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Coronavirus: Brasile limita l'ingresso di stranieri in Brasile attraverso i porti del paese

Brasilia, 27 mar 01:51 - (Agenzia Nova) - Il governo brasiliano ha emesso un'ordinanza che limita l'ingresso di stranieri in Brasile attraverso i porti del paese. La restrizione è valida per 30 giorni per gli stranieri di tutte le nazionalità, incluso l'equipaggio di bordo. La misura segue la raccomandazione dell'Agenzia di vigilanza sanitaria (Anvisa) a causa della pandemia del nuovo coronavirus. In precedenza l'Agenzia nazionale del trasporto acquatico (Antaq) aveva già limitato lo sbarco di stranieri da alcuni paesi, ora tuttavia non ci saranno differenze di nazionalità.

L'ordinanza è stata firmata dai ministri della Casa Civile, Braga Netto, della Giustizia e pubblica sicurezza, Sergio Moro, delle Infrastrutture, Tarcísio Gomes, e della Salute, Luiz Henrique Mandetta. "Lo sbarco sarà autorizzato in via eccezionale se è necessaria assistenza medica o per il collegamento del ritorno aereo al paese di origine", afferma il testo. La restrizione all'ingresso nel paese non si applica ai brasiliani, agli immigrati residenti in Brasile, ai professionisti che lavorano per un'organizzazione internazionale e ai parenti diretti dei brasiliani. Coloro che non rispetteranno le misure saranno soggetti a espulsione.

Il Brasile aveva già disposto la chiusura delle frontiere terrestri con i paesi sudamericani e chiuso gli aeroporti - per un periodo di trenta giorni - ai voli provenienti da una serie di paesi: gli stati membri dell'Unione europea, il Regno Unito, l'Irlanda del nord, la Svizzera, la Norvegia, l'Islanda, la Cina, il Giappone, la Malesia, la Corea del Sud e l'Australia. Un veto che non riguarda il traffico merci e non si estende ai cittadini brasiliani provenienti dai paesi considerati a rischio, ai membri delle missioni diplomatiche o agli stranieri con famiglia in Brasile. Brasilia sta inoltre lavorando a una serie di misure economiche per lenire gli effetti dell'emergenza.

Per tentare di contenere la diffusione del virus, è stata adottata la disposizione che prevede la chiusura obbligatoria di tutti gli esercizi commerciali e servizi considerati non essenziali nelle città di San Paolo e Rio de Janeiro. In entrambe le capitali, la misura è stata attuata gradualmente, fino alla disposizione di chiusura totale a partire da oggi. In tutte le altre capitali del paese, e numerosi municipi decreti simili sono stati adottati ed entrati in vigore in momenti differenti a partire dalla scorsa settimana e fino ad oggi. In particolare a San Paolo, il governatore Joao Doria ha ordinato la chiusura di stabilimenti commerciali nei 645 comuni dello stato. La quarantena durerà fino al 7 aprile e può essere estesa. Nella città di Rio de Janeiro, il sindaco Marcelo Crivella ha deciso la chiusura degli esercizi commerciali a tempo indeterminato. Bar e ristoranti potranno funzionare per consegne a domicilio. In generale nello stato di Rio de Janeiro sono sospese partite di calcio e chiusi cinema e teatro.

ll presidente Bolsonaro, tuttavia, fautore di una linea meno allarmistica sull'emergenza, ha più volte criticato le misure adottate dai diversi stati, considerandole "eccessive" rispetto alla reale portata della crisi, soprattutto relativamente alle restrizioni agli spostamenti tra i diversi stati e i municipi all'interno degli stati. Nella tarda serata di mercoledì il presidente, Jair Bolsonaro, era intervenuto in un messaggio alla nazione criticando "alcune poche autorità statali e municipali" del paese, invitandole ad "abbandonare il concetto di terra bruciata, la proibizione dei trasporti, la chiusura dei negozi e l'isolamento di massa". Il presidente ha assicurato che l'emergenza si sta affrontando e che "in breve passerà". La "nostra vita deve continuare. I posti di lavoro devono essere mantenuti. Il sostegno alle famiglie deve essere salvaguardato. Dobbiamo tornare alla normalità", ha detto Bolsonaro.

Parole contestate, con toni più o meno accesi, da 24 governatori di 27 e dal Fronte nazionale dei sindaci brasiliani (Fnp), associazione che riunisce i sindaci di 406 municipi brasiliani con più di 80 mila abitanti. "Il futuro del Brasile una volta superata la pandemia di coronavirus lo stiamo scrivendo adesso, adottando la decisione di mantenere l'imposizione di isolamento sociale. Come sindaci abbiamo la "responsabilità" di continuare a seguire le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e del ministero della salute, fino ad oggi allineate con l'organismo globale. L'Fnp definisce l'azione di Bolsonaro "isolata" e chiede "una leadership necessaria e costituzionale" da parte del governo federale. "I costi dell'emergenza sanitaria non devono essere limitati e possono essere finanziati dal debito pubblico, come raccomandato dalle organizzazioni internazionali, come il Fondo monetario internazionale (Fmi) e gli economisti più liberali del mondo", scrivono i sindaci.

Il ministero della Salute brasiliano ha divulgato il bilancio aggiornato dei contagi registrati sul proprio territorio. Sommando i dati provenienti dai dipartimenti della Salute di ciascuno stato, il numero complessivo di contagi è salito a 2915 in crescita rispetto al numero di 2433 registrato ieri, 26 marzo. Il numero dei morti ha raggiunto la cifra di 77, in crescita rispetto al numero di 57 registrato ieri. Anche il tasso di letalità del Covid-19 (rapporto tra il numero di ammalati e il numero di morti) in Brasile è passato dal 2,4 per cento di ieri al 2,7 per cento di oggi. La maggior parte dei casi, 1052, sono stati registrati nello stato di San Paolo. Secondo stato per numero di infettati, 421, quello di Rio de Janeiro, seguito dallo stato di Cearà, con 235 contagi, dal Distretto federale con 200, Rio Grande do Sul con 168 contagi e Minas Gerais con 153.

La crescita repentina dei casi era stata prevista dal ministro della Salute brasiliano, Luiz Henrique Mandetta, che la scorsa settimana aveva dichiarato che il sistema sanitario nazionale dovrebbe raggiungere il collasso entro la fine di aprile. Il ministro riferiva che i contagi da coronavirus dovrebbero crescere in Brasile in un periodo compreso tra aprile e giugno di quest'anno, quando inizierà una tendenza a rallentare. Nel mese di luglio i numeri dovrebbero rimanere stazionari prima di iniziare a mostrare una tendenza al ribasso a partire da agosto".

Per far fronte all'emergenza ministero della Salute brasiliano ha stanziato oggi altri 600 milioni di real (110 milioni di euro) per rafforzare il piano di emergenza conto la pandemia di coronavirus (covid-19). Si tratta del secondo importante stanziamento dopo quello da 400 milioni di real (72 milioni di euro) disposto questo mese. I fondi saranno ripartiti tra stati e municipi impegnati in prima linea nelle azioni di contenimento della diffusione del virus. Le risorse saranno distribuite in maniera proporzionale al numero di abitanti in ciascuno stato. Anche in questo caso secondo le indicazioni del ministero della Salute ciascuno stato potrà disporre in che misura distribuire i fondi tra i vari municipi in base alle necessità. Il denaro potrà essere utilizzato in azioni di assistenza, o per aumentare la capacità ricettiva degli ospedali o per istituire nuovi centri medici dove curare i malati di covid-19. (Brb)
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