ROMANIA

 
 
 

Romania: Bertola (Confindustria), superata fase peggiore Covid-19 ora pensiamo alla ripartenza

Bucarest, 14 mag 15:28 - (Agenzia Nova) - Le aziende italiane in Romania hanno sofferto economicamente sin dalle prime battute l’emergenza provocata dal Covid-19: Confindustria Romania, tuttavia, si è attivata da subito per limitare i disagi causati dal blocco e ora ci si concentra sulla ripartenza. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giulio Bertola, in un’intervista ad “Agenzia Nova”. “Dobbiamo tenere conto del grande legame industriale che esiste tra l’Italia, la Francia e la Germania con le produzioni industriali romene, rappresentato dalle filiere corte. Un problema che si è manifestato subito causato dal blocco della movimentazione di merci, dall’impossibilità di ricevere materie prime e semilavorati e conseguentemente il non poter inviare i prodotti completati. A questo naturalmente si è aggiunta la riduzione della mancanza di commesse causata proprio dal lockdown”, ha detto Bertola. Secondo il presidente di Confindustria Romania, “un problema che si dovrà risolvere nel breve è quello legato alla mobilità delle persone tra Stati. Ci sono manager e imprenditori che sono assenti dalla loro azienda da mesi, non riuscendo a raggiungere un altro Stato e non potendo far coincidere le quarantene doppie, ovvero quella del paese in ingresso e quella dopo al rientro nel paese da cui si era partiti”.

Bertola spiega che che gli effetti di questa straordinaria emergenza sanitaria hanno avuto un impatto devastante non tanto legato al territorio, quanto piuttosto ai settori. “A parte il timing di sviluppo dell’epidemia in Italia, primo Stato che ha affrontato questo problema senza le informazioni necessarie, gli altri paesi sono stati coinvolti in momenti diversi e con intensità differente, e conseguentemente hanno reagito in modo differente. Mentre se analizziamo l’economia, anche per settori, vedremo che certe categorie sono state fortemente penalizzate ovunque nel mondo, fino ad arrivare a dover chiudere”, ha spiegato il presidente di Confindustria Romania, che prende come esempio i settori turistico e ricettivo, e “tutte le aziende dell’indotto, come le lavanderie industriali di tovaglie e lenzuola, le aziende produttrici di detersivi per la pulizia dei locali, quasi tutte piccole e medie aziende. Quindi alla domanda lasciare il mercato romeno? La risposta è perché, quando si tratta di un’emergenza globale con effetti pressoché uguali ovunque?”. Bertola, quindi, prova ad analizzare la situazione a livello sociale ed economico. “Il Covid-19 ci lascerà un’economia da dopo guerra, quindi non lo vedo solo come un problema finanziario ma anche di visione e di capacità di reinventarsi degli imprenditori, nei fatti questo cambiamento ha solo anticipato alcuni aspetti evolutivi del nostro futuro lavorativo che prima o poi avremmo dovuto affrontare”, ha detto Bertola.

Secondo il presidente di Confindustria Romania, gli effetti della crisi si vedranno su alcuni mestieri. “Alcune professionalità spariranno e lo smart working modificherà, in parte, le nostre operatività, anche positivamente con vantaggi non da poco. Pensiamo all’ottimizzazione di costi di struttura per la riduzione degli spazi uffici, l’economia dei tempi e quindi una maggiore capacità e velocità nei contatti commerciali, e nella formazione delle reti. Ci saranno maggiori opportunità di investimento, certo, le prime saranno quelle su noi stessi. Avremo meno concorrenza, perché molti subiranno gli effetti del cambiamento cercando di contrastarlo, e altri invece lo sapranno interpretare ed accompagnare, per loro significherà nuove opportunità da dove trarre benefici per costruire il nuovo presente e il prossimo future”, ha detto Bertola. “Abbiamo già vissuto un prima e un dopo dell’episodio Torri gemelle, che ci ha lasciato un dopo profondamente cambiato, cosi sarà per il coronavirus, dopo nulla e nessuno sarà uguale a come era prima”, ha aggiunto il presidente.

