ALGERIA

 
 

Algeria: Esercito, “non ci impegneremo mai in conflitti che non ci riguardano”

Algeri, 20 mag 2020 09:21 - (Agenzia Nova) - L'Esercito popolare nazionale algerino "non si impegnerà mai in conflitti in cui non ha alcuna relazione”. Lo ha affermato la stessa istituzione militare dell'Algeria in una nota. Commentando le forti voci che circolano in queste ore a Tripoli circa un possibile accordo militare del Governo di accordo nazionale libico (Gna) con Algeri, sulla falsariga di quello già sottoscritto con la Turchia, l'istituzione militare è intervenuta anche per fornire chiarimenti in merito alla "vasta controversia" causata dal progetto di modifica costituzionale, che dovrebbe revocare il divieto di partecipazione dell'esercito a missioni militari al di fuori del paese. Le voci, spiega il giornale “Echorouk”, sono iniziate a circolare dopo che un ufficiale militare di alto rango ha spiegato alla televisione di Stato algerina che esiste la possibilità che l'esercito compia missioni al di fuori del confine. "Il timore della proposta di inviare l'esercito fuori dal confine riflette la profondità della relazione emotiva tra l'esercito e il suo popolo", ha aggiunto la nota, spiegando che “i nemici dell'Algeria stanno cercando di pregiudicare il forte legame tra l'esercito e il suo popolo”.

L'esercito algerino "rimarrà il protettore del paese e del popolo” e “non si impegnerà mai in conflitti che non lo riguardano”, ma “agirà solo al servizio del popolo e degli interessi supremi della patria”. Le voci si una partecipazione dell'Algeria al conflitto libico sono emerse dopo che sono state avanzate delle modifiche alla bozza di costituzione e all'articolo 29, che proibisce all'esercito di intraprendere qualsiasi operazione al di fuori dei confini, e l'articolo modificato afferma: “L'Algeria si astiene dal ricorrere alla guerra a causa della violazione della legittima sovranità e la libertà degli altri popoli, e si sforza di risolvere le controversie internazionali con mezzi pacifici”. Nell'emendamento costituzionale è stato aggiunto il seguente paragrafo: "L'Algeria nel quadro delle Nazioni Unite, dell'Unione Africana e della Lega Araba, e nel pieno rispetto dei suoi principi e obiettivi, può partecipare alle operazioni di mantenimento della pace all'estero".

Si tratterebbe di una novità assoluta: l'ultima volta che l'esercito algerino è intervenuto al di fuori dei suoi confini è stato nel 1973, durante la guerra dello Yom Kippur contro Israele. Dopodiché, la costituzione del 1976 ha di fatto proibito all'Esercito algerino di schierarsi al di fuori del paese. L'emendamento proposto rappresenta una novità nella politica algerina di non intervento; novità forse dettata dai recenti sviluppi in Nord Africa e nella regione del Sahel. Del resto la sicurezza stessa dell'Algeria dipende dagli sviluppi in diversi paesi come Mali, Niger, Libia e Tunisia. La presenza di gruppi armati nella regione del Sahel, le diverse basi militari di paesi arabi concorrenti e occidentali in Mali e in Niger (si pensi ad esempio alla Francia), le tensioni e le guerre civili in paesi come la Libia potrebbero aver spinto il presidente Abdelmadjid Tebboune a proporre tale emendamento che consentirebbe, per la prima volta in assoluto, all’Esercito algerino di "partecipare" a operazioni di mantenimento della pace ma esclusivamente sotto il cappello dell'Onu, dell'Ua e della Lega araba. (Res)

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Emanuela Del Re
Rappresentante Speciale dell'Unione Europeaper il Sahel
20 luglio 2021


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