SOMALIA

 
 
 

Somalia: da Fmi e Banca mondiale via libera a riduzione debito, le sfide che attendono il paese

Mogadiscio, 26 mar 18:25 - (Agenzia Nova) - Con una decisione attesa da anni, il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Banca mondiale hanno finalmente dato il via libera alla riduzione del debito della Somalia. Nell’annunciare ieri la decisione, i due istituti finanziari hanno constatato che il governo federale somalo ha preso le misure necessarie per ottenere la riduzione del debito nell'ambito dell'iniziativa Hipc (Paesi poveri fortemente indebitati), lanciata nel 1996 congiuntamente da Fmi e Banca mondiale allo scopo di aiutare i paesi in via di sviluppo a portare il loro debito pubblico a un livello sostenibile, a condizione che i loro governi dimostrino di raggiungere determinati livelli di efficienza nella lotta alla povertà. La Somalia diventa così il 37mo paese a raggiungere questo traguardo, noto come “punto di decisione” nell'ambito dell'iniziativa Hipc, che consentirà a un paese devastato da decenni di guerra e instabilità di ricostruire relazioni con le istituzioni finanziarie internazionali dopo quasi 30 anni, ovvero dallo scoppio del conflitto civile nel 1991, e di ricevere sovvenzioni nell'ambito di oltre 50 miliardi di aiuti d'emergenza messi a disposizione dall’Fmi per la risposta alla pandemia di Covid-19. La riduzione del debito, si legge nel comunicato dell’Fmi, aiuterà inoltre la Somalia a realizzare cambiamenti duraturi per i suoi cittadini, consentendo di ridurre irrevocabilmente il proprio debito da 5,2 miliardi di dollari alla fine del 2018 a 557 milioni di dollari in termini di valore attuale netto (Van) una volta che raggiungerà il cosiddetto “punto di completamento” Hipc in circa tre anni di tempo.

Nel commentare la decisione, la direttrice operativa dell’Fmi, Kristalina Georgieva, si è congratulata con il governo e il popolo somalo per i loro intensi sforzi negli ultimi anni che hanno portato a questo importante traguardo. “Gli sforzi di riforma riusciti hanno gettato le basi per una crescita economica inclusiva e per rispondere ai bisogni delle persone più vulnerabili del paese. Il lavoro deve continuare a sostenere e ad espandere l'attuazione di queste riforme mentre la Somalia inizia un nuovo capitolo della sua storia. Sono fiduciosa nel fatto che per il popolo della Somalia si prospetti un futuro più resiliente e prospero”, ha aggiunto. “Accogliamo con favore gli sforzi della Somalia per ripristinare la stabilità, impegnarsi con i creditori e adottare una strategia di riduzione della povertà”, ha dichiarato da parte sua David Malpass, presidente del Gruppo della Banca mondiale. “La ripresa di finanziamenti regolari alla Somalia è un punto di riferimento importante e non vediamo l'ora di ulteriori progressi economici e sociali”, ha aggiunto. Il primo ministro somalo Hassan Ali Khayre ha accolto con favore l’annuncio, definendolo una “pietra miliare” per la Somalia e il suo percorso di sviluppo. “Il governo e il popolo della Somalia sono molto soddisfatti della decisione dell’Fmi e del Gruppo della Banca mondiale che consente alla Somalia di impegnarsi nuovamente con le istituzioni finanziarie internazionali. Questa decisione rappresenta una pietra miliare che offre ampie opportunità per la Somalia, che persegue incessantemente il suo processo di riforma e il suo programma di ripresa e sviluppo. Il percorso che ha portato a questa decisione ha richiesto un duro lavoro, dedizione e collaborazione. Il governo federale somalo esprime il proprio apprezzamento all'Fmi, al Gruppo della Banca mondiale e ai partner per il loro costante sostegno e al popolo somalo per la pazienza e la resilienza dimostrata”, ha aggiunto Khayre.

Nel motivare la decisione, Fmi e Banca mondiale hanno elogiato le autorità della Somalia per essersi impegnate a mantenere la stabilità macro-economica, ad attuare una strategia efficace di riduzione della povertà, a mettere in atto una serie di riforme incentrate sulla stabilità fiscale, a migliorare la governance e la gestione del debito, a rafforzare le condizioni sociali e a sostenere la crescita inclusiva al fine di raggiungere il punto di completamento Hipc. Le due istituzioni, si legge nella nota, continueranno a lavorare insieme per fornire l'assistenza tecnica e gli orientamenti politici di cui le autorità hanno bisogno per raggiungere questi obiettivi. Inoltre, la Banca mondiale sta prendendo in considerazione una serie di nuovi investimenti diretti esteri incentrati sull'immediato soccorso per le comunità colpite dalle inondazioni, dall'invasione delle locuste e per preparare il paese alla minaccia del Covid-19. La decisione, come ammesso dallo stesso istituto con sede a Washington, è stata resa possibile anche grazie ai contributi dei paesi membri di tutte le regioni e livelli di reddito, in particolare Italia, Norvegia, Qatar e Regno Unito, insieme all'Ue, i cui interventi hanno catalizzato il sostegno e fornito risorse finanziarie necessarie per aiutare la Somalia a raggiungere il punto decisionale.

