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Difesa: emergenza Covid-19 ostacola accordo fornitura elicotteri Corea del Sud conteso tra Leonardo e Lockheed Martin

Londra, 25 mag 11:54 - (Agenzia Nova) - Le attuali restrizioni sul movimento stanno ostacolando l'accordo da 734 milioni di euro per la fornitura di elicotteri militari per la Corea del Sud conteso tra l'azienda statunitense Lockheed Martin e l'italiana Leonardo, la cui produzione di alcuni modelli di elicotteri è localizzata nel Regno Unito. Lo riferisce il quotidiano britannico "Financial Times". Le misure restrittive in atto rendono difficile chiudere l'accordo con il quale verrà scelta la società che fornirà 12 elicotteri antisommergibile, armamenti e supporto logistico alla marina sudcoreana. Solitamente prima di accordi di questo calibro alcuni esponenti dell'esercito sudcoreano visitano le società interessate per condurre test e valutazioni. Tuttavia, a causa delle restrizioni sul movimento e dell'obbligo di quarantena in molti paesi, queste visite sono state ritardate di mesi. Sia Lockheed Martin che Leonardo hanno rifiutato di rilasciare commenti riguardo alla situazione. L'agenzia governativa sudcoreana che si occupa dell'accordo ha reso noto che le negoziazioni stanno continuando, ma non ha aggiunto altro. Leonardo produce gli elicotteri AgustaWestland Wildcat a Yeovil, in Inghilterra, ed è l'attuale fornitore della Corea del Sud. L'azienda italiana è stata l'unica a presentare una proposta durante il primo round di offerte indetto dalla Corea del Sud nel 2018. Lockheed Martin si è invece offerta per il ruolo di fornitore nel 2019, proponendo il suo elicottero MH-6oR Seahawk, anche chiamato "Romeo". Secondo alcuni esperti del settore, il ritardo nella chiusura dell'accordo è solo una delle diverse problematiche. Infatti le aziende nel settore della difesa stanno riscontrando difficoltà causate non solo dalle restrizioni sul movimento e dalle misure di quarantena, ma anche da budget ristretti. Al momento i governi sono costretti ad utilizzare la maggior parte dei propri fondi nella risposta al coronavirus, e le necessità del settore della difesa passano automaticamente in secondo piano. (Rel)
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