ISRAELE

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Israele: l'ipotesi di nuove elezioni (le quarte in un anno) si fa sempre più largo (5)

Roma , 08 apr 17:24 - (Agenzia Nova) - Oggi sia il primo ministro palestinese, Mohamed Shtayyeh, che la Lega araba hanno messo in guardia da un’eventuale annessione della Cisgiordania a Israele. Nei giorni scorsi, anche l’associazione non governativa israeliana Commanders for Israel’s Security (Cis), al cui interno ci sono ex ufficiali militari ha messo in guardia dagli effetti dell’annessione, che potrebbe scatenare una reazione a catena, portando il collasso dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), che al momento controlla soltanto la Cisgiordania. La Striscia di Gaza, infatti, è guidata dal movimento palestinese Hamas dal 2007. "L'annessione unilaterale ha il potenziale per innescare una grave escalation e Israele non avrà alcun controllo su una possibile reazione a catena”, ha sottolineato il Cis la scorsa settimana, inviando una lettera a Israel Resilience, il partito di Gantz, per invitarlo a non procedere con l’annessione. L’annessione porterebbe al crollo delle agenzie di sicurezza palestinesi e dell'Autorità nazionale palestinese, secondo il Cis. In caso di collasso dell'Anp, sottolinea il Cis, Israele dovrebbe fornire servizi civili a 2,6 milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania. "Il costo annuale dell’assunzione della responsabilità della vita dei civili nei Territori raggiungerebbe i 52 miliardi di shekel”, ha detto il Cis. Tale azione unilaterale metterebbe anche "messo a repentaglio il trattato di pace e la cooperazione in materia di sicurezza con la Giordania, il coordinamento con le forze di sicurezza palestinesi e il carattere molto ebraico dello Stato", ha affermato ancora il gruppo di ex generali. Il Cis ha invitato le "agenzie governative" a tenere una conversazione trasparente e onesta sull'impatto dell'annessione prima del voto della Knesset e del governo. "Prima di prendere qualsiasi decisione sull'annessione, il governo dovrebbe condividere con il pubblico tutte i risvolti e la strategia di uscita dalla conseguente situazione militare, economica e politica”, ha concluso. A oggi, quindi, permane lo stallo nella formazione del governo, non solo per le divergenze tra le due parti, ma anche per la pandemia da coronavirus, da più parti proviene l’invito a evitare azioni unilaterali, mentre l’esecutivo uscente in un modo o nell’altro potrebbe beneficiare della gestione dell’emergenza sanitaria, anche nell'ipotesi di una quarta tornata elettorale. (Res)
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