REGNO UNITO

 
 
 

Regno Unito: Assange arrestato nell’ambasciata ecuadoriana a Londra

Londra, 11 apr 2019 11:55 - (Agenzia Nova) - Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è stato arrestato all’interno l'ambasciata ecuadoriana nel Regno Unito e resterà in custodia in una stazione di polizia nel centro di Londra sino a quando non sarà trasferito in tribunale. È quanto riferito da una nota della polizia metropolitana di Londra. "Julian Assange, 47 anni oggi, giovedì 11 aprile, è stato arrestato dagli agenti del Metropolitan Police Service (Mps) nell’edificio dell'ambasciata dell'Ecuador, in esecuzione di un mandato emesso dal Tribunale di Westminster il 29 giugno 2012,", si legge nella nota. "Si trova in stato di detenzione in una stazione di polizia del centro di Londra, dove rimarrà, prima di presentarsi davanti al tribunale di Westminster il più presto possibile", aggiunge la nota. Assange ha violato i termini dell’asilo politico concesso dalla sede diplomatica ecuadoriana.

Lo scorso 4 aprile Wikileaks aveva scritto su Twitter che il suo fondatore sarebbe stato espulso dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, in cui vive da circa sette anni, nel giro di “ore o giorni”. “Una fonte di alto livello all’interno del governo dell’Ecuador ha dichiarato a Wikileaks che Julian Assange sarà espulso nel giro di ore o giorni, con il pretesto dello scandalo Ina Papers”, ha scritto l’organizzazione. Il riferimento è a una serie di documenti rivelati lo scorso 25 marzo da Wikileaks, che dimostrerebbero il ricorso del presidente dell’Ecuador Lenin Moreno e della sua famiglia a paradisi fiscali.

Il governo dell’Ecuador, per parte sua, ha respinto "categoricamente le false notizie che sono circolate in questi giorni sui social network, molte delle quali diffuse da un’organizzazione legata al signor Julian Assange, sulla conclusione imminente dell’asilo diplomatico concessogli dal 2012”. Il ministero degli Esteri di Quito ha emesso un comunicato in cui afferma che le “informazioni” pubblicate “distorcono la realtà segnalando che l’Ecuador avrebbe raggiunto un accordo col Regno Unito per arrestare il signor Assange” nel momento in cui lascerà l’ambasciata.

“Il governo ecuadoriano osserva che queste menzogne ​​sono, in aggiunta, un tentativo di macchiare la dignità del paese”, prosegue la nota, ricordando che “l’Ecuador adotta le sue decisioni internazionali nell’esercizio della sua sovranità e con totale indipendenza dagli altri paesi” e che “concedere l’asilo diplomatico è una facoltà sovrana dell’Ecuador, che ha quindi il diritto di concederlo o revocarlo quando lo ritenga opportuno e senza consultare terzi”. Secondo il ministero degli Esteri, “il richiedente asilo e i suoi partner hanno espresso ancora una volta ingratitudine e mancanza di rispetto verso l’Ecuador, invece di mostrare gratitudine per un paese che lo ospita da quasi sette anni”.

Il comunicato difende il tentativo di “adottare un protocollo di convivenza per evitare che atti di cattiva condotta si ripetano in futuro” e ricorda che l’Assemblea nazionale dell’Ecuador, il parlamento unicamerale, con la decisione del 28 marzo scorso, ha chiesto al ministero degli Esteri di cercare di chiarire la partecipazione di Assange alla pubblicazione di informazioni private sul presidente della Repubblica; il ministero, pertanto, il 2 aprile, ha presentato una denuncia al relatore speciale sul diritto alla privacy delle Nazioni Unite.

“L’Ecuador desidera ribadire ancora una volta che applicherà al caso del signor Assange le disposizioni pertinenti del diritto internazionale, in particolare la Convenzione interamericana sull’asilo diplomatico del 1928 e del 1954, la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e il protocollo speciale dell’ottobre 2018. Secondo tale regolamento, Assange ha dei diritti ma anche degli obblighi da adempiere al cui rispetto sarà richiamato in ogni momento: nessuna persona sotto la giurisdizione dell’Ecuador è al di sopra della Legge”, conclude il comunicato.

Assange vive dal 2012 nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove si è rifugiato per sfuggire alla giustizia svedese per un presunto caso di violenze sessuali, ma soprattutto temendo di poter essere consegnato alla giustizia Usa, a causa della pubblicazione di documenti riservati della Casa Bianca. La permanenza si è prolungata perché le accuse in Svezia sono state ritirate, ma non quelle britanniche sulla violazione dei termini della libertà condizionata. (Res)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..
GRANDE MEDIO ORIENTE
EUROPA
AFRICA SUB-SAHARIANA
ASIA
AMERICHE