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Coronavirus: altri cinque contagi in Libia, salgono a otto i casi confermati

Tripoli, 29 mar 18:25 - (Agenzia Nova) - Altri cinque casi di coronavirus sono stati segnalati oggi nella città costiera libica di Misurata, circa 210 chilometri a sud-est di Tripoli, dal Centro nazionale per il controllo delle malattie in Libia. Sale così a otto il totale delle persone risultate positive al test del virus Sars-Cov-2, responsabile della pandemia di Covid-19, nell’ex Jamahiriya del defunto colonnello Muammar Gheddafi. Tutti i contagi sono stati segnalati nelle città di Tripoli e di Misurata, nella regione occidentale della Tripolitania teatro di scontri armati tra le forze del Governo di accordo nazionale (Gna) e dell'Esercito nazionale libico (Lna). Il primo caso di Covid-19 in Libia è stato confermato il 25 marzo scorso in un paziente rientrato dall’Arabia Saudita. Altri due contagi sono stati annunciati ieri, sabato 28 marzo. Fra gli otto casi ufficiali non risulta l'ex premier della Libia Mahmoud Jibril, 67 anni, risultato positivo al coronavirus in Egitto. Proprio oggi l’organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw) ha lanciato un appello rivolto alle autorità libiche per limitare la diffusione del nuovo coronavirus nelle sovraffollate strutture di detenzione e nei centri per migranti, sfollati e rifugiati. Al riguardo, la procura della Libia ha ordinato il rilascio di 466 detenuti, mentre secondo il sito web informativo “Libya Observer” è in programma un’amnistia per chi ha già scontato metà della pena, per gli anziani e per le persone affette da problemi di salute. Intanto è scattata a Tripoli una campagna per sterilizzare i centri di detenzione dei migranti, sulla base di un piano d'azione preparato dalla Direzione per la lotta alla migrazione illegale (Dcim) in coordinamento con l'ufficio in Libia dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). (segue) (Lit)
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