SIRIA

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Siria: Trump ed Erdogan convergono su "zona di sicurezza", ma Manbij potrebbe far saltare il banco (5)

Roma, 16 gen 2019 18:20 - (Agenzia Nova) - Il deciso intervento militare della Russia nel conflitto, a partire dal settembre del 2015, sembrava aver posto una pietra tombale sull’ipotesi, che esponenti del governo turco avevano comunque continuato a far circolare negli anni successivi. Il riferimento di Trump è apparso dunque nient’affatto casuale. E infatti è bastata una nuova conversazione telefonica con Erdogan perché quell’idea si tramutasse in un’intesa di massima. Ieri il presidente turco ha fatto sapere che le due parti sono d’accordo sulla “zona di sicurezza” e che l’attuazione del piano, affidata alla Turchia, è ormai solo questione di “dettagli” da discutere nelle prossime ore. La cosa certa, secondo Erdogan, è che la zona dovrà essere liberata dai militanti delle Unità di protezione dei popoli. “Le Ypg non possono prendere parte a un progetto del genere. Sono terroristi. Possiamo lasciare quest’area ai terroristi? Per noi non c’è alcuna differenza tra Daesh e Ypg”, ha dichiarato Erdogan utilizzando l’acronimo arabo di Stato islamico. Tuttavia, ha precisato Erdogan, occorre “definire che tipo di sostegno logistico sarà fornito dagli Stati Uniti o da altri partner della coalizione, non solo per mettere in sicurezza l’area ma anche per ricostruirla in vista del ritorno dei profughi siriani”. A questo proposito, ha suggerito il presidente turco, potrebbe essere coinvolta l’Agenzia turca per lo sviluppo urbano (Toki). “Se i nostri partner della coalizione di sosterranno finanziariamente, potremo fornire sicurezza a tutta questa gente. Si tratterebbe anche di un modo per fermare i flussi migratori”, ha osservato Erdogan. (segue) (Gmr)
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