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Ue: Antonio Tajani (Ppe) eletto alla presidenza dell'Europarlamento

Bruxelles, 17 gen 2017 21:05 - (Agenzia Nova) - E' il candidato del Partito popolare europeo (Ppe), l'italiano Antonio Tajani, il nuovo presidente dell'Europarlamento. Tajani (Forza Italia), politico di lungo corso e già vicepresidente del Parlamento Ue dal 2014, vanta una lunga esperienza nelle istituzioni Ue. Eletto eurodeputato per la prima volta nel 1994, Tajani ha ricoperto in seguito la carica vicepresidente della Commissione europea con delega ai trasporti (2008-2010) e di vicepresidente della Commissione europea con delega all'industria e all'imprenditoria (2010-2014). "Credo nell'Europa, ma dobbiamo cambiare" ha detto presentando la sua candidatura stamattina a Strasburgo. "Serve un presidente – ha osservato Tajani – non un primo ministro, un presidente che abbia esperienza. Metto a disposizione i miei 23 anni di lavoro in queste istituzioni, per difendere volontà del parlamento di fronte al Consiglio e alla Commissione".

Tajani, parlando in aula a Strasburgo, si è detto convinto dell'esigenza un'Europa più democratica. "Non possiamo rinchiuderci nel castello di Bruxelles", ha detto Tajani secondo cui ora è necessario andare verso i cittadini. "Non ho un programma da presentare al parlamento – ha spiegato – perché il presidente del parlamento non può avere un programma personale. Il mio programma è il programma deciso dal parlamento frutto dell'accordo inter-istituzionale con la Commissione e il Consiglio". Dunque lotta al terrorismo, soluzione dell'immigrazione, lotta contro il cambio climatico, l'agenda digitale, la politica energetica, la Brexit ("dovremmo essere molto equilibrati – ha detto – difendere i diritti dell'Europa ma pensare che un domani la Gran Bretagna sarà un nostro importante interlocutore"), crescita e lavoro.

Tajani ha assicurato che sosterrà tutti i deputati e tutti i gruppi. "Bisogna difendere la democrazia" ha osservato Tajani, ricordando che "se non c'è democrazia non c'è libertà". Quest'ultima, ha ricordato Tajani, "è la chiave dell'Unione europea, è la chiave della nostra civilizzazione, della nostra storia e del futuro dell'Unione europea". Tajani già stamattina era considerato ampiamente favorito su Gianni Pittella, candidato per l'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento Ue (S&D), dopo l'annuncio dell'accordo tra i popolari e l'Alleanza dei Liberali e democratici (Alde), che rinunciava in tal modo alla candidatura del suo leader Guy Verhofstadt. "Il Ppe – ha spiegato il capogruppo Manfred Weber – ha sempre spinto per un approccio che sia basato sulla partnership. Rimarremo fedeli a questo principio. Vogliamo produrre risultati per i cittadini europei e garantire la stabilità dell'Europa". Secondo Verhofstadt l'accordo è "un primo passo importante per la costruzione di una coalizione pro-europea, per riformare e rafforzare l'Unione. Con Trump, con Putin e le altre sfide cui sta facendo fronte l'Europa, è essenziale che si cooperi per riformare la nostra Unione".

La corsa alla presidenza dell'Europarlamento è stata molto combattuta, con Pittella che dopo l'annuncio di Martin Schulz di non ricandidarsi per un terzo mandato aveva deciso di andare oltre i patti di coalizione tra Ppe e gruppo S&D, e con Tajani che è stato eletto solo al quarto scrutinio, ossia al ballottaggio, con 351 voti a favore contro le 282 preferenze di Pittella. "Non accetteremo mai – aveva detto Pittella l'11 novembre, annunciando la candidatura – un monopolio della destra sulle istituzioni Ue. Non è una questione di nomi, ma di idee e di principi. Vogliamo porre fine alla cieca austerità – aveva detto Pittella – e all'egoismo nazionale, che ha degradato l'Unione europea. Vogliamo proporre una visione basata sulle idee di sinistra, sui principi e le strategie alternative a quelli della destra". Pittella, al pari di Tajani, era considerato un candidato solido, con una lunga esperienza in Europarlamento di cui è stato vicepresidente tra il 2009 e il 2014.

Tajani è tuttavia riuscito a convogliare su di sé il maggior numero dei consensi. Giunge ora, però, la fase più difficile, con molti analisti convinti che la rottura del patto di coalizione Ppe-S&D possa creare un rallentamento dei lavori istituzionali. Grazie all'alleanza tra popolari e socialisti, infatti, la Commissione Ue poteva far affidamento su una solida maggioranza in Parlamento. L'approccio di Tajani è però quello giusto: "L'Unione europea – ha detto in una nota diramata nel tardo pomeriggio – è in acque agitate. Dopo la crisi dell'euro sono giunte quella dei rifugiati e della sicurezza. I cittadini europei si attendono una risposta dal Parlamento Ue". Tajani ha ricordato come non stia al presidente dell'Europarlamento, ma ai suoi membri, portare avanti l'agenda politica. "Come presidente – ha assicurato Tajani – mi impegno a essere neutrale, a servire tutti gli europei, focalizzandomi sulle cose che contano davvero: sicurezza, immigrazione e lavoro". (Beb)
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