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Speciale energia: accordo Opec e alleati su taglio produzione ma manca il via libera dal Messico

Città del Messico, 10 apr 14:00 - (Agenzia Nova) - L'entrata in vigore dell'accordo sul taglio record alla produzione del petrolio, trovato dal cosiddetto gruppo "Opec+", "è condizionata" al via libera del Messico. È quanto si legge nella nota di chiusura del vertice straordinario dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) e gli alleati esterni all’organizzazione, guidati dalla Russia (Opec+). L'accordo - stretto per risollevare i prezzi del petrolio abbattuti dalla pandemia del nuovo coronavirus dalla guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e Russia -, stabiliva tagli pari ad oltre un quinto della produzione complessiva attuale. Il paese nordamericano, riportano i media locali, avrebbe rifiutato l'offerta di un taglio alla produzione pari a 400mila barili al giorno, lasciando i lavori della videoconferenza. Nella notte, la ministro dell'Energia, Rocio Nahle, rendeva nota su Twitter la controproposta del Messico: alla riunione Opec-non Opec indetta "per stabilizzare il prezzo del petrolio", il Messico ha "proposto una riduzione di 100mila barili quotidiani per i prossimi due mesi. Dei 1,781 milioni di barili di produzione che abbiamo riportato a marzo del 2020, caleremmo a 1,681 milioni di barili". L’annuncio dell'accordo era giunto al termine dei colloqui di ieri, 9 aprile, tra i membri dell’Opec+. Il taglio concordato dall’Opec e dall’Opec+ ammonta complessivamente a ben 10 milioni di barili di petrolio giornalieri, pari al 10 per cento delle forniture globali; ulteriori tagli per 5 milioni di barili giornalieri dovrebbero giungere da altri produttori per aiutare a superare la peggiore crisi petrolifera da decenni a questa parte. La domanda di petrolio greggio globale è crollata di 30 milioni di barili giornalieri – circa il 30 per cento delle forniture globali – a causa del blocco del traffico aereo e delle misure adottate dai governi per frenare la pandemia di coronavirus. Per quanto drastica, la misura adottata dall’Opec e dai suoi alleati esterni non basterà dunque a frenare l’accumulazione di riserve a livello globale. Non è affatto scontata, inoltre, l’adesione agli sforzi di riduzione della produzione globale di petrolio greggio da parte degli Stati Uniti, il cui presidente, Donald Trump, ha invece inviato un avvertimento all’Opec a risolvere la situazione, affermando che l’output Usa è già in calo a causa del crollo dei prezzi del barile di petrolio. (Mec)
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