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Presidenziali Usa: ecco le tre donne in corsa per il ruolo di vice di Biden

Presidenziali Usa: ecco le tre donne in corsa per il ruolo di vice di Biden
New York , 22 mag 19:33 - (Agenzia Nova) - Uno dei più importanti nodi da sciogliere negli Stati Uniti prima delle elezioni del prossimo 3 novembre è quello legato alla figura che accompagnerà il candidato democratico Joe Biden nella corsa alla Casa Bianca. Si tratta di una questione tutt’altro che marginale: non solo per l’importanza che negli Usa ha storicamente il ruolo di vicepresidente, in particolare in fase di campagna elettorale, ma anche perché la scelta di Biden dirà qualcosa di più sulla direzione che l’ex vice di Barack Obama vorrà imprimere alla sua amministrazione in caso di vittoria contro il presidente Donald Trump. Oggi il senatore di Scranton, Pennsylvania, appare nei sondaggi in netto vantaggio rispetto all’inquilino della Casa Bianca: l’ultimo rilevamento, quello pubblicato da “Fox News” e che tanto ha irritato Trump, vede il candidato dem staccare di otto punti il presidente in carica. Ma la strada per il 3 novembre è ancora lunga e tanti sono i temi che, a partire dagli sviluppi dell’emergenza coronavirus, possono incidere sulla campagna elettorale e determinare, in un senso o nell’altro, l’esito delle elezioni.

Per ora Biden non ha sciolto le riserve sul suo “running mate” e ha fornito alla stampa poche indicazioni di sorta. Ieri il candidato democratico, ospite del “Late Show” con Stephen Colbert alla “Cbs”, è tornato sull’argomento e ha “giurato su Dio” di non aver ancora scelto. Ha detto di averne parlato con il suo ex capo Barack Obama, ma si è rifiutato di nominare alcuno fra i papabili. Quel che tuttavia è ormai chiaro è che, se dovesse approdare alla Casa Bianca, il senatore avrà come vice una donna. Stamattina, poi, Biden ha dato alla stampa uno dei pochi indizi utili e ha garantito che “ci sono diverse donne di colore prese in considerazione”. Tra queste potrebbero esserci la deputata della Florida Val Demmings, l’ex candidata a governatrice della Georgia Stacey Brams e l’ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Obama Susan Rice. Quest’ultima è recentemente balzata agli onori della cronaca per via della desecretazione di una sua email relativa al caso di Micheal Flynn, il suo successore nell’amministrazione Trump, incriminato per aver mentito al Federal Bureau of Investigation (Fbi) sui suoi rapporti con l’ex ambasciatore russo a Washington, Sergej Kisljak.

Al momento, tuttavia, la candidata favorita è senza dubbio Amy Klobuchar. La senatrice del Minnesota, classe 1960, sarebbe secondo alcune fonti stampa sotto lo “scrutinio” dei collaboratori di Biden. Nella sua intervista con Colbert, l’ex vice di Obama ha fatto sapere che il processo in realtà non è ancora iniziato ma entrerà “molto presto” nella sua fase “intensiva” e che “Amy” è una politica “di prim’ordine”. Il cosiddetto “scrutinio” sarà tutt’altro che superficiale. Della candidata verranno esaminate nel dettaglio vita pubblica e privata: situazione fiscale, discorsi pubblici, schede elettorali, relazioni personali, eventuali scandali dal passato. Non tutti sono disposti a sottoporsi al processo: la senatrice Jeanne Shaheen del New Hampshire ha già respinto l’invito di Biden. La Klobuchar è in ogni caso uno dei nomi più forti. Politicamente è considerata una moderata, dunque più vicina a Biden di quanto non siano le altre due favorite: Elizabeth Warren e Kamala Harris.

