ISRAELE

Mostra l'articolo per intero...
 
 
 

Israele: l'ipotesi di nuove elezioni (le quarte in un anno) si fa sempre più largo (4)

Roma , 08 apr 17:24 - (Agenzia Nova) - Un altro aspetto su cui Gantz e Netanyahu non sono d’accordo è l’annessione di circa il 30 per cento della Cisgiordania, in base al piano di pace presentato lo scorso 28 gennaio dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Gantz oggi ha dichiarato che il suo partito “vuole un governo nazionale di emergenza, ma non a ogni costo”. “Unire le forze durante la crisi è importante, ma in periodi come questo, la protezione della democrazia e lo stato di diritto per il futuro di Israele è critico”. Da parte sua, oggi il Likud ha fatto sapere che “dal primo momento è stato deciso che il governo di unità nazionale si sarebbe basato su due principi chiari: decisione condivisa su tutti i punti e avanzamento del processo di annessione della Cisgiordania”. “Purtroppo, all’ultimo momento Kahol Lavan si è tirato indietro da questi accordi, necessari per un governo equo”, si legge nella dichiarazione del Likud. Nel corso della teleconferenza di ieri di Elnet, il giornalista Amit Segal ha ricordato che “il 10 luglio inizierà il processo di annessione e, a causa del coronavirus, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non potrà agire”. Secondo il giornalista, Netanyahu vuole “lasciare un’eredità, vuole passare alla storia come un primo ministro che è andato avanti con l’annessione, non come un primo ministro incriminato”. “Sa che se si dimettesse, passerebbe alla storia come il primo premier a essere stato incriminato”. Inoltre, Netanyahu “vorrà procedere con l’annessione finché Trump sarà alla Casa Bianca”, circostanza non scontata dopo le elezioni finora previste a novembre. Da parte sua, l’altro giornalista che ha preso parte alla conferenza, Barak Ravid, ha evidenziato che “Netanyahu andrà avanti con l’annessione”, malgrado ci sia il parere negativo da parte dell’intelligence. La decisione di annettere parte della Cisgiordania, ha avvertito Ravid, potrebbe spingere l’Unione europea “a imporre sanzioni con l’aiuto di Ungheria e Repubblica Ceca”. Nel quadro del programma Horizon 2020, l’Ue ha stanziato circa 300 milioni di dollari per la ricerca e lo sviluppo, ma nel caso di annessione, ha aggiunto, Bruxelles potrebbe decidere di bloccare i finanziamenti in futuro. In generale, l’annessione “peggiorerebbe le relazioni di Israele con l’Ue e con gli Stati membri”, ha sottolineato Ravid. (segue) (Res)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE