firmato un ordine esecutivo che potrebbe attribuire alle autorità federali il potere di punire Facebook, Google e Twitter per il modo in cui sorvegliano i contenuti online. Si tratta di una bordata contro la Silicon Valley che ha rapidamente scatenato sia l'opposizione del Partito democratico che le minacce di una sfida legale. L'ordine di Trump potrebbe potenzialmente annullare le protezioni legali di vecchia della Sezione 230, che impediscono ai giganti della tecnologia di essere ritenuti responsabili per il contenuto che consentono online e le loro decisioni di moderazione. La direttiva in particolare potrebbe dare modo alla Commissione federale per le comunicazioni di ripensare il campo di applicazione della legge. Un cambiamento potrebbe avere drammatiche implicazioni in termini di libertà di parola e conseguenze ad ampio raggio per un'ampia fascia di aziende che dipendono dal fare affari su Internet. Trump ha descritto l'ordine come un tentativo di eliminare i pregiudizi politici da parte delle più grandi piattaforme di social media del paese. (Nys)
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