Un ringraziamento all’Italia e ai partner internazionali della Somalia è giunto dal presidente somalo Mohamed Abdullahi Mohamed “Farmajo”, che in una nota ha elogiato la cooperazione di alto livello tra il governo somalo e le istituzioni finanziarie, in particolare la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e il Gruppo della Banca africana di sviluppo (Afdb), ribadendo al contempo l'impegno dell'amministrazione nei confronti degli sforzi di ripresa economica. “Mi congratulo con tutti per gli sforzi fatti, in particolare la ristrutturazione dei nostri sistemi finanziari nazionali negli ultimi tre anni. Questa storica decisione, che d'ora in poi consentirà al nostro paese di interagire nuovamente con le istituzioni finanziarie internazionali, è il risultato degli instancabili sforzi per far crescere la nostra economia e migliorare la prosperità finanziaria”, ha detto Farmajo, riconoscendo il contributo fondamentale del sostegno di “amici e partner” della Somalia come Italia, Norvegia, Regno Unito, Qatar e Unione europea “per il loro continuo sostegno alla ripresa dell'economia della Somalia”.

L’Italia, del resto, è stato fra i paesi maggiormente impegnati a raggiungere l’obiettivo di riduzione del debito somalo, come sottolineato in un comunicato del ministero dell’Economia e delle finanze (Mef). L’Italia, si legge nella nota, “ha svolto un ruolo di primaria importanza nel conseguimento di tale risultato attraverso l’erogazione di un prestito ponte, che ha consentito di portare a termine la cancellazione dei debiti arretrati della Somalia verso il Fondo monetario (operazione indispensabile per permettere l’accesso ai programmi di assistenza del Fondo). Analoghe operazioni sono state svolte presso la Banca mondiale e la Banca africana di sviluppo con il supporto del Regno Unito e della Norvegia. Il prestito ponte dell’Italia – prosegue il comunicato – ha avuto durata intra-giornaliera (ovvero è stato rimborsato nell’arco della stessa giornata lavorativa dell’erogazione) e non ha comportato oneri per l’Italia. L’intervento italiano si inserisce in un più ampio quadro di cooperazione internazionale, finalizzato a ridurre il debito pubblico somalo per alleviare la povertà e avviare un processo di sviluppo sostenibile di lungo periodo del paese africano”, conclude la nota del Mef.

Contattata da "Agenzia Nova", anche la viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Emanuela Del Re, ha espresso "grande soddisfazione" per l’avvio del programma di assistenza a favore della Somalia adottato ieri da Fmi e Banca mondiale, sottolineando il ruolo primo piano svolto dal nostro paese. "L’Italia ha svolto un ruolo di cruciale importanza per ottenere questo importante risultato grazie all’erogazione di un prestito ponte (poi immediatamente rimborsato nell’arco della stessa giornata) che ha consentito di portare a termine la cancellazione dei debiti arretrati della Somalia verso l'Fmi. Questa operazione era indispensabile per permettere al governo di Mogadiscio di accedere ai programmi di assistenza Fmi nell’ambito dell’iniziativa Hipc (Heavily Indebted Poor Countries)", ha spiegato Del Re. "L’impegno del nostro paese nei confronti della Somalia non si esaurisce con il prestito ponte: la Cooperazione italiana ha infatti allo studio un contributo di 10 milioni di dollari a dono per contribuire al programma finanziario di sostegno alla Somalia su cui stanno lavorando i donatori bilaterali e multilaterali. Queste iniziative si inseriscono nel solco dell’azione costantemente perseguita dall’Italia a sostegno del consolidamento politico e della ricostruzione economica della Somalia, per la quale il nostro paese svolge e continuerà a svolgere un ruolo preminente", ha aggiunto la viceministro.

