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Cina: premier Li, "Un Paese, due sistemi" base dei rapporti con Hong Kong, Macao e Taiwan

Pechino, 22 mag 07:36 - (Agenzia Nova) - La Cina continuerà ad attuare il principio "Un Paese, due sistemi" nelle regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao, e si opporrà a qualsiasi forma di attività separatista che persegua "l'indipendenza di Taiwan". Lo ha dichiarato oggi, 22 maggio, il primo ministro cinese Li Keqiang, alla consegna del rapporto sul lavoro del governo in apertura della la terza sessione annuale della 13ma Assemblea nazionale del popolo cinese (Npc), a Pechino. "Attuiamo pienamente e fedelmente la politica di "Un Paese, due sistemi", in base alla quale il popolo di Hong Kong amministra Hong Kong e il popolo di Macao amministra Macao, con un alto grado di autonomia per entrambe le regioni", ha affermato Li. Il premier ha ribadito il pieno sostegno del governo centrale alle due regioni autonome, promettendo di aiutare entrambe a integrarsi meglio nello sviluppo complessivo della Cina.

È stato annunciato ieri che i legislatori cinesi delibereranno su un disegno di legge che rivedrà un progetto di decisione dell'Npc sull'istituzione e il miglioramento del sistema giuridico e dei meccanismi di applicazione per salvaguardare la sicurezza nazionale di Hong Kong. Illustrando il rapporto di lavoro del governo, il premier ha anche sottolineato la ferma opposizione del governo centrale a qualsiasi attività separatista che cerca "l'indipendenza di Taiwan", aggiungendo che il governo migliorerà gli accordi, le politiche e le misure istituzionali per incoraggiare gli scambi attraverso Stretto. Si è impegnato a proteggere il benessere dei connazionali a Taiwan, chiedendo allo stesso tempo sforzi comuni per contrastare le forze indipendentiste e promuovere la riunificazione della Cina.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha messo in guardia la Cina dalla possibile introduzione di una legge nazionale di sicurezza ad Hong Kong ieri, 21 maggio. “Se accadrà, affronteremo la questione con durezza”, ha dichiarato Trump nel corso di una conferenza stampa, commentando le anticipazioni diffuse per prima ieri dall’agenzia di stampa ufficiale cinese “Xinhua”. Secondo i media di Hong Kong, la legge di sicurezza potrebbe essere approvata in occasione della prossima Assemblea nazionale del popolo, e bandire formalmente qualunque atto riconducibile al separatismo, alla sedizione, all’interferenza straniera e al terrorismo nella ex colonia britannica, teatro lo scorso anno di massicce proteste anti-governative. Diversi esperti avvertono che la nuova legge potrebbe portare, tra le altre cose, alla criminalizzazione di chiunque critichi la leadership comunista cinese.

La nuova legge vieterebbe tutte le attività rivoluzionarie volte a rovesciare il governo centrale e contrasterebbe le interferenze provenienti dall'esterno. La fonte, che ha familiarità con gli affari di Hong Kong, ha affermato che Pechino ha concluso che è impossibile per il Consiglio legislativo (LegCo) della Regione amministrativa speciale approvare una legge sulla sicurezza nazionale dato il clima politico della città; proprio Hong Kong avrebbe chiesto all'Npc di intervenire e assumersi la responsabilità dell'intervento. "Se la legge sulla sicurezza nazionale non viene lanciata durante la sessione annuale dell'Npc, o poco dopo, c'è qualche garanzia che possa essere approvata dal LegCo nei prossimi due anni? Non possiamo più permettere atti come il vilipendio delle bandiere nazionali o deturpare l'emblema nazionale di Hong Kong", ha riferito una fonte citata dal quotidiano “South China Morning Post”.

Il quotidiano spiega che l'iniziativa per presentare il progetto di legge arriva mentre i delegati dell'ex colonia britannica si stanno preparando per incontrare Xia Baolong, direttore dell'ufficio di Hong Kong e Macao del Consiglio di Stato cinese. Anche Carrie Lam, capo esecutivo di Hong Kong, è arrivata a Pechino nella serata di oggi, ma secondo le fonti interpellate non si sarebbe unita ai delegati per l'incontro con Xia. Una bozza della risoluzione dovrebbe essere condivisa con i delegati in serata e presentata come una mozione all'Assemblea nazionale domani pomeriggio. Si prevede quindi che l'Npc voterà sulla risoluzione al termine della sessione annuale, che probabilmente si terrà il 28 maggio. La risoluzione verrà quindi inoltrata al Comitato permanente dell'Npc per tracciare i dettagli effettivi della legislazione.

Alcuni senatori degli Stati Uniti si preparano a reagire all’iniziava di Pechino presentando un disegno di legge bipartisan che sanzionerebbe i funzionari e le entità cinesi che applicano le nuove leggi sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, e penalizzano le banche che intrattengono rapporti commerciali con gli stessi. Lo riporta il "Wall Street Journal". l senatore Chris Van Hollen dei Democratici e il senatore Pat Toomey dei Repubblicani hanno dichiarato di aver lavorato sul disegno di legge, che mira a difendere i diritti umani a Hong Kong e ad esercitare pressioni sulla Cina affinché preservi lo status speciale del suo territorio. La decisione di oggi della Cina di imporre nuove leggi sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, limitandone l'autonomia, avrebbe reso secondo i senatori la legislazione più urgente e li ha spinti a occuparsi più rapidamente della questione. "Vorremmo imporre sanzioni a persone che sono complici della repressione illegale della Cina a Hong Kong", ha dichiarato Van Hollen. Ha definito la mossa di Pechino "una grave violazione" dell'accordo cinese con il Regno Unito per preservare la libertà e l'autonomia dell'ex colonia. Toomey ha definito la mossa della Cina "profondamente inquietante". (Cip)
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