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Egitto-Italia: ministro degli Esteri Shoukry su caso Regeni, importante perseguire interessi comuni

Il Cairo, 05 mag 2016 10:19 - (Agenzia Nova) - Italia ed Egitto dovrebbero perseguire "interessi comuni" che non vadano a "beneficio di una sola parte". E’ quanto affermato dal ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, in merito alle ultime dichiarazioni dell’omologo italiano, Paolo Gentiloni sul caso del ricercatore Giulio Regeni. “Ho seguito con preoccupazione le dichiarazioni fatte negli ultimi giorni dal ministro degli Esteri italiano sul caso di Giulio Regeni – ha detto Shoukry secondo quanto riferisce un comunicato del suo dicastero – e queste affermazioni non rispondono ad interessi comuni tra i due paesi, né riflettono la cooperazione mostrata fin dall’inizio da parte egiziana riguardo a questo incidente. Piuttosto riflettono gli interessi di una sola parte”. Shoukry ha confermato che il suo paese continuerà a condividere informazioni con la parte italiana riguardo agli sviluppi nell’inchiesta sull’uccisione di Regeni. “L’Egitto continuerà a informare la parte italiana sugli sviluppi del caso con credibilità e trasparenza”, ha aggiunto il ministro.

Le autorità egiziane hanno acconsentito a cedere agli investigatori italiani i tabulati telefonici necessari a condurre le indagini sul sequestro del dottorando italiano, torturato e ucciso in Egitto lo scorso febbraio. Proprio il rifiuto delle autorità egiziane a collaborare alle indagini sulla morte del 28enne avevano spinto Roma a richiamare il proprio ambasciatore al Cairo, Maurizio Massari. Gli investigatori italiani hanno chiesto le registrazioni dei telefoni di 13 cittadini egiziani che erano in contatto con Regeni, e hanno ottenuto parte del materiale probatorio. Ieri sera il capo del Dipartimento per la cooperazione internazionale della procura generale egiziana, Kamel Samir, contattato telefonicamente da “Agenzia Nova”, aveva parlato di una "svolta" nel caso, confermando che una delegazione del ministero dell’Interno italiano si recherò al Cairo sabato prossimo, 7 maggio, su invito della procura egiziana.

"La delegazione non incontrerà il procuratore generale, Nabil Sadeq”, aveva detto ancora il funzionario egiziano, che non ha voluto fornire ulteriori dettagli sui tabulati telefonici forniti dalle autorità del Cairo all’Italia. Samir, inoltre, ha riferito che un rappresentante della procura generale egiziana parteciperà alla riunione fra i funzionari italiani e quelli egiziani. “La cooperazione fra la controparte italiana e la procura generale non si è mai interrotta e intendiamo proseguirla”, ha aggiunto Samir. (Cae)
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