Proviene dal Minnesota, che è uno Stato storicamente democratico ma inserito in una regione, il Mid-West, il cui orientamento sarà con ogni probabilità decisivo per l’esito del voto come spesso è accaduto in passato. Qui, infatti, ha sfondato Trump nel 2016 facendo proseliti tra i lavoratori di un’economia ancora basata in massima parte su industria pesante e agricoltura. La Klobuchar ha un nonno di origine slovena che di mestiere faceva il minatore (il padre, Jim, è stato invece un giornalista sportivo). Biden ha recentemente avuto parole di elogio nei confronti della donna per il suo spirito combattivo mostrato durante le primarie democratiche di quest’anno (la Klobuchar si sarebbe ritirata solo a poche ore dal Super Martedì, lasciando il campo aperto alla vittoria di Biden). Particolarmente significativo, in questo senso, è il video con cui la donna ha annunciato la propria candidatura per le primarie, sotto una tempesta di neve e senza alcun ombrello a protezione. Si tratta di un profilo del tutto distante da quelli di Elizabeth Warren e Kamala Harris. La prima, il più noto tra i nomi papabili alla vicepresidenza dem, è un’esponente dell’ala progressista del Partito, più vicina alle posizioni del grande rivale di Biden durante le primarie, Bernie Sanders, che a quelle del candidato alla Casa Bianca.

Come sottolineava nella giornata di ieri la rivista “Politico”, tuttavia, nel tentativo di aumentare le proprie chance di essere presa in considerazione da Biden, la senatrice del Massachussetts ha ammorbidito la propria posizione sul Medicare for All, ovvero su un piano nazionale di assicurazione sanitaria per tutti i cittadini degli Stati Uniti. Quando entrambi erano in corso per le primarie dem, Biden e Warren si erano scontrati duramente sul tema. L’ex vice di Obama aveva definito “rabbioso”, “elitista” e “altezzoso” l’approccio della Warren; quest’ultima aveva invece accusato Biden di “concorrere per le primarie del partito sbagliato”. Oggi, dopo essersi ritirata dalla corsa alla candidatura democratica e aver annunciato il proprio appoggio a Biden, la Warren sembra aver modificato la propria posizione. “Credo che la gente voglia vedere un sistema sanitario migliore, e questo significa rafforzare l’Affordable Care Act”, ha detto in settimana agli studenti dell’Università di Chicago la senatrice del Massachussetts riferendosi al cosiddetto Obamacare, la riforma sanitaria varata nel 2010 dall’ex presidente statunitense.

Secondo l’analisi di “Politico”, la decisione della Warren di abbandonare una posizione più oltranzista sulla riforma sanitaria potrebbe segnalare l’intenzione della senatrice di avvicinarsi alla vicepresidenza in un’eventuale amministrazione Biden. Negli ultimi tempi la Warren ha anche espresso parole di elogio verso il candidato alla presidenza per le domande rivolte al segretario al Tesoro Steve Mnuchin in occasione dell’audizione al Senato di questa settimana e ha scritto un editoriale a quattro mani proprio con Biden incentrato sugli aiuti economici d’emergenza durante la pandemia di coronavirus. Secondo fonti citate da “Politico”, i collaboratori dei due hanno spesso lavorato a stretto contatto, in particolare su temi economici. “La Warren – scrive la rivista - sta cercando di dimostrare il proprio valore in una futura amministrazione Biden e il proprio interesse per l’incarico senza esplicitarlo troppo. Il suo Comitato di campagna per un cambiamento progressista è stato silenziato all’idea che la senatrice possa esser scelta come vicepresidente”. Biden potrebbe puntare su di lei per riavvicinare gli elettori del Partito democratico legati a Sanders. In realtà, non è affatto scontato che una tale operazione possa avere successo. Molti elettori di Sanders, infatti, continuano a considerare la Warren una delle principali ragioni della sconfitta del loro leader.

Un problema che non si potrebbe, invece, nel caso di Kamala Harris, 55 anni, californiana di origini giamaicane e indiane. La Harris, che si è ritirata ben prima della Klobuchar e della Warren dalle primarie (a dicembre 2019), potrebbe essere considerata dal team di Biden una chiave d’accesso ai voti delle minoranze, che però in realtà dovrebbero già essere appannaggio dei democratici. Anche in questo caso tornano utili le indiscrezioni di “Politico”, una delle voci dell’informazione Usa più vicina agli ambienti dem, che ricorda l’amicizia di lunga data tra la senatrice e il figlio ultimogenito di Biden, Beau. Molti influenti donatori del Partito democratico, inoltre, starebbero spingendo per la Warren poiché “la figlia di immigrati dall’India e dalla Giamaica sarebbe la scelta più logica per bilanciare un ticket con un bianco di oltre 70 anni”. Quel che è certo è che la corsa per la vicepresidenza di un’eventuale amministrazione Biden si fa sempre più serrata ed entra ora nella sua fase cruciale. (Nys)
 
 
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