Bertola ha fornito anche un suo parere sull’approccio utilizzato dalle autorità di Bucarest per affrontare la crisi. “Il governo romeno è stato molto reattivo, sempre nei limiti dettati da una situazione straordinaria, anche grazie all’utilizzo di ‘ordinanze militari’ che ne hanno permesso l’immediata applicazione. Sia sul piano sociale che economico, sono stati adottati provvedimenti importanti a supporto delle famiglie e delle imprese, come una sospensione di tributi e, unitamente alle banche, la sospensione dei mutui. Congedo medico per i lavoratori costretti a stare con i figli a casa dalla scuola, cassa integrazione straordinaria al 75 per cento dello stipendio per sostenere le aziende. Anche l’accesso al credito è stato agevolato perfezionando il programma ‘Imm Invest Romania’ a supporto della liquidità, con il credito garantito dallo Stato”, ha spiegato il presidente di Confindustria Romania. “Dal punto di vista sanitario dai dati che abbiamo, il contenimento dell’epidemia sembra aver avuto successo. Circa 16 mila casi confermati, 14.900 in quarantena circa mille decessi e quasi 7.800 casi di persone guarite. I test di prevenzione effettuati sono stati circa 280 mila”, ha spiegato Bertola, secondo cui “la Romania ha subito un rientro della diaspora di oltre un milione di persone nel periodo febbraio-aprile. Tutte queste persone provenivano da zone rosse e da paesi in piena emergenza sanitaria: Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Una buona organizzazione ai confini e una gestione molto rigida delle quarantene hanno sicuramente aiutato molto”.

Soffermandosi sul ruolo di Confindustria Romania, Bertola ricorda la sua recente elezione alla guida dell’associazione padronale, dopo tanti anni trascorsi nel mondo dell’imprenditoria. “Ho deciso di sciogliere la riserva e dare la mia disponibilità a ricoprire la massima carica associativa perché mi sono reso conto dell’importanza di affrontare un’emergenza sanitaria così importante e impattante potendo contare sulla mia ventennale esperienza confindustriale a livello internazionale. Questa decisione, maturata anche in famiglia, ha presupposto che come prima azione ci fosse quella di rimanere in prima linea, per garantire una presenza dei vertici associativi vicina costantemente agli imprenditori bloccati lavorativamente in Romania”, ha detto il presidente di Confindustria Romania. “Subito dopo abbiamo attivato uno strumento innovativo e tecnologico per azzerare le distanze tra associati. Un Crm (Customer Relationship Management) evoluto, in dotazione alla protezione civile italiana per gestire le comunicazioni tra cittadini e istituzioni, in occasione di casi estremi come terremoti, inondazioni o epidemie. Tramite questo strumento abbiamo creato Filo Diretto Romania, un canale continuo di dialogo con gli iscritti, indipendentemente da dove fossero ubicati nel Paese o all’estero. Un dialogo a 360 gradi, dall’affrontare problemi standard fino ad interventi in casi urgenti legati alla salute, alla permanenza sul territorio romeno, in casi di scarsa informazione sulle normative che abbiamo provveduto a rendere disponibili in lingua italiana subito dopo poche ore dalla loro ufficializzazione”, ha spiegato Bertola.

Il presidente, inoltre, ha spiegato che Confindustria Romania si è adoperata “per limitare i disagi causati dal blocco del trasporto delle merci, ci siamo implicati per agevolare la movimentazione delle persone e per ottenere una gestione adeguata delle necessarie quarantene”. Oggi, prosegue Bertola, “siamo concentrati sulla ripartenza, guardiamo molto avanti, come Confindustria Romania viviamo di progettualità e quindi sappiamo benissimo che la Fase 3 sarà determinante per la ripartenza, ma la vogliamo affrontare in sicurezza, mettendo la tutela sanitaria dell’individuo al centro di ogni azione. Imprenditori, manager e lavoratori, funzioni diverse con un unico denominatore, sono persone che producono valore per l’Impresa, per la società e per il sostentamento delle loro famiglie. La fase 3 presuppone il produrre e il distribuire convivendo con il coronavirus, almeno fino a quando non ci sarà una soluzione o cura definitiva”, ha concluso, preannunciando il progetto “Oltre Covid-19” che presto verrà presentato al pubblico. (Rob)
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