Ma la riduzione del debito non è l’unica misura presa dalle istituzioni finanziarie internazionali a sostegno della Somalia. Oltre alla storica decisione, il Consiglio direttivo dell’Fmi ha infatti approvato accordi triennali nell'ambito dell'Extended Credit Facility (Ecf) e dell'Extended Fund Facility (Eff) per un importo di 395,5 milioni di dollari. Il programma sosterrà l'attuazione da parte delle autorità del loro ambizioso programma di riforme e catalizzerà il finanziamento agevolato dei donatori, aiutando il paese ad attuare il suo piano di sviluppo nazionale per costruire una maggiore resilienza economica, promuovere una crescita più elevata e inclusiva e ridurre la povertà. “Il nuovo programma economico triennale delle autorità è una risposta ambiziosa e adeguata alle sfide macro-economiche della Somalia. Il costante impegno di riforma, unitamente all'assistenza tecnica necessaria, sarà fondamentale per raggiungere gli obiettivi del programma, nonché per garantire una crescita più elevata e inclusiva. Le autorità devono continuare a rafforzare la cooperazione tra il governo federale della Somalia e gli Stati federati”, ha dichiarato la direttrice dell’Fmi, Georgieva, al termine della riunione del board del Consiglio direttivo che ha preso la decisione. “È necessaria una rapida attuazione della legge sulla gestione delle finanze pubbliche della Somalia, unitamente agli sforzi per rafforzare la gestione del debito e garantire un approccio conservativo a qualsiasi prestito futuro per ridurre al minimo il rischio di ricadere nell'angoscia del debito”, ha poi aggiunto Georgieva, che ha poi invitato le autorità somale a sostenere la creazione di un Ufficio statistico nazionale indipendente e a dotarsi di un piano d'azione per le statistiche macro-economiche. “La pandemia globale di Covid-19 e l’invasione di locuste del deserto comportano nuovi rischi per le prospettive e il programma di sviluppo. A questo proposito, il forte sostegno della comunità internazionale rimane fondamentale”, ha concluso.

Secondo l’Fmi, nonostante il contesto resti difficile dal punto di vista della sicurezza, politico e climatico, la Somalia ha compiuto passi in avanti nell'attuare le riforme economiche. La crescita economica e l'inflazione sono state relativamente stabili: nel 2019, si stima che il prodotto interno lordo (Pil) sia cresciuto del 2,9 per cento, tuttavia l'impatto della recente invasione di locuste del deserto e della pandemia di coronavirus rende inevitabilmente meno sicure le prospettive a breve termine. I dati fiscali riflettono invece la buona performance fatta registrare nel 2019, con i ricavi delle entrate nazionali che hanno superato gli obiettivi indicativi stabiliti nel Programma di monitoraggio dell’Fmi, determinando un lieve avanzo fiscale. In tale contesto, i nuovi accordi di finanziamento triennali dell'Fmi mirano ad ancorare le politiche a medio termine durante il periodo tra la decisione Hipc e i punti di completamento. Il programma, in particolare, mira a guidare le politiche fiscali attraverso un solido quadro fiscale a medio termine (Mtff) e a equilibrare le priorità di sviluppo e la sostenibilità fiscale dell’economia somala.

Il programma mobiliterà inoltre ulteriormente le entrate nazionali per sostenere l'autosufficienza, la fornitura di servizi pubblici e la stabilità sociale. Tuttavia, lo spazio fiscale rimarrà limitato: per garantire la disponibilità di risorse sufficienti per le spese di sviluppo critiche, è stato quindi fissato un massimale per le spese per la compensazione e l'uso di beni e servizi. Le spese continueranno a essere limitate dalla dimensione complessiva delle entrate, con un limite zero all'accumulo di nuovi debiti. Inoltre, il programma attribuisce un'importanza cruciale al mantenimento e all'approfondimento delle relazioni fiscali intergovernative. Tra gli altri obiettivi che il programma si prepone ci sono quello di approfondire e ampliare le riforme in corso di gestione del finanziamento pubblico; migliorare le politiche e le capacità della Banca centrale; rafforzare il quadro di vigilanza sulla stabilità finanziaria; sostenere gli sforzi per migliorare la governance e la strategia nazionale anti-corruzione delle autorità; sostenere la crescita a lungo termine e la riduzione della povertà.

La storica decisione di ridurre il debito somalo, che giunge peraltro in concomitanza con i molteplici appelli internazionali (l’ultimo arrivato oggi dall’organizzazione Oxfam) per una moratoria universale sul debito dei paesi africani di fronte all’emergenza coronavirus, invia così un segnale importante ai creditori della Somalia in vista della riunione del Club di Parigi – il gruppo informale di organizzazioni finanziarie dei 22 paesi più ricchi del mondo incaricati di discutere della rinegoziazione del debito pubblico bilaterale dei paesi in via di sviluppo – prevista per il prossimo 31 marzo. In vista dell’appuntamento, il mese scorso il ministro delle Finanze somalo Abdirahman Beileh ha auspicato una cancellazione tra il 75 e l'80 per cento del debito della Somalia, con il resto da rimborsare a condizioni strettamente controllate nei prossimi anni. Ora, con la decisione annunciata ieri da Fmi e Banca mondiale, il paese potrà affrontare con maggiore convinzione le sfide che ancora lo attendono, soprattutto dal punto di vista della sicurezza: omicidi e attentati compiuti dal gruppo jihadista al Shabaab (ma non solo) sono infatti ancora all’ordine del giorno, mentre le tensioni e le rivalità esistenti fra i diversi clan che compongono il complesso tessuto sociale della Somalia rendono estremamente difficile l’organizzazione delle elezioni generali – le prime con suffragio universale diretto – che dovrebbero tenersi alla fine del 2020: tutte sfide che, per un paese in cui conflitti e disastri naturali hanno costretto oltre 2,6 milioni di persone a fuggire dalle loro case, rappresentano un enorme punto interrogativo sul suo futuro. (Res)
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