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Usa: direttore intelligence rivela nomi di funzionari di Obama coinvolti nell’”unmasking” di Flynn

New York, 14 mag 2020 07:03 - (Agenzia Nova) - Il direttore facente funzioni dell’Agenzia di intelligence nazionale statunitense, Richard Grenell, ha inviato a due senatori repubblicani una lista di 39 ex funzionari dell’amministrazione presidenziale Obama potenzialmente coinvolti nel cosiddetto “unmasking” del primo consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Donald Trump, Michael Flynn. Lo riferisce il quotidiano “Politico”, che ha ottenuto una copia del documento: in esso compaiono, tra gli altri, i nomi dell’ex direttore dell’Intelligence nazionale James Clapper, divenuto poi uno dei più vocali detrattori del presidente Trump; dell’ex direttore dell’Fbi james Comey; dell’ex capo del personale della Casa Bianca, Denic McDonough; l'allora ambasciatore Usa in Italia, John Phillips; e persino quello dell’ex vicepresidente Usa Joe Biden, candidato di fatto del Partito democratico alle prossime elezioni presidenziali. L’invio della lista è parte di una offensiva sempre più furiosa da parte dell’amministrazione Trump per far luce sulle origini dello scandalo “Russiagate”, che ha paralizzato l’attuale amministrazione presidenziale per quasi tre anni.

Le recenti polemiche legate alla pubblicazione di documenti dell’Fbi che dimostrerebbero la volontà di “incastrare” Flynn, inizialmente condannato per attività di lobbying non autorizzate con governi stranieri, e recentemente scagionato dal dipartimento di Giustizia, si uniscono a quello che Trump e i suoi sostenitori hanno già battezzato “Obamagate”: la divulgazione di documenti e resoconti che dimostrerebbero come l’amministrazione Obama si sia attivata, a pochi giorni dall’insediamento di Trump, per celare informazioni di intelligence ed ostacolare l’attività di governo dell’attuale amministrazione. La lista inviata da Grenell include i nomi di funzionari dell’ex amministrazione Obama che avrebbero ordinato la rimozione degli “omissis” sulla documentazione relativa alle indagini sul Russiagate. Tale operazione ha portato alla divulgazione alla stampa Usa dei nomi di Flynn e altre figure vicine a Trump alla vigilia e dopo l’insediamento del presidente alla Casa Bianca, alimentando lo scandalo “Russiagate” sino alla nomina del procuratore speciale Robert Mueller; l’indagine di Mueller, durata oltre due anni, non ha riscontrato evidenze di collusione tra la campagna di Trump e la Russia, ma ha comunque rappresentato un gravissimo danno d’immagine e legittimità per il presidente in carica. (Nys)
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